L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Antonio Achilli

 


 

3 - I "Tunnel di Nereo"


Premetto che questa immersione, non è un immersione ricreativa, è riservata solo a speleosub od a subacquei con preparazione specifica. Personalmente ho un esperienza di oltre 80 immersioni di tipo speleologico.
In compagnia di Lorenzo, un amico della locale associazione di speleologia subacquea, abbiamo deciso di disporre un filo di arianna, utile in particolare agli appassionati stranieri, e che potesse fare da quida all'interno della grotta di Nereo percorrendo i tunnel che collegano i due principali ingressi della grotta: I sifoni (immersione i "sifoni di Nereo") e gli archi (immersione gli "archi di Nereo").
Per tempo abbiamo preparato le attrezzature necessarie: accoppiata di due monobombola da 10 litri, indipendenti e dotate di 2 erogatori separati, manometro e frusta b.p. per cadauna, protezione delle rubinetterie, ed anche un 5 lt. flottante di riserva, casco con illuminatori, torce di scorta, un rocchettone autocostruito dove sono disposti 200 metri di cima da 7 mm. Essa reca, ogni 20 metri una targhetta con incise due frecce e le distanze relative percorse e da percorrere, ed anche un borsino con i chiodi inox e relativa mazzetta.
La programmazione, fatta a tavolino e che ha richiesto due giorni di preparazione, prevede l'utilizzo di due barche una ormeggiata a cala del sommergibile (da dove partiremo noi) ed una a cala dell'Asino (destinazione a fine immersione) con barcaioli in comunicazione tre loro con vhf .
L'immersione sarà eseguita partendo dalla parte più profonda (Nereo sifoni), seguendo il tunnel più lungo e risalendo fino ad arrivare a Nereo archi, la sagola guida sarà disposta a metà tra fondo e volta sul lato destro.
Il profilo dell'immersione è stato accuratamente studiato ed i dati salienti riportati su una lavagnetta. Per sicurezza la riserva d'aria sarà gestita secondo il principio dei terzi: un terzo per arrivare a metà strada, un terzo per finire il percorso, un terzo di scorta.
I computer sono stati settati per immersioni impegnative con tempi in curva più ristretti, quindi scenderemo in verticale sull'ingresso della grotta, immediato percorso dell'avangrotta fino all'inizio del tunnel, fissaggio del capo della sagola guida, un totale di 6 minuti ed un consumo di 400 lt. di aria, il lavoro di fissaggio della cima sarà a mio carico (consumo meno), il tunnel è lungo, da una sala all'altra, circa 200 metri si tratterà quindi di fissare una decina di chiodi, uno ogni targhetta, con un consumo previsto di 1400 lt. Dovremmo essere arrivati alla fine del tunnel e dell'aria del primo 10 lt. quindi sostituire la fonte d'aria ed avere altri 2000 litri per uscire ed effettuare le soste.
La giornata è magnifica e tutto gira per il verso giusto credo proprio sarà un passeggiata, certo non ci sarà molto tempo per guardarsi intorno ma oggi è dedicato al lavoro e non al divertimento.
La preparazione è puntuale secondo le previsioni andiamo giù veloci senza perdite di tempo ma in sicurezza, a picco sull'ingresso della grotta, ci teniamo vicino alla volta dell'ingresso sono passati 4 minuti, Renzo regge il rocchettone ed io fisso il capo della sagola, altri 5 servono per arrivare all'ingresso del tunnel. Ok reciproco controlliamo il manometro tutto secondo i programmi anche meglio, 170 atm. ancora disponibili.
Renzo va avanti e svolge la cima ed io dietro la tendo e la fisso ai chiodi che entrano senza grossa fatica nel calcare, il tunnel è sempre più spoglio, pulito sembra intonacato non c'è quasi sedimento e la visibilità è ottima (anche perché ci teniamo in parete). Dopo i primi 80 metri siamo arrivati alla prima svolta secca a destra, altro controllo al manometro, il consumo è un po' aumentato abbiamo ancora 110 atm., non è preoccupante infatti il condotto ora risalirà. Convoco Lorenzo e decidiamo ora di commutare sull'altra fonte d'aria, eseguiamo con calma, qualche attimo di riposo e ripartiamo. Guardo verso l'alto e vedo un branco di merluzzetti che vivono nel più profondo della grotta che si nascondono timorosi della luce in uno dei tanti condotti laterali (stretti budelli molti dei quali ancora inesplorati). Altri due chiodi, altri 40 metri, la stanchezza inizia a farsi sentire ma mancano solo circa 50 metri alla fine del tunnel, li avanti dopo un'altra curva a destra. Controlliamo i computer: profondità - 13, svoltiamo e finalmente inquadrata nel buio si vede la flebile luce dell'uscita. Ancora poco ed abbiamo finito. Siamo stati efficienti arriviamo all'avangrotta con 140 atm. e rimanendo a - 13 fisso gli ultimi chiodi, il computer segnala il fuori curva, il tempo di arrivare all'uscita e segna :sosta a -3 per 3 minuti. All'esterno troviamo un altro amico che ci aspetta e che ci solleva da quanto non più necessario, rocchetto, chiodi, bombolino di scorta, lavagnette ecc., risaliamo lungo la cima dell'ancora, pian piano ed il computer annulla la sosta ma, come sempre, la facciamo ugualmente, arriviamo a - 4,5 e ci fermiamo per 5 minuti e poi ancora più lentamente risaliamo gli ultimi metri.
Abbiamo finito, ora finalmente si potrà praticare con maggior sicurezza il tunnel e fare, più agevolmente, tutti i rilievi dello stesso che non sono mai stati completati.
Era giugno del 1994, a settembre dello stesso anno il filo d'arianna è stato rimosso e/o tagliato in più punti da ignoti, ora ne rimane solo qualche spezzone. Che acquisto!, hanno recuperato qualche centinaio di metri di cima e vanificato lo sforzo di diverse persone di buona volontà che pensavano di rendere più sicuro il percorso.





     La grotta di Nereo   
      Gli "archi di Nereo"

       I " sifoni di Nereo"