L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
"Louise"   

 


 

Un week end solo per noi     

 


-Thelma passami l'acqua che ho sete.-
-Louise! sai che quando guido non mi devi disturbare!-
Scherzavamo quella mattina di giugno ma non ne potevamo fare a meno. Erano anni che aspettavo di passare una vacanza con la mia amica Claudia.
Eravamo state a scuola insieme, le prime esperienze da ragazzine, sempre insieme e poi il lavoro ci aveva separate: lei in un ufficio a Genova e io in giro per l'Italia a raccogliere pubblicità. Si, ogni tanto ci sentivamo, ma solo per le occasioni classiche tipo Natale e compleanni vari ma praticamente non ci eravamo più frequentate.
Potrete capire quindi il mio stupore quando Claudia mi ha telefonato e senza salutarmi mi ha detto: -Sono fresca di brevetto sub, vuoi venire con me un week-end a fare mille immersioni in Sardegna?-
-Non ci posso credere, ..hai fatto il corso subacqueo?-
-Certo! E ora bisogna che faccia esperienza, mi aiuteresti?-
-Con vero piacere prenoto io il traghetto.- Risposi.
E ora eccoci qui, felici e spensierate sulla Carlo Felice, l'autostrada dell'isola caraibica d'Italia scendendo verso sud, lontano dalla bellissima, ma scontata costa Smeralda alla ricerca della Sardegna più vera.
Claudia che ne dici di andare a fare immersioni al parco marino di Mal di Ventre? Le avevo proposto questa meta per cambiare un po', per trovare qualcosa di nuovo. Lei aveva accettato ed eravamo partite.
Il sole era splendido e tutto faceva presagire che avremmo passato un week-end di sogno. Arriviamo a Putzu Idu, una frazione di San Vero Milis in provincia di Oristano al centro immersioni di 9511 Diving Team. Sono ragazzi di Milano, anche loro innamorati di questo paradiso. Ci accompagnano in albergo. Prendiamo una bella camera che si affaccia sul mare e su una spiaggia che non ha nulla da invidiare a quelle illustrate nelle cartoline dalle Maldive.. Che meraviglia! Il sole alto colora l'acqua del mare di un bel turchese con mille sfumature. Sono certa che ci divertiremo. Scendiamo subito al diving per concordare il nostro pacchetto immersioni per il week-end. Ci aspetta una ragazza simpatica che ci illustra brevemente le mete subacquee che il diving può proporci. Decidiamo per quattro immersioni; oggi un fullday di due immersioni al parco Marino di Mal di ventre e domani alla secca del Puntillone e all'Arco. Claudia nell'entusiasmo di partire ha dimenticato la muta. Nel diving troviamo la soluzione al problema: l'affitterà. I ragazzi sono gentilissimi, ci caricano l'attrezzatura sulla barca e sono attenti nel farci salire a bordo. Dopo aver mollato l'ormeggio la barca parte per Mal di Ventre. Ivan, il nostro accompagnatore che ci farà anche da guida subacquea ci dice che avremo una navigazione di circa un ora. Perfetto, cremina solare e via distese sul prendisole a prenderci la prima abbronzatura vera della stagione. Il mare è calmo e il grosso barcone del diving lo solca con decisa sicurezza. Dopo meno di un ora siamo a Mal di Ventre. Ivan ci spiega che l'isola è parco marino e quindi ci fa le solite raccomandazioni ecologiche, non toccare nulla, non portare in barca nulla, evitare di disturbare i pesci e così via. Sono felice che molte persone che lavorano nella subacquea abbiano capito che la natura deve essere preservata. E' un patrimonio da conservare che può essere sfruttato anche a fini commerciali senza dover per forza distruggere tutto. Di esempi al mondo ne abbiamo parecchi, perché non imitarli? Ivan estrae un tabellone disegnato a colori per il briefing e ci spiega la conformazione del fondale. Non è un immersione impegnativa, solo venti metri di profondità, ideale per Claudia che è alle prime esperienze. Scendiamo sott'acqua e di una cosa rimango subito impressionata: la visibilità, fantastica! Veramente non me lo