L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Nino

 



Immersione n.69: Mar Rosso: Gubal Kibir - Bluff Point, reef, 17.3.05 

Dopo una traversata nel mare agitatissimo raggiungiamo le isole di Gubal: in pratica due lembi quasi pianeggianti sull'acqua, formatisi per stratificazione di corallo e sabbia, e contornati da una parete corallina, creando così una piccola laguna dalle acque di un intenso colore celeste.
Questo piccolo paradiso ostruisce però il passaggio verso lo stretto di Suez, e forma esso stesso uno stretto: Gubal appunto, che nei tempi, a causa del reef, deve avere dato non pochi problemi ai naviganti). In undici sub più guida più timoniere ci imbarchiamo, non so come, su un piccolo gommone Zodiac da 4,5 mt: sembriamo una barca di profughi albanesi!
Sfidando il mare agitato, sbattutti e schizzati dai flutti, raggiungiamo il punto d'immersione: la parete corallina intorno all'isola di Gubal maggiore; siamo nel lato esposto al mare, e anche sotto c'è corrente, che ci porta in direzione opposta a dove è ancorata la nostra barca.
Un cenno di OK con il dive master e con gli altri sub, capovolta all'indietro, e sono in acqua; non perdo tempo a cercare gli altri o a controllarmi e sistemarmi l'attrezzatura: le onde ci stanno facendo ballare perciò GAV sgonfio e subito giù. Il doppio strato della muta+sottomuta, la bombola in lega leggera e la elevata salinità del mar rosso mi rendono un po' troppo positivo, tendo cioè a galleggiare in superficie, ma basta un colpo di pinna e risolvo il problema.
Nella discesa tutto si sistema: il peso dell'acqua su di me, via via crescente, mi fa assumere il giusto assetto, con poche regolazioni del GAV (il giubbetto che gonfiandosi/sgonfiandosi mi permette di trovare un più facile equilibrio tra la pressione dell'acqua, il mio peso, la spinta di Archimede); stringo cinghiaggi, controllo maschera, aria e dive computer, e mi ricompatto agli altri, che stanno eseguendo le stesse operazioni; continuiamo a questo punto la discesa mettendoci grosso modo in fila, e percorrendo la parete della barriera corallina.
L'immersione inizia un po' in sordina: la parete sembra abbastanza spoglia, qualche corallo sparso qua, e la tra le rocce brulle e povere di colori; poi improvvisamente cambia lo scenario: è come se una magia ci abbia in un istante catalputato in un altro luogo, quasi in un altro pianeta, i cui scenari sono talmente forti da togliere il fiato: è un'esplosione violenta ed impressionante di vita, forme e colori di tutti i generi e per tutti i gusti!
Impossibile elencare quanto visto, sarebbe più semplice allegare un trattato sulla flora e fauna del mar rosso!!
Tanto per rendere l'idea cito i coralli molli e duri, a grappolo, a broccolo, gorgonie a ventaglio di oltre 3 metri di raggio, alcionari, nugoli di glassfish (minuscoli pescetti dal corpo grigio lucido e quasi trasparente, appunto, come il vetro), due bellissimi pesci balestra, una murena gigantesca, cernie piccole e altre grandissime, pesci unicorno, platax (c.d.pesci pipistrello) pesci cardinale, angelo, pappagallo, farfalla, miriadi di pesci soldato e sergente maggiore (se fossero esistiti anche pesci generale, colonnello ecc non dubito che l'esercito ittico sarebbe stato qui presente al completo …!!!), una tartaruga, grossi carangidi.
E poi ogni centimetro è letteralmente tapezzato dai coralli, delle forme dimensioni tipologie più varie, spesso uno si è sviluppato sopra o in mezzo all'altro, magari alternato da qualche spugna enorme o da un piccolo anfratto di roccia [coperto di madrepora] o da grossi anemoni ospitanti i graziosi pesci pagliaccio (qua però non c'è Nemo che si è perso ed è cercato dal padre ..).
Io mi lascio trasportare dolcemente dalla corrente, volando a 30 cm di distanza dalle creste dei coralli, attento a non urtare e rovinare queste meraviglie della natura, godendomi letteralmente ogni prezioso istante, indugiando su ogni fantastico particolare, anche a costo di rimanere un po' indietro rispetto al gruppo, ma che fretta c'è, è tutto così bello e perfetto, un entusiasmante crescendo senza fine di visioni ed emozioni!!
Molti hanno finito l'aria, io ho ancora abbondante provvista e sto divinamente per cui rimango con la guida e gli altri sub più parsimoniosi in fatto di consumi d'aria, mentre gli altri salgono sul gommone che è venuto a prenderci; alcuni di noi irriducibili giocano a rincorrersi, due improvvisano un balletto, io mi limito a sorridere (con gli angoli della bocca che vanno da orecchio ad orecchio …) dentro maschera ed erogatore, continuando a guardare lo spettacolo meraviglioso di cui abbiamo goduto. Soddisfatto e compiaciuto risalgo anche io sul gommone, dopo 55 minuti (13.24-14.19; max 31 mt ) di assoluto e puro godimento, che interrompo un po' riluttante (ho ancora ben 50 atmosfere d'aria sulle 200 iniziali!!!).
IMMERSIONE AL TOP, [FORSE, anzi senza parentesi] LA Più BELLA SINORA NELLA MIA VITA, DA RIFARE ANCHE DUE O TRE VOLTE DI SEGUITO.

 

 


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