L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Sergio  

 



Immersioni ad Andora 

Segue il resoconto delle immersioni per il corso advanced della PADI.
In programma la navigazione, la profonda, la notturna ed il relitto.
Trasferimento ad Andora (Savona) sabato mattina, sistemazione in una locanda (Ca del Pan) rapido pranzo e ritrovo al porto. Qui il mio istruttore mi comunica che la prima immersione avverrà verso le 14:30 in un relitto conosciuto come "Relitto degli Aranci" profondità tra 18 e 23 metri. Nell'immersione saremo in 5: io , il mio istruttore ed altri sub non in didattica. Il tempo è splendido (26°C) e dopo il rapido briefing ci prepariamo.
ATTREZZATURA.
L'attrezzatura che utilizzerò durante il weekend è composta da:
*) muta umida modulare SEAC seateam 2002 (2 pz. intera da 5 mm + corpetto con cappuccio da 5 mm)
*) calzari per pinna a scarpetta e guanti Technisub da 3 mm
*) pinne a scarpetta technisub stratos FP
*) maschera technisub "Look"
La muta, calzari e guanti erano alla loro prima prova in mare!
Il centro diving mi mette a disposizione: la cintura dei pesi (7kg), GAV Mares ed un Octopus Mares oltre naturalmente alla bombola.
Ci prepariamo e saliamo sul gommone per andare sul relitto, il comandate intanto spiega come trovare esattamente il punto usando alcuni riferimenti sulla terraferma. Trovato il punto si lancia il cosiddetto padagno (almeno credo di aver sentito così) che è una specie di rocchetto galleggiante con una cima ed una ancora. Mettiamo su i pesi e il gav ed entriamo disciplinatamente in acqua: la muta umida sembra una stagna :-) entra pochissima acqua che subito si riscalda, sono contento ma voglio vedere cosa succede se incontriamo un termoclino. Scendiamo giù per la cima, dopo qualche problema di compensazione risolti risalendo di qualche metro e riprovando (forse più difficoltosa a causa del cappuccio??.. mah) si arriva sul fondo.
Il relitto si vede subito, il mio istruttore mi aveva avvertito che era rimasto ben poca cosa della nave, eppure il girovagare intorno a quel micro ambiente è stato veramente emozionante. Forme di vita abbastanza numerose, tra pesci di piccola taglia, stelle di mare (non pensavo di rivederne sul mediterraneo) ricci, alghe e formazioni coralline (almeno così mi sembravano). Dopo un paio di giri ed un tempo che mi è sembrato troppo breve (la sensazione di temperatura era ideale) ricominciata la risalita sulla cima, sosta di sicurezza a 5 metri e lentamente si ritorna sulla superficie, il gommone è lì vicino pronto a riportarci in porto.
Si discute dell'immersione appena fatta e si organizza l'immersione successiva: la notturna. Appuntamento alle 20:30 per effettuare l'immersione: il posto è di nuovo gli aranci, visto che è consigliato effettuare l'immersione notturna in un posto che si conosce mi sembra una ottima idea.
Dopo una cena con orari milanesi (alle 19:00 :-) da Arturo (wow che piattone di pesce!!!). ci troviamo al porto. Questa immersione è un po' (troppo) affollata, tra chi è in didattica (un paio), sub in vacanza, istrutori e divemaster siamo in 22!!! verranno usati due gommoni. Si controlla l'attrezzatura e a chi è sprovvisto di lampada (come me) ne viene fornita una (Ikelite). Briefing del mio istruttore che mi rammenta le nozioni fondamentali su una immersione notturna (la teoria era stata già affrontata in una lezione di teoria a MI), il mio istruttore non scenderà ma seguiro' un altro istruttore. La preparazione va un po' per le lunghe e qualcuno si è pure 'fregato' la mia cintura di pesi :-( Finalmente, recuperata un'altra cintura (per la verità un po' troppo larga) ci avviciniamo al posto nel buio più assoluto (qualche nuvola maschera la luna). Dopo un po' di confusione in superficie comincia la discesa. arrivati sul fondo comincia il giro: sembra di essere in una giornata di nebbia a Milano di notte! Luci dappertutto e tonnellate di sabbia sollevata (ci fosse uno che pinneggiasse a rana...)
L'immersione è a tratti molto bella... di notte si provano altre sensazioni ed anche se mi ero immerso al buio (nei cenotes) qui, nel mare aperto è diverso, guardando verso il buio ti senti tanto piccolo e solo... Durante il giro si incontrano gli stessi abitanti del giorno solo un po' addormentati ma sembra di essere degli esploratori che cercano dei tesori ed è tutto più affascinante. Si risale a gruppi e dopo la sosta si torna su (stavolta emergiamo alla luce della luna... ed è bellissimo ), tutti nel gommone e quindi di nuovo al porto. Si programma l'immersione successiva: la profonda! l'indomani mattina alle 9:30.