aspettavo. Arriviamo subito all'ancora poggiata su un pianoro a circa 12 metri. Seguiamo Ivan che guida il nostro gruppetto in questa immersione. Scendiamo verso la quota dei diciotto metri passando da canaloni e grotticelle piene di spugne colorate, parazoanthus e nuvole di castagnole che ci abbracciano nelle loro evoluzioni. Ci fermiamo tutti a vedere un bel polpo di una certa dimensione che nascosto nella sua tana ci guarda un po' accigliato. Ivan gioca con lui facendogli scorrere le dita davanti, in modo da incuriosirlo. A quel punto il polpo, rinviando la cautela ad una nuova occasione, sfila un tentacolo per afferrare le dita della nostra guida. Ridiamo trattenendo a stento l'erogatore in bocca. Proseguiamo risalendo in un canalone scavato fra le rocce e ad un tratto Ivan, rompendo la sua tranquilla andatura si agita indicandoci un punto in lontananza! Ha visto un branco di barracuda che tranquilli nuotano controcorrente. Ci avviciniamo con cautela per non disturbarli. Mi volto verso la mia compagna. Claudia sgrana gli occhi e leggo sul suo viso lo stupore e l'emozione. In effetti non è semplice vedere i barracuda nel Mediterraneo ma qui pare sia abbastanza comune. Sarà veramente un week-end da ricordare. Risaliamo alla quota di otto metri gironzolando pacifici in simbiosi con il mondo esterno e dopo quasi un ora di immersione riemergiamo in superficie per poi risalire in barca. Issate a bordo le attrezzature Ivan ci propone di sbarcare a terra per visitare l'isola. Saliamo sul gommoncino di servizio e dopo meno di due minuti arriviamo a terra. L'isola è disabitata e la natura la fa davvero da padrona. La macchia mediterranea dimostra qui la sua presenza con odori e colori difficili da vedere in altri luoghi. Gironzoliamo un po' e poi torniamo in barca. Ci aspetta un pranzo a bordo a base di insalata di riso dolcetti e tè freddo. Chiacchieriamo con Ivan che ci racconta di come si sia innamorato di questi luoghi e abbia deciso di stabilirvisi. Veniamo a sapere che di fronte e noi, esiste un oasi faunistica del WWF dove vivono indisturbati esemplari di falco pellegrino, del gheppio e di pernice sarda. E comunque in tutta la penisola del Sinis esistono stagni e zone di interesse floro-faunistico dove è possibile vedere anche fenicotteri rosa, il cavaliere d'Italia, falchi di palude e anche il rarissimo gabbiano corso. Dopo un'altra salutare esposizione solare ci prepariamo per la seconda immersione della giornata, mentre la barca si sposta su un altro versante dell'isola. In poco tempo siamo in acqua e già l'aspetto del fondo ci pare più familiare. I colori delle spugne sembrano più caldi forse anche per la diversa posizione dei raggi del sole che ammantano tutto di una patina leggera. Una piccola cernia fa capolino dalla sua tana e ci guarda incuriosita. Passiamo oltre, sempre avvolti dalle amiche castagnole, che sembra ci accompagnino nella nostra avventura. Anche in questa immersione la profondità è decisamente alla portata dei meno esperti che in questo paradiso trovano veramente da soddisfare la loro curiosità di nuovi subacquei rispettando le condizioni di massima sicurezza. Claudia mi chiede di seguirla. Ci stacchiamo un poco dal gruppo sotto lo sguardo incuriosito di Ivan che spia le nostre mosse. Mi mostra uno scoglio dove un nugolo di salpe brucano pacifiche sul fondo ignorandoci. I loro colori dorati riflettono la luce solare in maniera armoniosa e ricca di fascino; rimaniamo incantate ad osservarle fino al momento in cui la nostra guida richiama la nostra attenzione su un branco di saraghi di una certa dimensione che navigano pacifici poco più in alto. Ma questo è il paradiso? Il tempo passa in fretta e il mio manometro mi indica la necessità di ritemprarsi appeso alla sua rastrelliera del diving. Anche Claudia è quasi in riserva e lo segnaliamo ad Ivan che annuisce e