L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Barbara, Renzo, Camilla, Ottavio  

 



Una giornata con Oasi Blu di Cadimare 

Una giornata con OASI BLU : un pieno di mare e di allegria; immersioni e tutto il resto…. ;il vero rapporto con il mare ed i suoi fondali

Siamo arrivati nella borgata di Cadimare di primo mattino. E’ ancora un paese di mare di quelli tradizionali. Una marina con molo e pontili galleggianti dove trovano posto sia i diportisti della domenica che le barche dei pescatori ed i pescherecci.
Una volta nell’adiacente vecchio aereoporto, ora collegio militare e centro di formazione, ammaravano ed operavano gli idrovolanti dell’aeronautica. Un insieme di colori e di piacevoli comode particolaritÓ. Innanzi tutto il parcheggio di fronte al diving e le imbarcazioni ormeggiate in banchina a trenta metri.
La prima sorpresa Ŕ Simone, il titolare. Considerarlo solo grande e grosso ed immenso sarebbe troppo riduttivo. Sorridente ed affabile ci ha accolti come vecchi amici e dopo i soliti convenevoli ha cominciato ad elencarci le varie possibilitÓ di immersione descrivendoci i vari siti ed indicandoceli sulla cartina. L’arcipelago di Portovenere con le isole della Palmaria, del Tino e del Tinetto, ed i fondali delle 5 Terre con le varie localitÓ, le attrazioni e le bellezze locali.
La scelta del gruppo Ŕ caduta sulla proposta di affiancarci ad altri ospiti che avevano prenotato un full-day con immersione notturna nella grotta del Tinetto usando l’OASI BLU, l’ormai mitica motobarca in legno da 15 metri che sembra abbia giÓ visto nascere, amicizie, amori e legami pi¨ duraturi. L’ultimo in ordine di tempo tra una parmigianina e un barbuto maestro di sci altoatesino che si incontrano a Cadimare ogni due week- end; complici il sole, il mare, le trofiette al pesto ed il vino bianco fresco delle 5 Terre. Nell’ampio specchio di poppa la vestizione Ŕ comoda e agevolata dai vari aiuti che Simone ha forgiato allo stile villaggio: gentilezza e massima disponibilitÓ abbinate ad efficienza e professionalitÓ. Ognuno sa cosa fare e dopo pochi minuti sono tutti in mare.
Otto sub e due istruttori scendono a –40 metri sul relitto dell’AEQUA. Pattugliatore armato che si presenta subito con il suo caratteristico cannoncino a prua. Ancora puntato verso il nemico che lo aveva affondato. La visibilitÓ Ŕ buona, la discesa molto entusiasmante Appena giunti sul fondo nel visitare lo scafo che Simone ha programmato come un percorso museale, non si pu˛ non andare a visitare e conoscere il grongo GINO. Un grongo timido, ma di enormi dimensioni che si affaccia curioso da una manica a vento di poppa, ma che si ritrae subito non appena ci si avvicina troppo. Non se ne va, ma ci segue con gli occhi enormi finchŔ non lo superiamo per visitare con i pi¨ esperti l’interno.
La risalita Ŕ coordinata e ci da modo di apprezzare l’alta professionalitÓ delle nostre guide che ci tallonano e ci indirizzano verso le stazioni di decompressione finali. In tutto circa 40/50 minuti d’immersione che hanno arricchito il nostro gruppo di nuove visioni e di altri percorsi di fantasia e di immaginazione.
Sull’ampio prendisole dell’OASI BLU gli accompagnatori non sub che avevamo lasciato a bordo con il driver se la godono stesi al sole e ci informano che sono riusciti a fotografare il gruppetto dei 6/7 pesci luna che sono venuti in superficie attratti dalla confusione dei tuffi dalla barca. Dirigiamo la prua verso il sito della seconda immersione, grotta Byron e ormeggiamo nella caletta adiacente dove dopo un lungo e divertentissimo bagno, Simone e il suo staff, danno il meglio di se stessi interpretando e imitando tutti i tipi di cetacei, ci immergiamo.
20 metri di profonditÓ con le gorgonie, aragoste e qualche piccola cernia che ci scorrono davanti agli occhi mentre scendiamo. Ogni tanto si intravedono i pi¨ curiosi abitanti (occhiate e saraghi) che ci guardano dagli anfratti e dalle spaccature della roccia, ma quello che ci affascina di pi¨ Ŕ la piccola famiglia di tre aragoste che si ritrae appena alla nostra curiositÓ. Anche qui grazie alla trasparenza favolosa, colori e visioni positive che ci appagano e ci soddisfano. L’entusiasmo Ŕ giÓ a livelli medio alti, ma ci si pone subito un problema. Sono le 17,00 e bisogna decidere se rientrare a Cadimare per sbarcare i non sub, cenare leggero e caricare le bombole per l’immersione notturna o rimanere in mare per godersi il tramonto Ci pensa Simone che ci somministra thŔ, snaks e generi di conforto vari sorteggiando persino 6 panini con le famose acciughe dei pescatori di Cadimare (che si era riservati per lui) e una bottiglia di bianco della Cooperativa delle 5 Terre e telefona “ai nostri” che arrivano dopo mezz’ora con il gommone di servizio e le nuove bombole cariche e riportano indietro gli ospiti non sub.
Alle 20,00 ci immergiamo alla grotta del Tinetto.
Un’esperienza che valeva veramente la pena di fare

Barbara, Renzo, Camilla e Ottavio
Verona, giugno 2003

 

 


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