Siamo ad Hurghada da qualche giorno, le immersioni sono splendide, ma nella testa di tutti cè Elphinston.
Enzo, il nostro
amico-divemaster ce ne parla da agosto, gli avvistamenti di grossi pelagici
gli
squali martello che sogno di vedere da sempre. Mercoledì abbiamo avuto un assaggio a
Carless reef, un timido pinna bianca, ma ora siamo in attesa del piatto forte. Il titolare
del diving ci dice che forse ci sono problemi, mancano i permessi
La fortuna è dalla
nostra, mercoledì sera arriva la conferma.
E giovedì, rientriamo al diving, una doccia veloce, carichiamo i bagagli e si parte. Dopo aver attraversato Safaga ed El Quseir (ma come guidano in Egitto?) a circa 15 km da Marsa Alam ci fermiamo al nostro campeggio.
Giulia, loperatore che ci riprenderà sottacqua, finalmente mette sotto carica le batterie della telecamera e dei fari. Ci riuniamo per la cena che sarà integrata da robuste dosi di parmigiano e di crackers che fortunatamente Fabio ha portato dallItalia. Dopo la cena, definiamo gli ultimi dettagli dellimmersione: sveglia alle 5.30(!) colazione alle 6.00 e partenza subito dopo. A questa notizia vado subito a letto per sopportare la levataccia. La luna ci guida verso le tende e, alla luce delle candele, prepariamo i nostri giacigli. La notte trascorre tranquilla e alle prime luci dellalba ad uno ad uno i componenti della comitiva appaiono dalle tende. Gae, la nostra guida sembra aver abbandonato gli orari paramilitari della sera precedente e con calma ci raggiunge per la colazione. Iniziamo a preparare le attrezzature e inizia la ricerca per me e per Fabio di 4 bombole con attacchi din. Detto fatto: arriva un camioncino carico di bombole e si da inizio alla procedura di imbarco: spiaggia carriola gommone barca. Dopo lattrezzatura saliamo finalmente anche noi in barca e via!
Non appena preso il largo ci accorgiamo che il mare è decisamente mosso.
Iniziamo a preparare i gruppi e dopo circa
mezzora di navigazione Gae ci richiama allinterno della barca per il briefing.
Ci mostra uno schizzo del reef e ci spiega che, a causa delle condizioni meteo, faremo
come prima immersione il lato est della parete e, se il mare migliorerà, nella seconda
faremo il lato sud spingendoci fino alla piattaforma dei 40mt. Dopo circa 45 minuti di
navigazione finalmente siamo sul punto: sembra un relitto semi-affiorante spazzato dai
marosi e dal vento, il capitano si avvicina con lelica in folle, indossiamo i gruppi
e al segnale convenuto saltiamo dalla poppa. Lasciata la barca alle nostre spalle (ci
riprenderà alla sommità del reef) dopo qualche metro di discesa siamo al riparo dal
movimento del mare. Finalmente calma e silenzio, solo il suono del respiro. Lacqua
è calda, decisamente più calda rispetto ad Hurgada. Puntiamo decisi verso il blu, la
parete è
bellissima, incontaminata e imponente, vedo alle mie spalle i fari della telecamera di
Giulia che, a dispetto della sua corporatura minuta, si aggira disinvolta con
quellaggeggione tra le mani e fa la spola per riprendere noi ed i pesci più
interessanti. Sorvoliamo un ventaglio impressionante di gorgonia con il suo bravo pesce
falco allinterno quando il computer comincia ad avvicinarsi alla deco. Anche Gae
consulta il suo computer ed inizia a risalire. Lancio qualche sguardo verso il blu, verso
il basso, ma delle sagome che desideriamo tanto vedere nessuna traccia. Siamo ormai sotto
alle barche ed ecco che un curiosissimo napoleone si avvicina. E di taglia
rispettabile, tutti ci avviciniamo, non resisto ed allunga una mano rimanendo stupito:
quasi quasi non si scosta!! E un vecchio napoleone che conosce i sub e spera di
rimediare qualcosa da sgranocchiare, ma gli butta male. Ok, la sosta di sicurezza è
abbondantemente terminata, si può uscire. Afferro la scaletta per risalire e ritorno
bruscamente alla realtà: la barca si alza di colpo e mi solleva per intero. Allora ci
riprovo, ma carpe diem, quando londa è appena passata. Ce lho fatta! Siamo a
bordo ed è il momento peggiore, dobbiamo far passare almeno un paio dore prima di
ridiscendere e il mare non è proprio al suo massimo. Patrizia è abbarbicata alla
ringhiera a prua e quasi non riesco a farla muovere, mal di mare a mille
penso tra me
e me: se non mi manda al diavolo oggi !!. Mi distendo sulla plancia e aspetto con pazienza
limmersione, cercando di riposare. Invidio chi sembra non soffrire affatto, ma come
fanno?
La seconda la facciamo dal tender della barca:
siamo divisi in due gruppi e quando ci dirigiamo sul punto mi sembra di partecipare ad una
esercitazione degli incursori della marina: onde altissime e formate, il gommoncino che
arranca mentre le risale, gli spruzzi sulla faccia
alla fine scendiamo e ritorna la
pace. Puntiamo decisi verso il basso con la piattaforma del reef che degrada sotto di noi.
E meraviglioso, sembra di essere in un documentario, è tutto un susseguirsi di
alcionari, coralli ad ombrello, anemoni, anfratti con colori bellissimi. Passo accanto ad
una tartaruga senza vederla, Fabio la accarezza e mi accorgo che sta perdendo la bombola:
lo blocco, gli sistemo il fascione del jacket mentre Giulia, implacabile, ci riprende.
Siamo sul filo dei 40mt e la visuale spazia quasi a 360 gradi. Poco avanti a noi un altro
scalino che scende ancora. Ma di squali nessuna traccia
Il computer mi sta facendo
pagare limmersione precedente, i minuti diminuiscono rapidamente e sono costretto a
risalire fino a 17-18 metri per non incappare nella decompressione. Ora siamo sulla
parete, ricchissima, ci muoviamo circondati da nuvole di anthias arancioni e di
glass-fish. Questo lato mi sembra molto più popolato. Ad un tratto vedo Enzo che ci fa un
segnale inconfondibile: la mano di taglio sopra la testa. Parto a tutta ed aguzzando lo
sguardo intravedo la sagoma di un pinna bianca, purtroppo parecchio lontano
Siamo
ormai a quota deco e tiriamo le ultime boccate daria. Un bellissimo esemplare di
pesce scatola ci incrocia mentre il profilo della carena della barca si staglia poco
lontano. La risacca si fa sentire e rimaniamo immersi fin sotto la scaletta. Prima di
salire mi giro verso la parete, un ultimo sguardo per fissare i colori nella mente ed il
ricordo di un immersione davvero unica.
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