L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Luca Mezi  

 


 

La Grotta della Scaletta a Capo Palinuro: un'immersione un po'
particolare.     


Finalmente, dopo anni di esercitazioni, discussioni, prove e simulazioni di varia natura, si parte per Capo Palinuro. Li ci sono tante bellissime grotte in cui immergersi. In particolare La Grotta della Scaletta.
Quel giorno al lavoro c'erano un sacco di problemi da risolvere. Il canale di trasporto per elettroni da 150MeV che stavo progettando non mi veniva come lo desideravo. Sembrava che gli elettroni scappassero come pecore impaurite. A tutto stavo pensando meno che alle tanto dibattute e desiderate immersioni speleo-subacquee in grotte marine. Poi squilla il mio cellulare. E' Carlo Marcheggiani: "dai Luca che ormai siamo pronti, andiamocene qualche giorno a Palinuro cosi' .... ". Sul momento, pur morendo dalla voglia di andare, mi sento "trattenuto" da tutti i problemi di lavoro ed organizzativi legati al viaggio etc. etc., ma poi, anche spinto dall'entusiasmo subito dimostrato da moglie e figlia, "ci lanciamo"!
L'attrezzatura e' gia' pronta. Bibo 10+10 non travasante, ovviamente doppio erogatore (come sempre), copri rubinetti, caschetto, reels, illuminatori (per gli altri) etc. etc. etc.
Ci mettiamo in contatto con il diving Palinuro-Sub di F. Barbieri che ci fornira' il supporto necessario e via!
Dopo un po' di "immersioncine" in varie bellissime grotte locali per acclimatarci, arriva per me il grande giorno: IMMERSIONE NELLA GROTTA DELLA SCALETTA. Una Grotta vera. Una vera Immersione Speleo.
Si, probabilmente sono il primo non vedente ad andare in una grotta tipo questa, ma, tutto sommato, non e' questo che mi interessa. Cio' che invece mi interessa e mi gratifica moltissimo, e' sia il fatto di essere riuscito ad andarci divertendomi tantissimo, sia che i miei amici subacquei, che io e molti altri riteniamo ad altissimo livello (e i fatti lo dimostrano), mi considerino all'altezza della situazione.
La Grotta della Scaletta si apre su di una parete che scende a picco fino a circa -50m. L'imboccatura si trova a -12m. Dall'ingresso parte una galleria, con dimensioni trasverse medie di 1-2m circa, che si inoltra in orizzontale per circa 10m. Qui parte un pozzo praticamente verticale ed irregolare, con dimensioni trasverse sicuramente inferiori al metro, che scende fino a -42m. Da qui si diparte un'ampia galleria (2-3m di "diametro medio") che penetra nella scogliera per una 40na di metri, raggiungendo i -50m. Dopo si trovano delle spaccature direi quasi impraticabili.
Il nostro gruppo e' composto da: Carlo Marcheggiani, Mario Marconi, Andrea Pietrolucci ed io (Luca Mezi). Purtroppo, proprio questa volta, Fabio Pajoncini (Il Duca) non puo' essere con noi, ma ci rifaremo al piu' presto con altre "avventure" gia' in via di pianificazione!
Carlo mi accompagna sott'acqua da anni, ma tutti nel gruppo sono stati comunque da me personalmente istruiti su come comportarsi con me in acqua per comunicarmi tattilmente i vari dati di immersione, le info generali etc. etc.
E' venerdi' 3 maggio 2002, ore 09:45. Partiamo con il bellissimo gozzo in legno del diving Palinuro-Sub dal porto di palinuro. C'e' un bel sole. Il mare e' un po' mosso, ma non ci ostacola piu' di tanto. Arrivati avanti alla Grotta ci vestiamo con calma ed entriamo in acqua con serenita'. Dopo tutti i controlli, gli ultimi accordi e ripassi del piano gia' abbondantemente discusso, finalmente si scende!