inizia la risalita. Una volta a bordo commentiamo con gli altri del gruppo questa bellissima seconda immersione. Sui visi di tutti si legge la soddisfazione di essere stati in questo posto in questa occasione. Il mare si è un po' increspato e la barca dirige decisa verso il diving. Il pensiero corre a casa a "quelli" che non sono venuti, peggio per loro. Una volta a terra troviamo nei locali del diving una piacevole sorpresa: la merenda con la Nutella!! C'è qualcuno a cui non piace? Una doccia veloce e via a visitare i resti della città di Tharros antico insediamento fenicio che poco distante da qui ci aspetta per farci calare nel passato più lontano. La visita è d'obbligo e chi passa da queste parti non deve dimenticarlo. La sera siamo veramente stanche. Solo la fame ci spinge verso i locali del ristorante S'Istella A S'Archittu. Strano nome; ne chiedo il significato al proprietario, un omone grande, grosso e molto simpatico. Significa "la stella" nel dialetto sardo. Antonello, questo il suo nome, ci elenca una serie di piatti tipici a base di pesce che ci allettano non poco. Scegliamo un risotto ai frutti di mare e un secondo a base di gamberoni freschi alla malvasia. Tutto delizioso. Alla fine della cena veniamo a sapere che anche lui è un subacqueo. Ci racconta del suo lavoro da altofondalista e di come sia stato duro. A noi subacquee turiste questi racconti ci incuriosiscono non poco. Poi Ivan e Loris l'altro istruttore del diving, ci offrono un bicchiere di Malvasia, un vino dolce tipico di Oristano, raccontandoci qualche aneddoto. Siamo veramente distrutte e scusandoci con tutti decidiamo di guadagnare presto il letto. La mattina dopo siamo arzille più che mai. Dopo la colazione scendiamo al diving per l'appuntamento delle 9.00. Loris ci accompagnerà nelle nostre immersioni della domenica. E' un tipo simpatico che ostenta un comportamento un po' buffo per farci ridere un po'. Dice che è emigrante e forse un giorno tornerà a casa, insieme a Ivan hanno la nostalgia della nebbia. Montate le attrezzature le caricano sul gommone e via decisamente più veloci di ieri, verso la secca di Su Puntillone. Sul gommone siamo in otto ma il motore sembra non risentirne affatto e in meno di quaranta minuti siamo sul luogo della nostra prima immersione della giornata. Solita procedura: briefing, raccomandazioni ecologiche e via in acqua. Questa volta decidiamo di indossare l'attrezzatura in acqua. Scendiamo a questo punto sull'ancora decise a rimanere alla quota del cappello che a 19 metri non consiglia alla mia compagna di scendere oltre. Facciamo una immersione all'aspetto girando come avvoltoi aspettando il passaggio dei grossi pelagici che qui sono spesso di casa. Infatti dietro un fitto branco di saraghi pizzuti ecco le inconfondibili sagome dei dentici. Sono almeno sei o sette e si tengono ad opportuna distanza. Sul cappello della secca numerosi spirografi fanno bella mostra di se ai nostri occhi di povere impiegate. Le solite castagnole ci accompagnano ovunque. Che siano sempre le stesse addestrate da Ivan e Loris? Mentre il dubbio ci assale scorgiamo una saetta argentea nell'acqua; cosa sarà, mi chiede lo sguardo curioso di Claudia. Sulla barca risolverò il suo dubbio era una ricciola di almeno cinquanta chili. Nel pomeriggio coroniamo il nostro week-end con una seconda immersione all'arco di S'Archittu. I passaggi sono suggestivi e anche in questa occasione siamo contornati da castagnole, saraghi, salpe, polpi e piccole murene, pur contenendo la profondità in soli 15 metri. La sera al diving sciacquiamo l'attrezzatura e guardandoci negli occhi leggiamo tutte due il desiderio di ritornare in questo paradiso…o …oppure ...
-Thelma che ne dici se prolunghiamo la vacanza?-
-ma … Luise mi hai letto nel pensiero?…..--.








 

 


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