L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Federica

 


 

IMMERSIONE CON LE FOCHE

Non so quanti di voi abbiano mai sentito parlare della Tasmania, una piccola isola sulla punta finale dell'Australia, e se anche ne hanno sentito parlare magari non immaginano quanto meravigliose e ricche di sorprese possano essere le sue acque! Era febbraio e mi trovavo più esattamente a Eaglehawk, Cape Pillard, la leggendaria porta d'entrata delle navi nel Pacifico, la punta più meridionale della terra, nel Nord della Tasmania. Per gli australiani il nostro inverno è l'estate, ma nonostante questo l'acqua era sui 17 gradi, e la temperatura esterna non superava i 20/22. La promessa della nostra guida d'immersione era stata di un incontro spettacolare che avremmo avuto nello stupefacente scenario del Kelp, una tipica vegetazione di quei fondali, che io avevo ribattezzato la "giungla subacquea". Eravamo tutti ansiosi di sapere quale fosse la sorpresa che ci aspettava: dopo circa 15 minuti di navigazione la barca si ancorò vicino alla costa; il fondo era di una decina di metri, l'acqua era limpidissima. Appena i motori si spensero, le vedemmo subito: 2, 3 , 4, 10 foche saltavano nelle acque vicinissimo a noi, per nulla spaventate dalla nostra presenza. Potete immaginare che non aspettammo neanche un secondo per buttarci in acqua: e in immersione lo stupore, l'allegria, la bellezza e il divertimento furono i miei compagni. Ero letteralmente aggirata da foche che si tuffavano nell'acqua roteando intorno a me, giocando tra di loro, mordendomi le pinne, e beccandomi sul vetro della maschera. Ero stupefatta, contenta: mai nella mia carriera subacquea mi era capitato di avere una partecipazione tanto intensa con delle creature del mare, che sembravano volermi avere come amica. Era incredibile osservare l'apnea lunghissima di questi animali, le loro piroette, la loro giocosità, la loro bellezza ed agilità, e il loro desiderio di avere in noi subacquei dei nuovi amici. Purtroppo come tutte le cose belle ed intense, anche questa immersione doveva finire: dopo aver nuotato e giocato con le mie nuove amiche per un lungo periodo di tempo, il freddo e il manometro che mi indicava che stavo in riserva d'aria mi costrinsero ad interrompere l'immersione. Un'esperienza che non dimenticherò mai, che mi ha lasciato della Tasmania uno dei miei ricordi subacquei più belli, e che mi ha fatto conoscere alcune tra le creature più meravigliose che il mare può offrirci.

 

 


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