L'IMMERSIONE
RACCONTATA DA ...
Anselmo
Una giornata davvero speciale:
ambiente, immersioni, storia e tradizioni liguri che ti lasciano il segno
Splendida cornice quella
del golfo della spezia, dove lungo la strada costiera che collega la citta’
al famoso paese di portovenere, siamo giunti nel borgo marinaro di Cadimare
ospiti del diving center “Oasi Blu”.
L’accoglienza che troviamo ci appare subito diversa dal solito. E’
quasi come arrivare in un villaggio turistico. Infatti, Simone Vassallo, uno
dei titolari, che troviamo ad aspettarci sull’ingresso del diving, due
metri di sorriso e comunicatività, ha maturato la gran parte delle sue
esperienze e delle sue professionalità’ nei villaggi dove oltre
alla subacquea ha ben appreso la “cultura dell’ospite”. Un
occhiata all’interno e subito la sensazione provata trova conferma in
un ambiente caldo, e ben tenuto; lo spazio reception, la sala lezioni, dove
comodamente una decina di persone, grazie a tv, video, lavagna e computer, trovano
un ambientamento immediato. Avremo poi modo di appurare che anche le spiegazioni
tecniche e le indicazioni di programma per le varie immersioni che effettueremo
in zona risulteranno semplici e di facile comprensione per tutti. La struttura
comprende anche uno spogliatoio comodo, caldo e confortevole con accesso al
bagno e doccia. Grazie alla sponsorizzazione “Spora Sub”, nel diving
le attrezzature non mancano: 20 attrezzature complete consentono di soddisfare
le richieste delle scuole e dei circoli piu’ esigenti. Si , perche’
il diving center “Oasi Blu” e’ centro formazione istruttori
acuc, e i titolari Simone Vassallo ed Edoardo Pucci ne vanno fieri :”ci
sono voluti impegno e sacrificio –dicono- ma il risultato ottenuto e’
stato molto gratificante, grazie anche a acuc Italia, che ha creduto in questa
struttura giovane e dinamica e che in essa ha voluto investire il proprio marchio
e riporre la propria fiducia.”
Ma le sorprese gradevoli non finiscono, ci aspetta il mare; a pochi metri dal
diving, troviamo la barca ormeggiata sull’ampia e spaziosa banchina della
borgata di Cadimare una buona e rassicurante barca in legno di 16 mt ci attende,
gia’ pronta a partire ma, soprattutto, con tutte le nostre attrezzature
gia’ a bordo, gradita sorpresa quest’ultima che ci hanno fatto i
ragazzi dello staff, anche loro quasi fossero animatori turistici oltre che
guide subacquee o provetti marinai. Usciti dall’insenatura di Cadimare
scopriamo infatti il passato del titolare: “l’esperienza maturata
nei villaggi turistici mi ha fatto capire - dice- l’importanza dell’accoglienza
che non e’ secondaria alla professionalita’. I nostri “ospiti”,
cosi’ li chiamiamo e non “ clienti”, vengono seguiti dal momento
dell’arrivo al diving, per poi proseguire a bordo , sino al momento del
commiato. Le professionalita’ che operano nella struttura del diving center,
non sono solo ed esclusivamente legate alla subacquea, ma sono anche in grado
di dare quel “qualcosa di diverso” che arricchisce un’immersione
rendendola una vera giornata di vacanza. Approfittiamo della navigazione per
visitare la barca. All’interno nove posti letto con un angolo cottura,
frigo e bagno con doccia: il tutto ampio e confortevole e ben disposto. All’esterno
un enorme pozzetto di poppa e una comoda scala con ampia battagliola ideali
per chi vuole immergersi con comodita’, senza l’assillo della calca
che in genere si trova sulle barche per sub; a prua cogliamo l’occasione
per goderci la bellissima giornata di sole sull’enorme coperta rialzata.
Siamo in dieci , ma ci stiamo tutti, e comodi. Il panorama che ci circonda e’
bellissimo: siamo entrati nel canale di Portovenere e l’antico paese ci
appare in tutta la sua magnificenza, coronato dal castello di San Giorgio e,
all’estremità, sovrastato dalla chiesetta di San Pietro, splendido
esempio di architettura romanica a picco sul mare. Siamo senza fiato e voltandoci,
le pareti a picco dell’isola Palmaria ci sovrastano, maestose e ricche
di vita come solo in certi posti la Liguria sa offrire.
