L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Pippo
Le sirene del Mediterraneo.
Lontani dal turismo di massa e dai percorsi più comuni a volte si possono trovare (anche
nella nostra Italia) tratti di costa incontaminati, mare cristallino, alloggio a prezzi
bassissimi e ristoranti che propongono salumi e piatti locali da far girare la testa.
Tutto questo paradiso, almeno per il mio concetto di vacanza subacquea, lo abbiamo trovato
a Palmi, Costa Viola calabra affacciata proprio dove il mare Tirreno comincia a sfiorare
le acque dello stretto di Messina e dove, forse proprio per questo scambio di correnti, si
è sviluppata una flora sottomarina di gorgonie, coralli, rose e margherite di mare così
intensa che io in verità non avevo mai visto nel mediterraneo.
Silvia e Gianluca, che gestiscono il diving collocato direttamente sulla splendida
spiaggia della Tonnara di Palmi, ci hanno gentilmente supportato in tutto, sia dentro che
fuori dallacqua, hanno trovato per me Simona e Mauro una dignitosa collocazione
nellalbergo adiacente al Diving stesso (quindi proprio sul mare), e ci hanno
accompagnati per cinque giorni a scoprire quanto di affascinante potevano offrirci i
fondali marini, le insenature di una costa rocciosa a picco sul mare, ma anche il fascino
della vicina cittadina di Scilla con la sua rocca protesa verso la Sicilia ed i ristoranti
sul mare. Scilla, a mio parere rappresenta una tappa obbligatoria per almeno una delle
serate post immersione, mai come qui si può dire in senso letterale che si mangia sul
mare, anzi nel mare, non perdete loccasione di cenare al Corsaro dove i tavoli sano
collocati su una vera e propria palafitta a pelo dacqua dalla quale, cenando in una
luce veramente soffusa, si posso vedere i pescatori con le loro barchette in legno e le
lampare collocare le reti remando lentamente a pochi metri dal vostro tavolo, su bassi
fondali scogliosi profumati di mare.
Ma la vacanza subacquea è soprattutto immersioni ed proprio per questo che siamo venuti
qui.
Bene io in quattro giorni (eravamo nel ponte del primo Maggio) ne ho effettuate sette,
luna diversa dallaltra e di cui faccio fatica a scegliere la più bella.
Certo limmersione nella grotta delle Sirene è molto particolare, si penetra da una
fessura che si apre a 26 metri da una parete in cui guardando verso il basso non si vede
assolutamente il fondo (che la Calabria galleggi sul mare !?). Entrando, da questo punto
in avanti, con le torce accese ed accompagnati dallesperto Gianluca, si risale
lentamente perlustrando gli anfratti laterali da cui i gamberetti, forse incuriositi dalle
luci, ti vengono incontro con gli occhi fosforescenti ed il corpo praticamente quasi
trasparente che li fa sembrare in volo da quanto e limpida lacqua in questo punto.
Pian piano si arriva fino a quasi quota zero dove si aprono in sequenza tre stanze in cui,
grazie alla bolla daria respirabile in esse contenuta, ci si può togliere la
maschera per ammirare al meglio le stalattiti e le stalagmiti bellissime ed ancora in
formazione. Lo si deduce dalla grande quantità di piccole gocce di acqua dolce che con un
ritmo quasi musicale accompagnano il nostro silenzio rotto solo dal respiro (forse un
po affannato dallemozione) che si materializza in piccole nuvolette di vapore
acqueo che salgono dai nostri visi verso la bassa volta della grotta.
Dopo qualche minuto, che però resta dentro per sempre, a malincuore si lascia questo
luogo incantevole, e ci si immerge dolcemente fino a 12 metri (da cui per i sub meno
esperti è possibile anche iniziare limmersione), in un angolo veramente remoto,
Gianluca mi mostra una piccola uscita (da cui però si passa senza difficoltà) che in
breve porta in una grande volta illuminata dai raggi del sole che vi penetrano dalle
fessure della volta e dalla bocca della grotta e creano una luminosità color zaffiro.
