L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Francesco

 



ISOLE SOLOMON - PARADISO INCONTAMINATO

Un viaggio sognato da tanto tempo e finalmente realizzato, Isole Solomon, un paradiso per i sub e anche per i non sub, lontano dalle mete più comuni e frequentate.
Ci troviamo alla prima tappa del nostro viaggio, l'isola di Uepi, un'isoletta situata giusto in prossimità di una passe oceanica, bagnata da un lato dalla laguna di Moorovo dall'altro dall'immenso e sconfinato Oceano Pacifico. Su quest'ultimo lato la parete sprofonda a picco sino a raggiungere la batimetrica di 2000 mt. E' mattina, ci immergiamo proprio sulla parete che costeggia l'isola fronte oceano, nome del sito "North Log", il mio amico Stefano, esperto fotografo sub, ha tutta la sua attrezzatura al seguito con tanto di obiettivo macro. Lo hanno ingolosito i racconti dei responsabili del resort che ci hanno riferito che in quella zona è stata individuata da alcuni biologi marini australiani una rara specie di "ghost pipe fish" (pesce ago fantasma) e più esattamente l'halymeda ghost pipe fish, piccolo esserino della stessa famiglia dei cavallucci marini che si mimetizza con l'omonima alga grazie alla sua forma e la sua colorazione verde. Iniziamo la nostra discesa a piombo nel blu, la visibilità è incredibile, fino a 45-50 metri in verticale e circa 35-40 in orizzontale. Scendo e dentro di me penso che il mio amico potrà pure dedicarsi da solo alla sua impossibile ricerca, io ho deciso che mi dedicherò a scrutare nel blu, pronto all'avvistamento dei grandi pelagici; negli ultimi giorni abbiamo visto di tutto: squali, mante, aquile di mare, tonni, barracuda, con questa visibiità non mi stupirei affatto di riuscire a fare incontri ancora più eccitanti.
Ma ad un tratto sento Stefano urlare dentro l'erogatore, mi volto di scatto, cosa sarà successo? Lo vedo lì, incollato alla parete con la sua macchina fotografica in posizione di sparo, vuoi vedere che ...?
Ebbene sì, c'era una probabilità su mille, ma li ha trovati, una coppia di ghost pipe fish, meravigliosi, fantastici, ma come avrà fatto a vederli se sono così perfettamente mimetizzati ? Siamo in quattro, guida compresa, e restiamo tutti lì ad osservare questa meraviglia della natura mentre Stefano continua a scattare come un ossesso. Insieme a noi una sub australiana, non riesce a capire il perchè di tanta agitazione, lei non distingue niente, solo la parete, coralli e alghe ! Solo dopo 10 (dico 10!) minuti che eravamo fermi lì la sento urlare anch'essa dentro l'erogatore: finalmente ha realizzato ed ha messo a fuoco, adesso però è più esaltata di noi, mai aveva visto qualcosa del genere. Dopo ci dirà di aver pensato per un attimo che stavamo prendendola in giro...
Però io non posso stare venti minuti fermo in un posto, e mentre la guida resta con il mio amico, io e l'altra subacquea proseguiamo l'esplorazione lungo la bellissima e coloratissima parete, alcionari gialli ed arancioni, gorgonie rosa e rosse, ascidie gialle e blu, corallo a corna d'alce e spugne a botte, Isole Solomon: che meraviglia! Ad un certo punto un'ombra sopra di noi: si sta rannuvolando? Ma no, è una manta gigante che passa sopra le nostre teste e ci delizia con un paio di evoluzioni prima di sparire nel blu, maestosa e bellissima.
Ancora qualche pinneggiata lungo la parete e decidiamo di tornare al punto dove erano i ghost, anche per non distanziarci troppo dagli altri due, quando ad un tratto la mia compagna si blocca e si volta verso di me con uno sguardo non proprio rassicurante: un grosso squalo si sta avvicinando a noi, un bellissimo esemplare di squalo grigio di circa 2,5 - 3 metri. Le faccio cenno che è tutto ok, di accostarsi alla parete e lasciarlo passare, del resto è lui il re del mare, lo squalo sembra intuire e sale in quota di qualche metro, sfilandoci sopra e lasciandoci la visione della sua sagoma in perfetto contrasto con la superficie dell'oceano da cui filtrano i raggi del sole. Immortalo questa immagine dentro la mia memoria pensando: eppure prima o poi mi farò anch'io una fotocamera subacquea ! Raggiungiamo gli altri, faccio segno a Stefano: Manta, grossa così! Squalo, lungo così! Macchè, lui non si è ancora ripreso dalla gioia di aver fotografato i ghost, mi fa semplicemente segno ok, che si può risalire. Pazienza, anche lui si rifarà qualche giorno dopo, quando abbiamo incontrato un branco di 9 (!!!) mante in formazione, ma questa è già un'altra storia da raccontare ....


 

 


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