L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Antonio Achilli

 


 

La "pettata" di Capo Caccia - Alghero

 

Scenario: Capo Caccia, Alghero, un giorno qualsiasi di Aprile
Una giornata di calma quasi piatta al ridosso del Capo, il fermo biologico della pesca costiera è ancora attivo, perciò niente reti che possano creare impaccio.
Siamo in quattro, Toto, Michele, Marco ed io, sul gommone, ancora incerti sulla destinazione dell'immersione di oggi, in un mare da noi tutti così ben conosciuto.
Ad "odore" decido io per tutti, non per esperienza ma forse per fortuna, opto per la "Pettata".
E' quello che rimane di un'antica spiaggia divenuta roccia, una specie di gradino molto tormentato e ricchissimo di anfratti, che parallelo alla costa a picco, si estende per diverse centinaia di metri, partendo di fronte alla grotta della madonnima per finire ben oltre il capo.
Gettiamo l'ancora vicino ad un altro punto ben conosciuto "le tre rocce", tre scogli di calcare a -24 dove si concentra la più diversa tonalità di alcionari: bianchi,rosa, gialli, violetti, rosa........
Siamo pronti in un minuto, macchine fotografiche e torce pronte, quindi si va giù a coppie. La visibilità è discreta, un breve giro intorno ai tre scogli, qualche scatto, e poi dritti per 180 gradi, una pinneggiata tranquilla perchè oggi non c'è corrente.
Attraversiamo un tratto di poseidonia leggermente degradante, poi dopo circa 80 metri, arriviamo alla "pettata" che bruscamente degrada dai -30 ai -33.
In questo primo tratto è di piccole dimensioni, ma seguendola diviene sempre più imponente: una caduta verticale di 6/8 metri. Circa 30 cicli di pinneggiate più tardi arriviamo ad un ansa, sotto la roccia è scavata.
Ci appare uno spettacolo a cui non siamo abituati, anche se di aragoste ne vediamo tante! La densità è spaventosa contiamo 80 aragoste in circa 50 metri di "pettata", spuntano antenne ovunque, i flash non fanno in tempo a ricaricarsi, anche perchè il tempo fuori curva è quasi scaduto. Un brusco richiamo! dal polso la scritta:Warning, ci riuniamo, per riprendere la risalita ma l'ultimo scatto è per un enorme astice di almeno 5 kg. che protegge la tana di un grongo grosso come un tubo per la fogna. il rientro è quasi senza storia, farfugliamenti dentro l'erogatore ed occhi ridenti, risaliamo lungo la cima, stop a -4,5 e poi sul gommone. I commenti si sprecano, Toto parte di volata al centro nautico per ricaricare le bombole e le macchine fotografiche, sappiamo dove fare l'immersione del pomeriggio!

 


Photo © Guido Picchetti
Immagini Tratte dal CD-Rom
  "La vita del Mediterraneo"
Vita nel Mediterraneo
della  GP&MM srl

 


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