L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Giorgio   

 


 

Sul relitto dell'Haven

 

C'è un mucchio di gente lunedì 1° novembre '99 sul molo del Cotone di Genova. Il vecchio porto recuperato è splendido e la bellezza dell'ambiente è enfatizzata dalla giornata tersa e soleggiata. L'imbarcazione di Polo Sub ci sta già attendendo; il tempo di scaricare le attrezzature, parcheggiare l'auto, controllare i brevetti e si prende il mare. Da settembre attendevamo l'occasione di scendere sull'Haven ed ora, finalmente, è giunta! Siamo in 5, allenati ed affiatati; Paola è allegra e sorridente come suo solito. Ieri il Bauer del Centro Sub Piacenza ha lavorato sodo; i nostri mono da 15 sono carichi a 230 bar. Poco prima delle 15 siamo di fronte ad Arenzano; veloce la barca, meno di 45 minuti di navigazione. Alle 15,04 siamo in acqua. C'è corrente in superficie e fatichiamo un pò a raggiungere il pedagno. Ci hanno avvertiti che lungo la cima sono impigliate alcune lenze e che c'è il pericolo di ferirsi con gli ami. Scendiamo rapidamente; la visibilità è molto buona e a - 30 metri circa si incomincia a distinguere il ponte superiore del castello di poppa; faccio le debite proporzioni ed immagino lo scafo che deve essere imponente! Non è visibile in quanto giace parecchio più sotto. In meno di 3 minuti abbiamo raggiunto - 38 metri. Dal castello di poppa parte una cima che ci guida alla sommità del fumaiolo. Aziono la telecamera e mi concentro sulla ripresa. Il fumaiolo sembra una torre che emerge dal fondo! Non si distingue dove inizia! Paola vi entra e si affaccia poi verso l'esterno per farsi riprendere e fotografare. Ritorniamo verso il castello di poppa; nel frattempo siamo scesi sino a - 47 metri circa. Risaliamo verso il primo ponte, quello superiore per intenderci. Sono trascorsi 11 minuti dall'inizio dell'immersione. Entro per primo (dalla porta di sinistra, spalle al fumaiolo) nell'ampio locale che immagino dovesse essere il ponte di comando. Punto i fari della tele verso il soffitto ed illumino il greggio prigioniero sotto le lamiere. Le bolle del mio scarico lo muovono e lo staccano; mi muovo con estrema cautela per non rimanerne lordato. Spengo i fari e dalla semioscurità dell'ambiente ammiro l'azzurro del mare attraverso gli ampi finestroni che si aprono verso l'esterno. Silenzio assoluto, solo il pulsare regolare del mio Abyss. Nuvole di anthias e castagnole; in lontananza, nel blu oltre i finestroni, un bagliore argenteo che immagino essere un branco di dentici. Lo spettacolo è veramente suggestivo! Esco dalla porta di destra e da uno dei finestroni mi soffermo ad ammirare, questa volta, l'interno illuminato dai fasci di luce delle lampade dei miei compagni e dai lampi del flash di Paolo. Paola nella sua muta gialla appare e scompare nei giochi di luce e di ombre. Giro lo sguardo e mi accorgo allora che le lamiere esterne sono costellate di ostriche! Sono trascorsi nel frattempo 23 minuti dall'inizio dell'immersione ed è tempo di risalire. Il mio Aladin mi informa che devo effettuare una prima sosta di 3 minuti a - 6 metri e che il tempo totale di risalita è di 20 minuti. Risaliamo tutti assieme, ma con ordine, lungo la cima. A - 3 metri la sosta più lunga: 18 minuti; il freddo si fa sentire ed invidio Paolo e Franco al calduccio nelle loro stagne. Paola, Ettore ed io invece, soffriamo un po'. Per fortuna la barca è dotata di doccina calda che si rivela una autentica goduria! L'uscita è stata splendida e tutto è filato liscio, nel migliore dei modi. L'immersione è durata complessivamente 56 minuti e l'aria utilizzata è stata pari a 172 bar. Al ritorno, quella sensazione di calma e soddisfazione che sopraggiunge dopo le immersioni più significative.
Ritorniamo sull'Haven domenica 28 novembre, in gommone con Bolle Blu da Arenzano, scendendo sino a - 54 metri circa. Nessun problema, se non una qualche difficoltà in superficie ad individuare la verticale del relitto, ma le sensazioni sono nettamente sotto tono rispetto alla prima immersione.
Il 2 gennaio apprendo poi con sgomento dalla televisione del grave incidente sull'Haven di cui è rimasta vittima una giovane genovese.

Giorgio



 

 


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