L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Fabrizio

 



Incontro ravvicinato con lo squalo tigre

Le immersioni in Mar Rosso offrono sempre forti emozioni grazie ai colori vivaci dei suoi fondali e all'abbondanza di pesce, sia in termini di quantità che di differenti specie, che si può incontrare durante le immersioni.
Se poi si decide di andarci nei mesi di luglio e agosto, sfidando le temperature a volte torride di quel periodo, con un pizzico di fortuna in più le soddisfazioni che possono venire dalle immersioni sono ancora più grandi!
Noi eravamo usciti quella mattina con l'aspettativa di trascorrere una piacevole giornata in barca e di effettuare due immersioni al parco marino Ras Mohammed. Non eravamo in molti a bordo, anche a causa dei funesti eventi di luglio che avevano scoraggiato fortemente i turisti italiani a recarsi in questa località. Devo dire comunque che, malgrado l'assenza dei nostri connazionali, il luogo era abbastanza pieno di turisti provenienti da altri paesi europei, che popolavano il porto di Travco Marina rendendolo piacevolemente confusionario come sempre. Quest'anno però, a differenza degli altri, i controlli della polizia egiziana erano costanti e frequenti, in modo da dare una sensazione di relativa sicurezza alle persone presenti.
Comunque, tornando al racconto dell'immersione, eravamo partiti in mattinata dal porto e verso le 10.00 avevamo effettuato la prima immersione a Shark Reef. L'immersione, bella come sempre con qella parete che scende nel blu e gli immensi branchi di barracuda, azzannatori e carangidi che si muovono pigramente tra i quindici e i trenta metri di profondità, ci aveva offerto l'emozione di un incontro, da lontano, con uno squalo limbatus di discrete dimensioni (penso fosse lungo più o meno due mt.). Terminata l'immersione siamo risaliti in barca e durante la pausa tra la prima e la seconda immersione abbiamo affiancato un'altra barca dello stesso diving, scambiandoci le opinioni con gli altri subacquei che si erano immersi nello stesso luogo. Poichè alcuni di loro nei giorni passati avevano avvistato, seppure da lontano, uno squalo tigre proprio in quel punto d'immersione, decidiamo di modificare il programma iniziale e, anzichè effettuare la 2^ immersione a Jackfish Alley, di ripetere nuovamente l'immersione a Shark Reef. Detto fatto, trascorso l'intervallo di superficie previsto ci prepariamo, indossiamo l'attrezzatura e ci tuffiamo nuovamente a Shark Reef. L'immersione è nuovamente molto piacevole e rimaniamo in immersione per circa 55 minuti; incontriamo nuovamente i branchi di barracuda e di azzannatori ma del tigre nemmeno l'ombra. Pazienza, ci diciamo una volta risaliti in barca, sarà per un altro giorno. E decidiamo di pranzare rimanendo in zona. Durante il pranzo però, parlando con il video operatore che era a bordo,scopriamo che ultimamente il tigre veniva avvistato sempre in un altro punto di immersione, poco frequentato dai vari diving center, vicino a Shark Reef. Consultiamo Marco, la nostra eccellente guida, e decidiamo di fare un terzo tuffo nel pomeriggio proprio in quel sito. Appena entrati in acqua abbiamo le prime avvisaglie del fatto che questa potrebbe essere la volta buona. Ci passa accanto un'aquila di mare di notevoli dimensioni, che iniziamo a seguire rimanendo lungo la parete. Quando questa comincia ad allargarsi nel blu ci allontaniamo dalla parete e, subito dopo aver perso di vista l'aquila di mare, notevolmente più veloce di noi, sento il classico rumore di uno "shaker" agitato con decisione. Guardo Marco e lo vedo indicare, circa trenta metri sotto di noi, un pesce davvero grande. Metto a fuoco lo sguardo e riconosco la sagoma inconfondibile di uno squalo, di dimensioni notevolmente superiori alla media, che si muove lentamente passandoci proprio sotto. Tutti e otto (siamo tre ospiti, quattro componenti dello staff e il video operatore) scendiamo più profondi (ma sempre nel rispetto dei limiti) e lo squalo contemporaneamente inizia ad alzarsi. Lo seguiamo e, mentre lo sto osservando bene, individuando le striature laterali che lo identificano come uno squalo tigre (galeocerdo cuvier), sento di nuovo lo shaker. Mi giro e vedo Marco che indica un altro squalo in avvicinamento; si tratta di un altro squalo tigre di dimensioni minori rispetto al primo. Mentre anche questo ci sfila davanti vengo richiamato da un'altra "shakerata" e vedo un terzo tigre, simile per dimensioni al secondo, che lentamente si avvicina. Ci guardiamo e Marco indica con la mano il numero 3, per comunicare che ci sono tre squali tigre sotto di noi. A questo punto il più grosso cambia direzione, ci torna sotto a una distanza di circa 10-15 mt ed esegue un placido passaggio in risalita proprio davanti a me e Marco. E' davvero grosso ed emana una sensazione di grande potenza e pericolosità, ma per fortuna prosegue indisturbato per la sua strada senza dar segno di averci notati. Paghi di quanto appena visto iniziamo a risalire, anche perchè i computer indicano che ci stiamo avvicinando al limite di non decompressione. Risaliamo verso i venti metri e di nuovo lo shaker ci richiama: passa un limbatus accompagnato da due remore (una per pinna ventrale) che visto da sopra assomiglia ad un aereo militare con i serbatoi supplementari sulle ali. Lo seguiamo con lo sguardo e continuiamo a risalire. Una volta giunti alla quota di quindici metri ci avviciniamo alla parete e ci rilasssiamo un po' dopo tanta adrenalina. Non pasano cinque minuti che il limbatus ci passa accanto di nuovo, alla nostra quota. Lo osserviamo e lo vediamo sfilare per sparire poco dopo nel blu. Ci avviamo a concludere l'immersione, risalendo alla quota di dieci metri e, dopo un paio di minuti il limbatus ci passa di nuovo accanto, più vicino del solito. Inizia a guardare nella nostra direzione, abbassa le pinne ventrali e dirige decisamente verso di noi. A quel punto inizio per la prima volta dopo svariati incontri con gli squali in Messico, Indonesia, Maldive e Mar Rosso, a preoccuparmi un po', ma per fortuna pare che la manovra sia effettuata a scopo di avvertimento, come a dire:"... questo è territorio mio e quindi ve ne dovete andare!". Messaggio ricevuto! Ci addossiamo alla parete, saliamo a 5 mt. per la sosta di sicurezza e usciamo dall'acqua.
Una volta risaliti in barca siamo tutti entusiasti per l'esperienza, e ci godiamo il filmato del video operatore che ci permette di rivivere con calma quello che sott'acqua si era succeduto con rapidità durante i quaranta minuti di durata dell'immersione.
E' stata un'esperienza davvero notevole, che non avrei mai pensato di poter vivere a Sharm, dove quotidianamente si immergono migliaia di subacquei che spesso trasformano i siti di immersione in grandi piscine per l'idromassaggio, e che auguro di poter fare a tutti coloro che come me amano il mare e le sue splendide creature!!

Fabrizio

 

 


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