L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Enrico Nannini

 



L'immersione di "Giuseppe"

 

Sharm El Sheik - 28 gennaio 1998
E' con una grande euforia che quella mattina mi sono imbarcato sul battello del diving con meta i reef di Tiran, poiche' oltre all'accompagnatore eravamo solo in quattro: tre sub con gia' qualche giorno di immersioni insieme ed un nuovo compagno italiano.
Una volta raggiunto Jackson reff il nostro accompagnatore ha effettuato il consueto breefing facendo presente che le immersioni in zona si svolgono sempre in corrente e quindi richiedono una certa acquaticita'. Il nuovo compagno non ha fatto nessuna obiezione e quindi ci siamo preparati.
Gia' dalla "vestizione" Giuseppe (lo chiameremo cosi') denotava un certo impaccio, aumentato al momento della discesa in acqua che lo ha costretto ad una lunga pinneggiata poiche' e sceso in ritardo e intanto la barca stava andando. Meta' immersione si e' svolta normalmente e siamo anche riusciti a giocare con una stupenda testuggine, se non che' dopo poco Giuseppe ha segnalato di non avere piu' aria e si e' quindi fatto l'altra meta' respirando dal secondo erogatore dell'accompagnatore.
Terminata l'immersione ci siamo diretti a Gordon reef dove abbiamo tenuto il breefing; anche qui l'accompagnatore ha segnalato la presenza di forti correnti (stupende !!!!) e la possibilita' di incontrare squali, cosa che ha un po' allarmato Giuseppe. Nonostante la prima esperienza lui e' voluto scendere in acqua egualmente e l'accompagnatore non ha fatto nulla per dissuaderlo.
Scendiamo in acqua; subito il suo l'erogatore va' in erogazione continua (davvero sfortunato) e lo costringe a risalire in barca per sostitire la bombola. Appena sistemato ci rimmergiamo ed una volta arrivati in quota una meraviglia: gli squali nuotano sotto di noi. Devo dire che aspettavo da tempo questo momento !!!!! Da solo l'incontro vale gia' una immersione.
I problemi sono pero' subito iniziati perche' l'immersione si svolgeva in parete e Giuseppe non era capace di tenere l'assetto, quindi andava su e giu' non sapendo cosa fare e rischiando la "pallonata" (eravamo a circa 30 metri). Come Dio vuole siamo arrivati verso la fine dell'immersione e qui Giuseppe (a corto di aria ed in affanno) ha pensato bene di risalire tipo "pallone" senza aspettare nessuno, senza effettuare il solito safety stop e senza guardare in alto. In quel momento stava transitando la nostra barca e per un pelo l'elica non lo ha fatto a fette.
Per me e' stata una bellissima immersione, altrettanto non credo per l'amico Giuseppe.
Ho raccontato questo perche' vorrei che il nostro stupendo sport non venisse gestito da alcuni solo a scopo commerciale distribuendo brevetti non meritati che pero' autorizzano gli incoscienti a scendere in acqua ugualmente e le guide a pensare solo al numero di diver da accompagnare.
Fortunatamente so che questi casi non sono la regola, ma........perche' rischiare ??


Enrico Nannini

enrinan@geocities.com
http://www.geocities.com/Colosseum/3520

 


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