L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Pina Capoferri
Il mio Corso Istruttori
Hurghada 15 - 22 febbraio 1998
Lavventura inizia alle 8 di mattina, orario minimo necessario della
sveglia per poter essere puntuali alla partenza della barca dal pontile dellalbergo
alle ore 9.00, non un minuto di più non un minuto di meno.
La voglia di sonnecchiare ancora un pochino sulla barca è tanta ma è necessario
preparare tutta lattrezzatura per le immersioni, fare tutti quei preparativi così
importanti per chi, come noi si accinge ad immergersi. Finito il controllo
dellattrezzatura e in attesa di raggiungere il punto di immersione ci si diletta con
lo studio della parte teorica, parte fondamentale per affrontare con cognizione di causa e
con tutta la consapevolezza necessaria un corso di questo genere.
Finalmente alle 10.30 si può entrare in acqua e lasciarsi andare alle
emozioni; pur nella consapevolezza di essere costantemente controllati è difficile non
lasciarsi commuovere dal trionfo del blu cobalto, acquamarina; dal tripudio dei colori che
la barriera corallina sapientemente inventa e propone in molteplici forme.
Ma prima o poi è necessario riemergere ed allora sulla barca si consuma un frugale pasto
e ci si concede mezz'ora di pausa per lasciar sedimentare le emozioni, per analizzarle in
filigrana e assaporarle appieno.
Ma il tempo è tiranno; cè unaltra immersione da fare e prima di allora
bisogna preparare le lezioni da dimostrare in acqua. E ancora il controllo, la
preparazione, ci fa sentire come partecipi di un rito della vestizione ma che non si
esaurisce con una tauromachia ma la crudeltà lascia il posto ad una affascinante gita fra
piante che non sono piante, nel trionfo di un mare che mette in mostra se stesso, la sua
capacità di donare vita. Anche questo secondo ritorno al grembo materno ha termine e con
ancora negli occhi, nel cuore e nella mente tutto quanto ci ha arricchito si torna a
studiare fino allora del rientro in albergo, alle ore 17.30 circa ma a questo punto
il tempo è diventato un parametro non più indispensabile nel nostro immediato presente.
Siamo stati parte di una realtà talmente vasta, talmente profonda che ci ha fatto
superare lorizzonte degli eventi, non siamo più gli stessi che sono partiti questa
mattina ma una loro versione più vicina alla verità. Siamo cambiati! E cambiata la
nostra essenza e questo ogni volta che abbandoniamo il nostro peso corporeo per donarci
interamente alla profondità liquida che ci avvolge, ci nutre, ci protegge e che ci fa da
maestra.
Ma nonostante la contrazione e la modifica parametrica del tempo esiste ancora un albergo,
una doccia nella quale far rilassare un corpo mai sazio di acqua e di nuove conoscenze.
Limpatto con la realtà è meno cruento ora ma ci aspetta la soluzione di una serie
più o meno lunga di quiz e questo fino allora di cena (circa le 20.00) quando un
corpo sazio di esperienze e appagato almeno fino a domani, sente il bisogno di nutrirsi
per accumulare le energie da rendere in una nuova immersione.
Chiunque pensi che sia finita per oggi commette un grosso errore; ci aspettano ancora
lezioni fino al totale e completo esaurimento dellargomento trattato. Nulla è
lasciato al caso, nulla è trattato in maniera non esaustiva.
Finalmente (o purtroppo) la giornata si conclude ma è già domani, una lunghissimo ieri
che si compenetra nelloggi. Giusto qualche ora di sonno per affrontare unaltra
dura ma gratificante giornata come quella appena finita.