Qualche secondo di riflessione prima di tornare verso la parete esterna, dove, alla luce
del sole, prosperano ogni tipo di alghe e piante marine tendenzialmente colorate di viola
(da cui il nome Costa Viola) fra le quali vivono numerosi piccoli scorfani mimetizzati con
la roccia, varie tipologie di nudibranchi ed altri invertebrati. Guardando verso
lalto, sulle nostre teste nuvole di castagnole si muovono sincrone al moto ondoso
come in una danza il cui titolo potrebbe essere Mare Nostrum.
Ma anche limmersione della baia della Motta non si può dimenticare, prima di averla
effettuata pensavo che le foreste esistessero solo sulla terra ed invece anche sotto il
mare i colori rossi e viola delle gorgonie, dei coralli e delle spugne si compattano ed a
fatica lasciano intravedere il colore della roccia sottostante.
La grotta delle Corvine con i suoi 12 metri scarsi allingresso ed un percorso che
entra nella montagna per una trentina di metri in orizzontale, associata alla
perlustrazione del basso fondale circostante, è lideale per una lunga immersione e
per studiare ed imparare ad apprezzare le bellezze del mediterraneo. Qui in un anfratto,
indirizzato da Silvia, ho potuto vedere una cernia di dimensioni interessanti ma non
veniamo qui a cercare le bellezze stereotipate del Mar Rosso, guardiamo al piccolo, agli
anthias, alle aragostine, ai tordi ed alle donzelle al pesce pettine (che ho potuto
incontrare più volte anche di dimensioni notevoli), alle occhiate ed ai saraghi e non
trascuriamo di seguire con gli occhi (magari durante la sosta di sicurezza) le piccole
barchette di San Pietro (delle specie di meduse che sembrano fatte di cristallo) che
illuminate con la torcia offrono un calendoscopio di colori. Il mare è grandi pesci ma
anche piccole creature, invertebrati e flora ed è anche mare ciò che si vede uscendo
dallimmersione, come a successo a noi è bellissimo vedersi passare a pochi metri
una passerella (particolare imbarcazione da pesca con un alto albero centrale usato per
gli avvistamenti ed una sorta di ponte levatoio in prua dal quale un pescatore arpiona il
pesce spada inseguito) piena di colore, di marinai (veri!!) e di storia e tradizioni da
non perdere.
Sempre nei pressi della grotta delle Corvine ma un pochino più fondo (25 metri circa) si
può vedere un arco che sembra addobbato da un architetto barocco da quanto è intesa la
vegetazione di spugne di ogni colore, coralli veri e falsi, ricci e stelle marine che ne
punteggiano ogni piccolo spazio. Come ciliegina sulla torta i più esperti chiedano a
Gianluca e Silvia di essere accompagnati al punto di immersione Prita nord; è un
faraglione che si sorge ad una cinquantina di metri dalla costa ed il cui cappello inizia
intorno ai 18 metri di profondità. Percorrerlo girandogli intorno a spirale partendo dal
basso (35 metri sono più che sufficienti per vedere il meglio) ci consentirà di vedere
più di qualsiasi visita guidata al migliore acquario del mondo ed è una vera e propria
lezione di biologia marina sul campo.
La sera, dando una mano a ritirare il gommone sulla spiaggia e lavando le attrezzature con
lacqua dolce sarà piacevole chiacchierare programmando la cena magari alla
Cavallerizza (se andate a spalmare la nduia con la ricotta fresca ed i pomodorini secchi
sappiate che poi non potrete più farne a meno, da dipendenza!!!) e riposarsi un pò
magari seduti sulla spiaggia che oltre a avere una mare veramente cristallino è
stupendamente esposta ad Ovest a dei tramonti da favola.
Non perdetevelo.
Pippo
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