
L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Carlo Spigoli
Il presepe subacqueo ad Anguillara Sabazia
L'appuntamento viene dato alle 8 di sera del 23 Dicembre
davanti al bar "Principe", sul lungolago.
Quando arrivo mi rendo conto
che in acqua saremo in molti, infatti tra i moltissimi curiosi ci sono molti borsoni e un
furgone carico di bombole. Mentre mi cambio nel furgone delle bombole (un freddo della
madonna!!!!), gli organizzatori preparano il presepe, il percorso luminoso, la telecamera.
Il presepe viene posato ad una profondità di 2-3 metri, a circa 50 metri da riva.
Inizialmente si voleva posare il presepe sotto la punta del molo, ma la presenza di un
ordigno risalente alla seconda guerra mondiale ha spinto gli organizzatori a scegliere un
fondale più sicuro. Vengono posate due cime con dei lampeggiatori, serviranno come guida
per il percorso da riva al presepe e viceversa. A terra si fanno le coppie e, tra i
commenti dei curiosi (questi sono matti, con questo freddo ....), entriamo in acqua.
Il primo impatto con l'acqua è di quelli che lasciano il segno, specialmente se sei alla
prima immersione invernale e alla prima notturna della tua vita (ho il brevetto OWD PADI
da pochi mesi), ma dopo alcuni minuti l'emozione di essere in acqua nel buio prende il
sopravvento. Quelle acque così familiari di giorno sembrano diverse, come se fossi in un
posto sconosciuto. Il fondo è inizialmente sabbioso e declina dolcemente così che siamo
costretti a fare i primi metri spingendosi con le braccia. Arrivati a metà strada il
fondale diventa ricco delle alghe tipiche del lago e, avendo circa 1,5 metri di
profondità, finalmente riusciamo a muoverci in assetto.
Purtoppo, essendo in molti, si
alza del sedimento e la visibilità non supera i 3-4 metri.
Seguiamo la cima di guida e dopo altri 20-30 metri scorgiamo il presepe. La luce della
telecamera molto intensa (500 Watt) e la visibilità migliorata ci permettono di godere
dello spettacolo.
Il presepe, una struttura in ferro alta circa un metro, è molto suggestivo grazie anche
ai giochi di luce. Sostiamo un minuto, giusto il tempo di venire ripresi dalla telecamera
e ripartiamo verso riva. Ancora pochi minuti e siamo fuori.
I curiosi si avvicinano, chiedono informazioni, fanno domande sia sull'immersione che
sull'attrezzatura, ma principalmente continuano a considerarci dei pazzi. Rimane solo da
rivestirci e nel farlo ho il tempo di riordinare i ricordi e le emozioni di una immersione
breve (meno di 20 minuti) ma particolare. Il filmato verrà mostrato in piazza, su schermo
gigante il giorno dopo, ma non c'ero e non ho potuto sentire i commenti di coloro che, non
avendolo mai provato, ritengono la subacquea uno sport pericoloso e per pochi eletti.
Purtoppo non ho foto di quella immersione ma non ne ho bisogno per ricordarla, anche se
alcuni dettagli si appanneranno nel tempo. In seguito farò altre immersioni notturne e
devo riconoscere che le sensazioni che ne trarrò saranno sempre nuove e diverse dalle
precedenti, ma ciò che ho provato al presepe sarà per sempre qualcosa di particolare.
Carlo Spigoli
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