L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Pina Capoferri

 



Da sola nel blu

Sipadan Aprile 2005

Non ho avuto un buon inizio di giornata.
Salgo in barca all’ultimo momento, sono chiusa nel mio silenzio; il silenzio,la lingua comune e eterna dell'universo è la più adatta a capirsi dentro.
Cerco di isolarmi, non voglio che gli altri avvertano il mio malessere, mi isolo ma non e' facile e rischio di essere anche scortese con i miei migliori amici.
Mi vesto e attendo in silenzio il momento di entrare finalmente nel mio universo liquido, dopo tante parole, ora ho bisogno del silenzio.
Abbiamo raggiunto il punto di immersione, sento di essere tutt’uno con il cielo e il mare e quando i miei occhi si velano e il cielo decide di farmi compagnia. Ora piove, sono pronta ..aspetto solo l’ok del dive master per buttarmi e fuggire dalla mia tristezza.
Il mare e il cielo hanno capito il mio disagio, la mia tristezza e i loro colori sono simili ai miei pensieri.
Ecco finalmente ok che giunge a me come uno colpo che da inizio ad ana competizione e sono gia’ nella’abbraccio confortevole dell’acqua e del suo insinuarsi nelle pieghe della mia muta.
Ancora un attimo, il tempo di sistemarmi la masche sugli occhi e poi giu’, verso un altro mondo, il mio, un universo liquido.

Coralli, pesci, colori, immagini e sensazioni viste e vissute molte altre volte ma che sempre mi incantano e sembrano nutrirmi l’anima. Tuttavia oggi e’ qualcosa di piu’: voglio godermi il blu da sola, nel totale silenzio.
Mi guardo intorno, riconosco il posto e allora cerco la grande gorgonia a ventaglio, ed eccola poco lontano, si estende verso il mare aperto e si lascia accarezzare dalle acque ricche di plancton. La raggiungo e non resisto alla tentazione di toccarla, sfioro la sua trina rosa.
Poi, guidata solo dall’istinto, continuo a scendere. Pinneggio senza fatica, mi lascio andare e man mano che il sole diventa piu’ lontano anche le mie tristezze svaniscono.
Guardo verso l’alto e non vedo nessuno, sono sola ed e’ bellissimo, sono attratta dal blu non mi sono data limiti, il profondimetro segna 74 metri e l’idea di iniziare a risalire non sfiora i miei pensieri…. Almeno fino a quando non ti vedo comparire sopra di me ………sei lontano ma ti riconosco e mi riporti alla realtà…… e d’istinto freno la mia discesa semplicemente variando l’angolo di inclinazione del mio corpo e molto lentamente inizio a risalire.
Ora sono felice, in pace con me stessa, ma il mio oceano mi regala altre emozioni: un branco di Platax mi passa vicino ed io quasi smetto di respirare per paura di farli scappare.
Questo posto e’ veramente bello ed è mio, solo mio, in questo magico istante.
Sento che le sorprese non sono finite. Guardo lontano nelle acque limpide e capisco che non ho raggiunto il traguardo. Qualcosa mi chiama piu’ in là , verso l’orizzonte blu.
Riprendo a pinneggiare e seguo una direzione all’apparenza casuale. E’ come se avessi una bussola nel cervello che da la direzione alle mie gambe.
Controllo il manometro, ho ancora abbastanza aria da poter continuare ancora un po’.
Scorgo una formazione corallina che, come un grosso fungo svetta su questa pianura di sabbia bianca. Mentre mi avvicino il mio cuore batte forte, non e’ fatica ma un’immagine vivida nella mia mente che giunge da chissà dove : squali !
Piu’ mi avvicino e piu’ sono certa che ci sono, là, sotto quel corallo. Quando arrivo a toccarlo un brivido percorre la schiena, lo aggiro verso destra e scorgo una cavità sulla base. Espiro tutta l’aria dai polmoni per scendere di qualche metro ed affacciarmi alla piccola grotta, ma non c’e’ bisogno di entrarvi. Quando il mio ventre tocca la sabbia del fondo, la coda rosata dello squalo e’ alla portata dell mia mano.
Che belli, li osservo per diversi minuti e urlo di gioia nell’erogatore e sorrido pensando a quando poche sere prima in notturna con Mario, dopo un breve e complice sguardo, abbiamo tirato la coda allo squalo leopardo che dormiva tranquillo nella sua tana per meglio osservarlo e magari anche fotografare.
Mi avvicino ed accarezzo quella coda ruvida, la seguo con la mano e mi infilo in quell’angusto anfratto dove dormono beati 3 squali.
Li osservo, le branchie si aprono e chiudono al ritmo del loro respiro e gli occhietti sembrano piccoli per pesci di quelli dimensioni. Accarezzo quei corpi potenti e non posso evitare di pensare che basterebbe che uno di loro si svegliasse disturbato dal mio tocco …… sono praticamente incastrata…. Ma non mi puo’ succedere niente perche’ se sono qui è perche’ ci devo essere, questo e’ il mio mondo, e sono cosi’ felice da sentirmi incredibilmente invulnerabile.
Poi controllo il computer e il manometro e so che e' arrivata l'ora di risalire, mi avvio verso la superficie, sono piu' serena e man mano che salgo capisco che e' tornato a splendere anche il sole. Mi fermo intorno ai 5 metri e mentre aspetto che la deco scompaia dal mio computer osservo una grossa Tartaruga verde che e' li li per addormentarsi. Mi guarda mi osserva ed intuisce che non sono un pericolo, vedo calare la sua palpebra ... vorrei accarezzarla ma e' cosi' bella e sento che se la disturbassi tradirei la sua fiducia e allora mi limito ad osservarla,e la osservo senza rendermi conto del tempo che passa. La mia deco e' finita, è un'ora che sono in acqua penso che oramai sono tutti in barca e che e' ora di risalire. Salgo in barca sorridente e ora anche il cielo e’ sereno e il sole brilla alto nel cielo.

Pina Capoferri

 

 


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