L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Simone  

 



Denti, aculei e tanti colori 

Nel luglio del 2002 io e mia moglie, appena sposati ed in viaggio di nozze, ci troviamo a trascorrere una settimana nell'isola di Mauritius, presso l'Hotel "La Pirogue".
Preso contatto con il responsabile del diving dell'albergo, lo sollecito ad indicarmi quelle che sono le immersioni più belle e rappresentative della zona e senza indugio alcuno fisso il primo tuffo per la mattina successiva in un sito di immersione che si chiama "Rempant Serpent".
La mattina dopo partiamo a bordo di uno spazioso gommone prendendo la direzione del largo e, una volta superata la barriera corallina, navighiamo verso nord lungo costa per una ventina di minuti.
Raggiunto il punto ci immergiamo in tutta tranquillità nel blu su di un fondale sabbioso posto 27 metri sotto di noi.
Arrivati sul fondo mi rendo conto che proprio sulla verticale della barca il deserto di sabbia, che ci aveva fatto sospettare un errore di rotta da parte del divemaster e del responsabile dell'imbarcazione, riservava alla nostra vista una specie di pianoro corallino multicolore e letteralmente infestato di murene, pesci scorpione e pesci pietra.
Le murene, di tutte le dimensioni, tigrate, albine, maculate facevano capolino incuriosite fuori da ogni anfratto, tana, nicchia; io, in perfetto assetto, volavo letteralmente sopra il pianoro muovendomi tra ";sciami" di pesci scorpione che a tratti ho avuto paura di non essere più in grado di schivare dato il numero elevato di esemplari.
I pesci pietra invece erano immobili sul fondo, perfettamente mimetizzati, ma troppo numerosi per non essere perfettamente identificabili, e mi parevano, complice anche l'effetto distorsivo del cristallo della maschera, più che grossi, letteralmente grassi; ho anche sospettato che gli addetti del diving, olre prendersi gioco di loro introducendo nella loro bocca qualche centimetro di dito, provvedessero anche ad allungargli qualche boccone, ma in quella occasione non è successo.
Il pianoro in questione è ampio circa una ottantina di metri quadrati e ciò consente ai subacquei, soprattutto a quelli come me che poco gradiscono le immersioni affollate, di godersi i suoi pericolosi ma bellissimi abitanti senza essere disturbati da un compagno maldestro o poco avvezzo a controllare il movimento delle sue pinne.
Sono rimasto 34 minuti sopra questo sabba di creature spostandomi dopo pochissimi secondi da un esemplare all'altro e scordandomi persino di gettare ogni tanto uno sguardo nel blu (cosa che faccio immancabilmente) alla ricerca di qualche apparizione di ben altre dimensioni.
Il pomeriggio stesso ho scelto di ritornare nel medesimo posto.



 

 


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