Io sono con Carlo. Entriamo nella Grotta e rapidamente raggiungiamo l'inizio del pozzo. Carlo fissa la sagola e si inoltra nel pozzo per portare il suo reel fino all'inizio della sagola gia' presente che comincia una 10na di metri piu' giu'. Mario si avvicina, come da programma, e mi comunica i valori di pressione riportati dai miei e dai suoi manometri e, al momento opportuno, mi da' il segnale di scendere nel pozzo. Carlo ha fissato la sagola ed ha segnalato di procedere. Trovo la sagola di Carlo e mi inoltro nel pozzo a piedi in giu'. Ecco il rochetto di Carlo attaccato alla sagola che continua a scendere. Sopra di me c'e' Mario, poi viene Andrea. Tutto OK. Continuo la discesa alla velocita' stabilita. Voglio evitare di toccare il fondo del pozzo. So, infatti, che esso e' ricoperto da uno spesso strato di limo finissimo. Una "pinnata" e per i miei compagni la visibilita' andrebbe a zero in pochi secondi. Questo, per degli esperti speleo-sub come loro, non e' un grosso problema, ma gli impedirebbe di "godersi" la Grotta. Ragiungo i -40m e "trovo" Carlo. Mi faccio comunicare i vari dati di immersione (miei e suoi) e poi, dopo aver riconosciuto la mano di Mario e quella di Andrea che ci hanno raggiunto, mi muovo in assetto lungo la sagola quasi orizzontale lungo il "soffitto" della galleria. Carlo e' piu' avanti e Mario ed Andrea mi stanno intorno. Percosi una 10na di metri, incontro una stalattite conica, lunga circa 30cm e bella "robusta", su cui la sagola e' stata frazionata.
La presenza di una formazione simile testimonia che in un lontano passato questo punto della Grotta era all'asciutto. Incredibile! Ora sono a circa -47m. Ho percorso una 30na di metri di galleria. Ho ancora 150 e 160 bar nelle due bottiglie (contro i 140 stabiliti per l'inizio del rientro, secondo la "regola dei terzi") e mi sto divertendo da morire. La Grotta e' bellissima, narcosi zero (come sempre per altro a queste quote!), tutto OK insomma, ma preferisco tornare. Voglio ri-affrontare il POZZO. Esso, che in realta' e' una spaccatura molto complicata, quando scendi sembra molto semplice e lineare. Ti sembra che al ritorno non ti puoi sbaglare perche', scendendo, non ci si puo' rendere conto di tutti i vari rami, "diverticoli" e "buchi" ciechi od impraticabili che ti si parano davanti in risalita. Senza sagola secondo me questo pozzo non si risale in tempi brevi. Insomma, non si esce vivi, come successe a varie persone alcuni anni fa. Io la sagola ce l'ho, ho aria e hanno aria anche i mei compagni. Sono tranquillissimo, attento e divertito.
Andrea comincia a salire prima di me, poi, dopo di me viene Carlo.
Mario che, come me, non conosceva la Grotta, resta a gustarsela ancora per qualche minuto. Risalgo il pozzo senza problemi, rendendomi conto di tutti i vari "buchi" nei quali ci si sarebbe potuti infilare senza sagola guida. Ecco il reel a -22m. Mi sposto un po' a sinistra seguendo la sagola che sale. Spontaneamente, cioe' senza sagola, sarei andato dritto.
Dopo un "bozzo" mi sarei infilato in un ramo cieco. MAI SENZA SAGOLA e MAI SENZA SAPERLA USARE MOLTO BENE!!
Eccoci nella galleria a -12m. Con Andrea ci spostiamo di qualche metro verso l'uscita per fare spazio a Carlo e Mario. Ho ancora circa 130 e 120 bar nelle bombole (comunicati da Andrea). Ecco Carlo. Ora arriva anche Mario che ha sganciato il reel dalla sagola piu' fonda risalendo per ultimo. Io sono quasi rientrato in curva. Il run-time e' di 24minuti. Mario ha ancora un poco di deco da fare. Usciamo sulla parete ed aspettiamo tutti insieme di riemergere. BELLISSIMO!!!
La sera a cena, per scherzare, mi "cimento al volo" in una sorta di spaccato della Grotta con carta, penna e dita di mia figlia per segnalarmi i punti in cui ho disegnato delle curve con la penna (altrimenti non avrei potuto ritrovarli). Pare che il mio "disegno" approssimato riscuota un discreto successo e che sia molto simile ai rilievi seri. Chissa', "da grande" forse faro' anche il pittore?
E' stata veramente una bellissima esperienza! Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato a raggiungere questo traguardo e tutti gli amici che mi hanno dato fiducia.

Luca Mezi





 

 


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