Non e' di certo facile riuscire a mettere in parole cio' che ho provato.
Forse un musicista potrebbe farlo in musica, un pittore nella sua opera, un poeta in prosa
ma io non possiedo simili doti.
Parole, foto non possono neanche lasciare immaginare cosa abbiamo provato, cosa ho provato
nell'incontrare questo gigante del mare.
E' stato un incontro del
tutto inaspettato.
Un'immersione decisa all'ultimo momento, strappata all'ultimo momento dopo una trattativa
costataci uno sbarco clandestino a tarda sera su un'isola di pescatori ( non si può'
scendere sulle loro isole dopo il tramonto) nell'atollo di ARI.
Nell'attraversare l'isola ci eravamo sentiti osservati e ci siamo anche meritati il
doveroso richiamo del Himan il quale ci ha assolti con formula piena dopo aver fatto le
nostre scuse e spiegato l'urgenza della telefonata (per la quali eravamo scesi a terra).
L'immersione c'era stata consentita ma alle 8 dovevamo essere di rientro poiché la barca
doveva partire per Male .
Sveglia alle 5,30 e senza neppure un il tempo per un caffè saltiamo sul doni e via verso
il punto di immersione.
E' l'alba di una nuova giornata in questo paradiso, l'orizzonte si tinge di rosa , il sole
sta per spuntare come un meraviglioso fiore e il mio sguardo è perso tra le pieghe di
questa tela ideale di questo grande pittore la cui fama non avrà mai fine che è
"MADRE NATURA"
Siamo in 5, all'arrivo al punto dell'immersione siamo già pronti, vestiti, maschera ed
erogatori alla mano pronti per il tuffo.
Questo mare tinto di rosa, compatto , piatto è' pronto per essere penetrato, le sue acque
tiepide e limpide sono pronte ancora una volta ad accogliermi e ancora una volta torno
alle mie origini, a quando ero solo una promessa di vita nel grembo materno.
E poi subito giù; gesti consueti si susseguono per trovarci tutti insieme, come sempre,
alla profondità stabilita ed iniziare così la nostra passeggiata tra questi giardini di
corallo.
E' la prima volta che visito l'atollo di Ari e devo dire che è la parte più bella e
ricca delle Maldive, questo pezzo di paradiso che stiamo distruggendo; la nostra
passeggiata è tranquilla, l'acqua è ricca di plancton, quindi la visibilità leggermente
ridotta, una leggera corrente ci contrasta ma tutto è molto tranquillo. Ammiriamo colonie
di pesci tropicali che si spostano come greggi, corro dietro una tartaruga e provo ad
aggrapparmi a lei, arriviamo nel canale e ci inoltriamo all'interno della pass.
Profondità 30 metri siamo
fermi sul fondo e ci guardiamo intorno nella speranza di vedere passare mante (che di
solito incrociano in queste acque ricche di plancton) .
Ad un tratto in lontananza vedo un'ombra, troppo grande per essere un pesce ........
incuriosita (siamo nel mezzo di una pass, un canale di uscita dell'atollo) osservo
cercando di capire se si tratta di una tilla o qualche cosa del genere ma ...... l'ombra
avanza verso di noi, forse avverte la nostra presenza ... cambia direzione e si dirige
verso di noi
Il tutto si sussegue in pochi secondi ed ecco che mi appare la sagoma di questa enorme
bocca e mentre immobile osservo continuo a ripetermi " no, non può' essere uno
squalo balena...... no non può essere"
Si crea un po' di agitazione tra il gruppo, il nostro capo gruppo, fa segno di star fermi
(solo una volta fuori all'acqua ci esprime la sua paura iniziale pensando si trattasse di
uno squalo bianco) .
Io sono leggermente spostata in avanti rispetto agli altri e non mi muovo, forse ho smesso
di respirare, e non per la paura, ma per la consapevolezza di trovarmi di fronte ad uno
squalo balena.

Cosa dire ..................è meraviglioso nella sua
grandezza, soffice e delicato nei suoi movimenti, elegante e leggero nel suo disegno,
sicuro e curioso nei nostri confronti.
Ci sorvola, e insieme a lui anche una meravigliosa manta (ma passa del tutto inosservata)
e poi torna indietro; come una modella si lascia ammirare, fotografare, si allontana e poi
torna indietro sui suoi passi, si lascia accarezzare.
L'adrenalina scorre come un fiume in piena, l'acqua trema dalle nostre bolle create dai
nostri respiri carichi di emozione, e vorrei corrergli incontro vorrei accarezzarlo, ci
provo ma mi accorgo di essere paralizzata; non ho forze sono incantata dalla sua bellezza
, chiusa in un'avidità che mi toglie il respiro.... voglio guardarlo osservarlo senza
perdermi neppure una frazione di secondo.... ora potrei anche morire .

Non siamo sazi, e sarebbe difficile diventarlo, ma ha
deciso che è stanco di fare la modella, ha finito la sua sfilata e non torna più verso
di noi ma lo vediamo allontanare e poi scomparire nel blu'.
Nel frattempo i nostri computer ci stanno avvertendo che è ora di salire e allora ancora
storditi iniziamo le procedure di rientro .... soliti controlli di routine e con tutte le
precauzioni del caso ci apprestiamo a concludere la nostra immersione, sia pure molto a
malincuore.
Appena saliti in barca, insolitamente, non ci siamo messi a raccontare; stranamente, la
tensione si poteva vedere, il silenzio regnava ed i nostri occhi erano velati di lacrime .
Dopo 10 minuti ci siamo guardati in faccia, abbiamo scaricato la nostra tensione con un
sorriso ci siamo abbracciati e abbiamo dato inizio alla baldoria.
L'argomento che ha predominato per tutto il resto del viaggio è stato uno unico
"squalo balena".
Per concludere due parole sulle Maldive : sia ancora bellissime nella loro semplicità'
ricche di colori, calde e dalle acque turchesi brulicanti di vita
.. il mare sta
morendo.
I fondali, che fino a pochi mesi fa erano coloratissimi sono interamente sbiaditi.
Ufficialmente dicono che la temperatura dell'acqua sia stata alterata dal clima e di
conseguenza i coralli sono morti.
Io penso, e non solo io, che l'agonia dei coralli sia dovuta all'avidità dell'uomo che
con pesca indiscriminata per soddisfare i capricci di chi ha le tasche troppe piene ha
distrutto uno degli ultimi angoli di paradiso ancora esistenti.
Non voglio aggiungere ne commenti ne' pareri ma invito chiunque a riflettere e a meditare.
Come sempre i giorni di vacanza sono volati e ancora stordita dalle meravigliose
immersioni, dalla piacevole compagnia, come ogni volta lascio questa bellissima nave ,
Havely , e tutto il suo equipaggio con un nodo alla gola con la speranza di poter presto
esservi di nuovo ospitata.
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