Siamo quasi arrivati al punto di immersione, l’isola del Tino, con il
suo maestoso faro e i resti delle fortificazioni militari (la zona fortunatamente
e’ ancora sotto controllo della marina militare). Ci dice Simone: “
le isole della Palmaria, del Tino e del Tinetto, sono state dichiarate patrimonio
dell’Unesco ed e’ proprio di questi giorni il loro definitivo inserimento
nel sistema dei parchi liguri e nazionali”. Comprendiamo cosi’ la
numerosa presenza nella zona di imbarcazioni della guardia costiera, dei carabinieri
e della polizia che quotidianamente garantisce opera di tutela, prevenzione
e soccorso del patrimonio naturale e rappresenta anche una sicurezza in piu’
per il popolo dei subacquei. All’improvviso, mentre ci stiamo preparando,
ecco arrivare un altro gommone carico di sub: “bisognera’ fare le
corse come a Portofino per evitare la calca sott’acqua”. E’il
nostro commento ad alta voce. Ma Simone ci tranquillizza: “ e’ uno
dei soci del Consorzio Liguria Diving Costa di Levante (di cui Vassallo e’
il presidente – ndr), attendera’ che ci immergiamo e poi fara’
preparare i suoi!” E cosi accade, scoprendo che, dove si vuole, i consorzi
funzionano e anche bene; ma la sorpresa e’ sott’acqua, il fondale
comincia a 5 mt, dove branchi di salpe e donzelle ci accolgono curiosi. La corrente,
discreta ci fa fare il tratto di andata con un po’ di fatica, ma ne vale
la pena ; tra i massoni presenti lungo il fondo degradante la quantita’
di flora e fauna presenti e’ incredibile: sciami di nudibranchi di tutti
i tipi, numerosi esemplari di eunicella cavolini singularis e verrucosa , piccole
aragoste e astici nascosti nei numerosi anfratti e dulcis in fundo banchi di
saraghi in posta controcorrente. La visibilita’ non e’ sempre ottima
proprio a causa della corrente ( il vicino fiume magra apporta quantita’
considerevoli di sedimento ed elementi nutritivi – ndr-) ma quando sui
25 mt arriviamo in un canyon tappezzato di gorgonie rosse capiamo la peculiarita’
di queste immersioni. In fondali cosi’ bassi non e’ facile trovare
queste esplosioni di vita. La fase di rientro è favorita dalla corrente
che ci riporta ben presto sotto la barca, dove troviamo già pronta la
bombola per l’eventuale decompressione con relativo trapezio sui 5 mt.
Risaliti, la gradita sorpresa di trovare la tavola gia’apparecchiata e
pronta. L’appetito post- immersione e’ sempre notevole e quello
che abbiamo davanti e’ davvero stuzzicante. Ci avviamo verso il canale
di Portovenere dove sosteremo per la pausa del pranzo ( oltre le pietanze che
gusteremo ndr ).
Un salto a Portovenere per il gelato ed una breve passeggiata, e poi via di
nuovo a bordo per la seconda immersione della giornata. Luogo : Grotta del Tino.
Questa volta ci muoviamo con un capiente gommone di 7 mt, piu’ veloce
ma comunque comodo , con il quale raggiungiamo il luogo di immersione in 5 minuti.
Su un fondale a picco di 20 mt troviamo subito l’ingresso di un’ampia
grotta, la cui lunghezza raggiunge i 35mt e (cosa piu’ interessante per
i foto-sub) comunicante con il centro dell’isolotto. Risaliamo da una
profondita’ di 14 mt sino in superficie dove possono stare comodamente
tre subacquei in emersione. Presa una boccata d’aria (l’apertura
comunica con l’esterno grazie a un cunicolo) scendiamo nuovamente per
uscire dalla grotta e proseguire l’immersione in parete. Sulla volta all’ingresso
eravamo stati accolti da una folta colonia di parazoanthus axinelle, ora, lungo
la parete e’ un susseguirsi di paramuricee di dimensioni ragguardevoli;
guardo il profondimetro, siamo a 20 mt e’ incredibile. Piu’ in la,
le antenne di una grossa aragosta fanno capolino in mezzo alla foresta di gorgonie;
ogni foro e’ una vera scoperta : gronghi di ragguardevoli dimensioni circondati
da gamberi pulitori del tipo stereopus spinosis , gamberi parapandalo in sciami,
galatee dai vividi colori ma diffidenti alla comparsa delle potenti luci dei
fari . I 30 minuti della seconda immersione passano velocemente, cosi’
usciamo in superficie dove l’equipaggio del gommone ci aiuta ad issare
a bordo l’attrezzatura . Pochi minuti e siamo nuovamente a bordo dell’”Oasi”,
la barca madre dove ci aspetta una gustosa merenda. Il tempo di spogliarsi,
radunare le attrezzature e siamo gia’ di ritorno; una doccia calda al
diving e, dopo i saluti di rito, la promessa di tornare: un giorno e’
troppo poco per godersi tutto questo.
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