L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Lorenzo Mittiga

 


 

La singolare esperienza che ho vissuto, come biologo, ma soprattutto come subacqueo, è stata nell'ambito di un progetto della Ricciola che si è svolto nelle acque dell'isola di Lampedusa. L'acquacoltura, infatti, in questi ultimi dieci anni ha fatto passi da gigante in Italia, tanto che tra le specie ittiche ora allevabili figura anche la Ricciola (Seriola dumerilii). Definita da molti "regina del Mediterraneo" sia per l' eleganza delle sue forme e del suo nuoto, che per la delicatezza delle sue carni, la Ricciola è divenuta oggetto di studio da parte degli acquacultori con lo scopo di mettere a punto in Italia, dopo i successi ottenuti in Giappone con la Seriola quinqueradiata, le tecniche per farla riprodurre in cattività e per allevarla. Era luglio e Lampedusa sembrava la cornice ideale per la riuscita del nostro esperimento. Dopo la faticosissima pesca degli esemplari vivi di ricciola, avvenuta a bordo di un motopeschereccio lampedusano nelle acque circostanti l'isola, ben 53 esemplari con peso compreso tra i 15 ed i 40 kg. sono stati messi in una gabbia galleggiante ancorata in una caletta riparata. Posso ben dire che questa caletta dalle acque cristalline è stata il mio "ufficio" per quasi tre mesi. Infatti durante questo priodo mi sono immerso svariate volte ogni giorno per studiare le possibilità di riproduzione in cattività, ed alimentari questi pesci spettacolari. A volte dopo aver svolto le operazioni di routine quotidiane, per le quali consumavo un mono da 15 litri ad una profondità di 7 metri, ne prendevo con piacere un altro per fotografarle o semplicemente per continuare ad osservarle. Entrare nella gabbia, rigorosamente senza pinne, è stato straordinario. Ancora più eccitante è stato quando per 21 giorni ho dovuto alimentarle a mano offrendo ad ognuna di loro uno sgombro fresco, conquistandomi, così voglio credere, la loro simpatia. E' stata un'esperienza unica, che mi ha permesso di avere un contatto diretto, vero e sentito con questi pesci, come mai mi era capitato prima. Purtroppo per le mie splendidi ed emozionanti immersioni, ma fortunatamente per il progetto, dopo due mesi di nutrimento "a mano" delle Ricciole, queste hanno imparato a mangiare da sole, e finalmente a maggio, l'anno seguente, si sono riprodotte in cattività: un enorme passo avanti per la fecondazione artificiale, ed una ragione in più per me per continuare ad avvicinarmi sempre maggiormente al mondo subacqueo e ai suoi abitanti.

 

 


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