Dopo una nottata passando sognando fondali blu e pesci incantati ci si ritrova tutti all'appuntamento.. ma manca qualcosa: la benzina! in attesa di recuperare il prezioso liquido il mio istruttore mi illustra l'immersione e mi dice che scenderò con un altro istruttore (il terzo!) Finalmente arrivano le taniche con la benzina e si può partire. Il luogo prescelto è una secca a ca. 35-36 metri il tempo non è dei migliori (più tardi pioverà leggermente). Raggiunto il punto viene lanciato il padagno. Un sub si immerge per verificare la situazione... c'è molta corrente dopo un po' vediamo il padagno muoversi, il sub (§che poi si farà 15 min di deco) lo sta spostando verso il punto giusto, quando il padagno si ferma ci prepariamo a scendere, entriamo in acqua e ci accorgiamo che la corrente non scherza. Raggiunto il padagno cominciamo a scendere, mi accompagna una divemaster, la discesa procede tranquillamente arrivai a un certo punto mi accorgo di uno sbalzo di temperatura (il termoclino?) dopo una sensazione di freddo si ristabiliscono le condizioni ottimali ed arriviamo sul fondo (ca 13 °C). Mi sembra che sia tutto a posto , ho meno ansia di quello che mi aspettavo, solo non vedo altro che sabbia... seguo il mio compagno e dopo un giretto nella sabbia e tra i palamiti torniamo alla cima e quindi risaliamo lentamente su verso la sosta di sicurezza e di nuovo sul gommone. Sebbene il sub avesse provato a spostare il padagno dopo un po' l'ancora si era incastrata, ma io sono soddisfatto lo stesso, in fondo è la mia prima profonda ad oltre 30 metri, Si torna indietro e si fissa l'appuntamento successivo, immersione prevista: navigazione. Ci vediamo nel primo pomeriggio per il briefing e l'immersione.
Dopo un pranzo sulla spiaggia ed aver visto la partenza del GP ci vediamo sulla banchina del porto. Cambio l'octopus, l'istruttore mi da' il suo, dato che scenderò con un altro instruttore (il quarto!) in cui è montata la bussola. Spiegazione sull'uso (già affrontati nella teoria a MI) e degli esercizi, una rotta reciproca, una quadrata ed una triangolare, mi accompagnerà un Rescue, posto dell'immersione: il relitto degli aranci!. Ci prepariamo (siamo in 11) Arriviamo sul posto, l'ecoscandaglio segnala perfettamente il relitto e si lancia il padagno. Scende un sub per verificare la situazione, sembra tutto a posto e ci prepariamo a scendere. C'è qualcosa che non va nella cima: un istruttore scende a controllare e torna su con la fine della cima in mano... si è sganciata dalla catena dell'ancora, il sub è giù, dopo qualche minuto vediamo a 50 metri ca il cazzillo, si decide di risalire sul gommone recuperare il sub e scendere con la cima dell'ancora. Alcuni sub si preoccuperanno di recuperare l'ancora del pedagno. Scendo giù col mio compagno per fare gli esercizi previsti, mentre gli altri (meno due che nel frattempo si erano sentiti male) fanno il giro del relitto. Faccio gli esercizi previsti con la supervisione del mio compagno: incredibile! riesco sempre a tornare al punto di partenza... :-) finiti gli esercizi abbiamo abbastanza aria per fare qualche giro. Girando solo in due è molto più divertente e tranquillo e noto molti più rifiuti urbaini che le altre volte, dopo un pò si torna su lungo la cima a noi si è aggiunto un altro sub e facciamo la sosta di sicurezza e quindi di nuovo su, peccato che invece di seguire la cima dell'ancora abbiamo seguito la cima che nel frattempo era stata rifissata al padagno! ci ritroviamo tutti lì ed il gommone ci viene a recuperare. Tutti su e rientro al porto; pulizia dell'attrezzatura, commenti post immersioni e siamo pronti... ma il fine settimana è ormai concluso (sono le 18:00) e riparto verso Milano dopo aver salutato e ringraziato tutti...
Qui si conclude il mio weekend nella riviera di ponente e con un po' più di azoto in corpo ritorno alla mia vita cittadina, con la speranza di sentire di nuovo presto la fatidica frase "...sgonfiare i GAV.. si scende!".

 

 

 


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