L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Viviana

 



Gli squali martello di Jackson Reef  

 

Era il 10 luglio 2000, mi trovavo a Sharm El Sheikh, grazie al mio lavoro presso un centro subacqueo. Proprio quel giorno alle 18 avrei iniziato l'IDC-Padi (ora infatti sono istruttore).
Ma per il momento.... ero partita alle 7 dal porto di Marina Travco e mi dirigevo verso lo Stretto di Tiran, prima immersione a Jackson Reef. In barca con me c'era un istruttore e una video-operatrice, entrambi con anni di esperienza. Visto le condizioni di mare calmo, decisero di fare l'immersione in esterno. Cosa vuol dire? Significa che anzichè rimanere nella parte tra i quattro reefs di Tiran e l'isola di Tiran, l'immersione sarebbe inziata nella parte esterna, che di solito è battuta da onde e vento. Ma quel giorno no!!
Ci buttammo in acqua, dopo un check corrent dell'istruttore, proprio sotto quel che resta del relitto del Lara.
C'era una ragione precisa di quella scelta. Qualche giorno prima un altro istruttore aveva incontrato ben 11 squali martello proprio in quel punto.
Il mio gruppo ed io entrammo in acqua per secondi, dopo l'istruttore e la video-operatrice.
Appena sotto la superficie, iniziò la discesa lunga la parete, già sospinti dalla corrente in direzione del faro, e quindi nella zona interna. Raggiunti i 25 metri inziai a sentire il rumore dello shaker dell'istruttore davanti a me. Non esagerò, diede solo un leggerò avvertimento. Erano loro!!!
Infatti alla quota di 28 metri arrivarono tre bellissimi squali martello. Il più grosso, il più massiccio era di circa 3 metri, gli altri due un po' più piccoli.
Passarano davanti ai nostri due gruppi di subacquei. E sparirono.
Che peccato pensai, è durato solo pochi secondi. Invece subito dopo riapparirono dal blu. E io rimasi lì, immobile ad osservare il loro nuoto sinuoso mentre ci sfilavano sotto gli occhi. Per qualche secondo forse trattenni anche il respiro. Ma era così magico quel momento. Il più grosso sparì di nuovo insieme ad uno dei più piccoli, mentre l'altro decise di venirci incontro. Appena lo vidi avvicinarsi, d'istinto mi girai per vedere cosa avevo dietro, avevo preferito che il mio gruppo rimanesse vicino al reef, anzichè buttarsi nel blu. Ma lui continuava ad avvicinarsi, finchè a un metro dalla parete s'impenno e risalì velcemente. In effetti loro non hanno problemi di risalire troppo velocemente!!!
Sparì verso la superficie e lo spettacolo finì.
Durò pochissimi minuti, ma interminabili. Controllai il mio gruppo. Erano emozionatissimi. Decisi di inziare la risalita, qualcuno forse si era emozionato un po' troppo ed era già con poca aria. ( Di solito al primo segnale di 100 bar inizio la risalita), terminai l'immersione donando l'aria ad uno dei fortunati subacquei di quella immersione.
Facemmo la tappa di sicurezza a 5 metri per 3 minuti, e poi risalimmo in barca. Eravamo tutti senza parole. Iniziammo a chiamare per radio le altre nostre barche e il nostro centro per comunicare dello splendido incontro. Potemmo anche rivedere un po' della scena grazie al video!!
Un'immersione indimenticabile.
L'unico mio rammarico di tante immersioni fatte accompagnando altri subacquei in acqua è di non avere un compagno fisso, un amico con cui condividere tutte le bellezze che vedo sott'acqua. Ma questo è il mio lavoro e ne sono contenta!

Viviana


 

 

 


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