Le lezioni fra una immersione e laltra, fra lo stupore e lemozione, fra il
sogno e la realtà, fra lessere sospesi in un limbo fatto di puro fuoco azzurro e
una di aria, sono piuttosto pesanti e vertono tutte sulle metodiche
dellinsegnamento, di come si tiene una classe, di come si impostano le lezioni e di
come sia possibile far fissare nella memoria e nella coscienza dellallievo alcuni
concetti basilari fondamentali per la sua sicurezza in acqua. Oltre ciò si impara come
raffrontarsi con una classe e si studia tutto il programma "open water" in ogni
più piccolo dettaglio, canonizzando i concetti e definendo un "modus agendi"
per poter affrontare una lezione senza difficoltà.
Leterogeneità del gruppo e la distribuzione detà non ha impedito che tutti
si lavorasse come una vera squadra, perfettamente organizzata e in grado di portare a
termine un lavoro importante. Eravamo organizzati in 3 gruppi con a capo un aspirante
trainer e per quanto mi riguarda, pur essendo lunica donna non ho mai avuto alcun
problema ma mi sono sempre trovata perfettamente a mio agio con tutti se si esclude
soltanto i momenti in cui bisognava saper dimostrare di essere in grado di ammaliare un
pubblico, di interessarlo alla lezione e fare di un pesante fardello da sopportare (la
lezione) una meravigliosa esperienza da fare per poter crescere insieme.
Certo a volte la tensione è stata tantissima, ci sono stati momenti di crisi e di
esaltazione, lemozione ha toccato vette inesplorate ma il tutto è stato superato
con disinvoltura anche grazie allatmosfera creata dallintero gruppo.
Tutto quanto è stato programmato ha funzionato perfettamente come un ingranaggio ben
progettato, realizzato e lubrificato anche grazie al presidente che ha saputo risolvere
alcune situazioni impreviste con efficienza e capacità.
In definitiva le lunghe ore passate a studiare, ad affinare le nostre capacità legate ad
uno sport così affascinante come la subacquea non ci hanno pesato affatto perché siamo
stati sostenuti da una grande passione per questa attività e per questo mare che ci ha
fatto da incubatrice, che ci ha donato la vita e che ci riserva ogni giorno di più
sorprese e meraviglie.
E una esperienza che tutti gli appassionati di questo sport dovrebbero fare, la
consiglio caldamente non soltanto per le nozioni che si acquisiscono ma per quella grande
voglia di "fare insieme".
Un commento da fare è legato alla grande qualità dellinsegnamento e ai grandi
sforzi profusi da tutto lo staff e in modo particolare dai tre istruttori che ci hanno
fatto da balia per lintera settimana con i quali abbiamo condiviso la totalità del
nostro tempo, o quasi.
Questi hanno cercato, nella maniera piu discreta di studiarci, di capirci , di
leggere le nostre paure per sostenerci e non farci perdere danimo nei momenti di
difficoltà .
Sono sempre attenti ai nostri atteggiamenti, ad esempio ricordo che al ritorno da una
immersione uno dei tre si è espresso in merito alle sensazioni che vedeva dipingersi sui
nostri volti; nessuno di noi si è mai comportato come durante una normale immersione al
termine della quale ci si racconta per ore su cosa si e visto, fotografato ma ha
puntato lattenzione sulla estrema concentrazione e serietà con cui è stata
affrontata la ripresa dellattività didattica, con efficienza, con dedizione, con
lassoluta serietà di chi sa che sta affrontando un momento importante della propria
preparazione. E tutto questo con il solo supporto di una tazza calda di the gentilmente
messa a disposizione dellequipaggio dellimbarcazione.
Ovunque aleggiava quellatmosfera di precisione e ordine anche se noi candidati
abbiamo avuto per tutto il tempo un pensiero ricorrente, una piccola e irrazionale paura,
quella della consapevolezza di doverci esporre in prima persona e affrontare, con una
lezione, una platea di esperti che ci avrebbero valutati, avrebbero soppesato ogni nostra
parola e tratto delle conclusioni sulle nostre capacità. Ma ora, finita la tensione,
riposte paure e timori, in prospettiva credo di poter affermare che, in definitiva, le
sensazioni che congelavano le parole, che impedivano ai concetti e alle idee di prendere
vita e forma, fossero solo una reazione al grande amore e passione che ha caratterizzato
lintera settimana di studi. Una sorta di pudore a voler esprimere in pubblico una
cosa così forte e in grado di regalare infinito soddisfacimento.
