L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Pina Capoferri

 



LO SQUALO BALENA
Maldive 4-11 marzo 1999



Non e' di certo facile riuscire a mettere in parole cio' che ho provato.
Forse un musicista potrebbe farlo in musica, un pittore nella sua opera, un poeta in prosa ma io non possiedo simili doti.

Parole, foto non possono neanche lasciare immaginare cosa abbiamo provato, cosa ho provato nell'incontrare questo gigante del mare.

E' stato un incontro del tutto inaspettato.
Un'immersione decisa all'ultimo momento, strappata all'ultimo momento dopo una trattativa costataci uno sbarco clandestino a tarda sera su un'isola di pescatori ( non si può' scendere sulle loro isole dopo il tramonto) nell'atollo di ARI.

Nell'attraversare l'isola ci eravamo sentiti osservati e ci siamo anche meritati il doveroso richiamo del Himan il quale ci ha assolti con formula piena dopo aver fatto le nostre scuse e spiegato l'urgenza della telefonata (per la quali eravamo scesi a terra).

L'immersione c'era stata consentita ma alle 8 dovevamo essere di rientro poiché la barca doveva partire per Male .

Sveglia alle 5,30 e senza neppure un il tempo per un caffè saltiamo sul doni e via verso il punto di immersione.

E' l'alba di una nuova giornata in questo paradiso, l'orizzonte si tinge di rosa , il sole sta per spuntare come un meraviglioso fiore e il mio sguardo è perso tra le pieghe di questa tela ideale di questo grande pittore la cui fama non avrà mai fine che è "MADRE NATURA"

Siamo in 5, all'arrivo al punto dell'immersione siamo già pronti, vestiti, maschera ed erogatori alla mano pronti per il tuffo.

Questo mare tinto di rosa, compatto , piatto è' pronto per essere penetrato, le sue acque tiepide e limpide sono pronte ancora una volta ad accogliermi e ancora una volta torno alle mie origini, a quando ero solo una promessa di vita nel grembo materno.

E poi subito giù; gesti consueti si susseguono per trovarci tutti insieme, come sempre, alla profondità stabilita ed iniziare così la nostra passeggiata tra questi giardini di corallo.

E' la prima volta che visito l'atollo di Ari e devo dire che è la parte più bella e ricca delle Maldive, questo pezzo di paradiso che stiamo distruggendo; la nostra passeggiata è tranquilla, l'acqua è ricca di plancton, quindi la visibilità leggermente ridotta, una leggera corrente ci contrasta ma tutto è molto tranquillo. Ammiriamo colonie di pesci tropicali che si spostano come greggi, corro dietro una tartaruga e provo ad aggrapparmi a lei, arriviamo nel canale e ci inoltriamo all'interno della pass.

Profondità 30 metri siamo fermi sul fondo e ci guardiamo intorno nella speranza di vedere passare mante (che di solito incrociano in queste acque ricche di plancton) .

Ad un tratto in lontananza vedo un'ombra, troppo grande per essere un pesce ........ incuriosita (siamo nel mezzo di una pass, un canale di uscita dell'atollo) osservo cercando di capire se si tratta di una tilla o qualche cosa del genere ma ...... l'ombra avanza verso di noi, forse avverte la nostra presenza ... cambia direzione e si dirige verso di noi

Il tutto si sussegue in pochi secondi ed ecco che mi appare la sagoma di questa enorme bocca e mentre immobile osservo continuo a ripetermi " no, non può' essere uno squalo balena...... no non può essere"

Si crea un po' di agitazione tra il gruppo, il nostro capo gruppo, fa segno di star fermi (solo una volta fuori all'acqua ci esprime la sua paura iniziale pensando si trattasse di uno squalo bianco) .

Io sono leggermente spostata in avanti rispetto agli altri e non mi muovo, forse ho smesso di respirare, e non per la paura, ma per la consapevolezza di trovarmi di fronte ad uno squalo balena.


Cosa dire ..................è meraviglioso nella sua grandezza, soffice e delicato nei suoi movimenti, elegante e leggero nel suo disegno, sicuro e curioso nei nostri confronti.

Ci sorvola, e insieme a lui anche una meravigliosa manta (ma passa del tutto inosservata) e poi torna indietro; come una modella si lascia ammirare, fotografare, si allontana e poi torna indietro sui suoi passi, si lascia accarezzare.

L'adrenalina scorre come un fiume in piena, l'acqua trema dalle nostre bolle create dai nostri respiri carichi di emozione, e vorrei corrergli incontro vorrei accarezzarlo, ci provo ma mi accorgo di essere paralizzata; non ho forze sono incantata dalla sua bellezza , chiusa in un'avidità che mi toglie il respiro.... voglio guardarlo osservarlo senza perdermi neppure una frazione di secondo.... ora potrei anche morire .

Non siamo sazi, e sarebbe difficile diventarlo, ma ha deciso che è stanco di fare la modella, ha finito la sua sfilata e non torna più verso di noi ma lo vediamo allontanare e poi scomparire nel blu'.

Nel frattempo i nostri computer ci stanno avvertendo che è ora di salire e allora ancora storditi iniziamo le procedure di rientro .... soliti controlli di routine e con tutte le precauzioni del caso ci apprestiamo a concludere la nostra immersione, sia pure molto a malincuore.

Appena saliti in barca, insolitamente, non ci siamo messi a raccontare; stranamente, la tensione si poteva vedere, il silenzio regnava ed i nostri occhi erano velati di lacrime .

Dopo 10 minuti ci siamo guardati in faccia, abbiamo scaricato la nostra tensione con un sorriso ci siamo abbracciati e abbiamo dato inizio alla baldoria.

L'argomento che ha predominato per tutto il resto del viaggio è stato uno unico "squalo balena".

Per concludere due parole sulle Maldive : sia ancora bellissime nella loro semplicità' ricche di colori, calde e dalle acque turchesi brulicanti di vita ….. il mare sta morendo.
I fondali, che fino a pochi mesi fa erano coloratissimi sono interamente sbiaditi.
Ufficialmente dicono che la temperatura dell'acqua sia stata alterata dal clima e di conseguenza i coralli sono morti.
Io penso, e non solo io, che l'agonia dei coralli sia dovuta all'avidità dell'uomo che con pesca indiscriminata per soddisfare i capricci di chi ha le tasche troppe piene ha distrutto uno degli ultimi angoli di paradiso ancora esistenti.
Non voglio aggiungere ne commenti ne' pareri ma invito chiunque a riflettere e a meditare.

Come sempre i giorni di vacanza sono volati e ancora stordita dalle meravigliose immersioni, dalla piacevole compagnia, come ogni volta lascio questa bellissima nave , Havely , e tutto il suo equipaggio con un nodo alla gola con la speranza di poter presto esservi di nuovo ospitata.


 

 


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