Altro aspetto importante e questo cosi organizzato e strutturato era una nuova
esperienza per tutti, quindi tutti e tutto era sotto esame.
Tutto questo è stato possibile grazie ad uno staff perfetto in ogni più piccolo
particolare e che ha saputo sostenerci, spronarci, non farci sentire il peso di una
attività per noi ancora desueta e che non rientra nellimmediato intorno delle
nostre attività professionali e grazie anche alla presenza non invadente, non ossessiva
di un presidente che è quasi sempre rimasto nellombra ma dalla quale ha saputo
tirare mirabilmente le fila di una settimana di studio così impegnativa. Egli, ancorchè
quasi impalpabile nella sua presenza , con discrezione, e in perfetta armonia e
concordanza di obiettivi con gli altri istruttori ha saputo trovare la giusta alchimia, il
giusto amalgama per raggiungere la meta a cui tutti agognavamo.
Come il battere dali di una farfalla la settimana è volata raggiungendo
lobiettivo finale " ISTRUCTOR IDEA OPEN WATER".
Siamo così
arrivati a sabato pomeriggio, termine del corso, è necessario dare un significato a
quello che abbiamo costruito, è importante espandere i sensi e sentirsi partecipi di una
verità più grande. Ma la goliardia riveste la sua importanza; smitizza e riporta a
dimensioni normali, ove la normalità esista, quanto fatto. Infatti lepilogo è
stato , dopo esserci confrontarci per lultima volta e data la nostra opinione sulla
settimana, quello di una serie di tuffi in una piscina gelata e la classica "foto di
gruppo".
Ultima serata, una serata di libertà se libertà può essere il non fare ciò che più
ami fare; tutti a cena fuori! Sui volti di tutti si leggeva, al di sotto dei segni
lasciati dalla stanchezza, il completo appagamento, la totale soddisfazione, la gioia e
lallegria che si prova solo quando si è coscienti di aver fatto tutto quanto dovevi
nel migliore dei modi possibile, senza ripensamenti, senza debolezze ma con la grande
forza che deriva da una passione grandissima.
Un saluto allEgitto, forse un poco solitario in questo periodo, senza la torma di turisti che lassalgono a vanificare ogni più piccola pretesa di nobiltà e storicità; un saluto e un arrivederci, tornerò ancora a penetrare le acque di questo mare, a dissolvermi in questa immensità, a mescolare la mia essenza vitale con questa atmosfera di magia, non nello stesso modo in cui ci sono stata adesso, non sarò più una allieva, cosa che rimpiangerò, forse, ma sono certa che in un altro tempo io sarò ancora su queste rive e ogni più piccolo ricordo di questa esperienza, cristallizzato dal tempo, tornerà a far parte di me e della mia esperienza.
Un grazie di cuore a tutto lo staff che è stato meraviglioso, uno particolare al mio Istruttore che mi a cullato, spronata sin dai primi passi nel mondo della subacquea NINO DI LIVIO, uno speciale a Roberto Sbaraini, Istruttore assegnatami per corso, che è riuscito a sopportarmi per lintero corso, un abbraccio anche ai miei due compagni Paolo Amico e Simone Colzani , uno grande grande al nostro Presidente OCCHIUZZI GAETANO che oltre aver dimostrato di possedere una maestria e una passione infinita per linsegnamento ha coordinato con molta abilità lintera brigata ( e vi garantisco che non era unimpresa facile).
GIUSEPPINA CAPOFERRI ISTRUTTORE IDEA N.1246
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