L'IMMERSIONE RACCONTATA DA ...
Francesco

 



Una sorpresa al "The Great WhiteWall"

Isola di Taveuni, Fiji. Il vero paradiso terrestre fra spiagge bianche, una foresta rigogliosa e lussureggiante, cascate mozzafiato ed una popolazione allegra ed accogliente. Il mio resort si affaccia proprio sul Somosomo Strait, un braccio di mare che divide l'isola di Taveuni dalla più grande isola di Vanua Levu. Qui la barriera corallina è stata soprannominata "The Rainbow Reef", per la moltitudine di colori che puoi trovare sott'acqua.
La mia bellissima vacanza alle Fiji sta per volgere al termine, oggi è l'ultimo giorno di immersioni. Fino ad ora ho già fatto una ventina di tuffi, tutti bellissimi: reef battuti a volte da correnti impetuose, coralli duri e alcionari di mille colori e tanto, tantissimo pesce. Ma a farla da padrone in questa vacanza sono stati gli squali: con l'aiuto delle guide del diving ne ho contati di otto specie diverse, dal mite pinna bianca di barriera al non proprio mansueto squalo tigre, per arrivare all'inquietante longimano che una mattina ci ha addirittura girato intorno un paio di volte prima che decidessimo che forse era meglio chiudere lì l'immersione.
Stamani, essendo il mio ultimo giorno, mi è stata lasciata la scelta del sito dove fare la prima immersione. E la mia scelta non può che cadere su "The Great White Wall". L'ho già fatta tre volte, ma non posso andarmene via senza averla fatta un'ultima volta.
Il capitano della barca, giudicando l'immersione compatibile con le condizioni di marea e di corrente, punta quindi deciso verso il sito scelto ed in una ventina di minuti siamo già sul posto.
L'immersione inizia su di un reef il cui plateau è posto a circa 12 metri di profondità. Avvicinandosi al limite del reef si apre una spaccatura, un buco nella barriera in cui possono comodamente entrare anche due subacquei alla volta. Le guide ti fanno invece entrare uno alla volta per farti godere appieno della visione di questo buco che esce nel blu ad una profondità di circa 25 metri. Appena fuori si prende la parete a sinistra e subito ti si spalanca davanti un paesaggio surreale: la parete scende ripidissima nel blu fino a profondità abissali ed è interamente ricoperta di alcionari bianchissimi, da cui prende appunto il nome l'immersione. Quando c'è la corrente giusta i coralli si aprono completamente per raccogliere il loro nutrimento e sembra di scendere sulla parete di una montagna piena di neve. Gli alcionari, scossi dalla corrente, vibrano tutti insieme rendendo lo spettacolo ancora più suggestivo. E' incredibile, è la quarta volta che mi immergo in questo sito ed ancora mi emoziono, e so perfettamente che i brividi che avverto nella schiena non sono affatto causati dalla temperatura dell'acqua! Con i miei compagni d'immersione percorriano la parete il più lentamente possibile, a tratti contrastando la corrente per gustarci al meglio questa meraviglia della natura; in un anfratto della parete riesco perfino a scovare un pesce foglia bianco, perfettamente mimetizzato fra gli alcionari dello stesso colore. Fatico un pò nel mostrarlo agli altri perchè adesso la corrente spinge forte, ma alla fine riesco a condividere la mia scoperta con tutti i miei compagni.
Dopo poco, passando attraverso un'altra apertura simile alla prima si ritorna nuovamente sopra il reef, ritrovando la batimetrica dei 12 metri. Qui normalmente viene spesa l'aria rimasta nelle bombole girottolando fra anemomi con i pesci pagliaccio, murene, polpi, pesci foglia e altro pesce di barriera.
Lentamente ritorniamo in corrispondenza dell'apertura da cui ha inizio l'immersione e qui il gruppo si divide in due: gli altri ripercorrono per qualche metro il buco, al suo interno si trovano infatti numerosi alcionari multicolore, mentre io e il mio buddy, un ragazzo belga, ci riportiamo sul limite del reef per gettare un ultimo sguardo nel blu.
E qui la sorpresa... proprio mentre stiamo osservando una cernia che, ferma a mezz'acqua, si lascia pulire la bocca da un piccolo labride blu, dalla nostra sinistra spunta lui, il gigante buono, maestoso ed elegante: lo Squalo Balena.
Superato l'attimo di incredulità iniziale ci guardiamo negli occhi e sembriamo entrambi impazziti: vedi tu quello che vedo io? Ci facciamo un cenno, si, si è proprio un Balena ! Pochi secondi e l'animale, forse disturbato dal mio shaker (ho sbagliato, ma in realtà volevo solo richiamare l'attenzione degli altri), dà due colpi di coda e sparisce nel blu. Noi restiamo lì, come due bambini a cui hanno tolto il gioco proprio sul più bello, tentiamo di fiondarci nel blu, ma niente, ormai se n'è andato ed il mio manometro che segna inesorabilmente i 50 bar non mi dà alternative, dobbiamo risalire! Ma che emozione, il cuore batte ancora a tremila. Arrivano anche gli altri, ma troppo tardi; soltanto sulla barca potremo farli partecipi di ciò che abbiamo vissuto, destando ovviamente commenti di sorpresa mista ad invidia.
Ultimo giorno di immersioni alle Fiji: mai mi sarei aspettato di chiudere con i fuochi artificiali!
Taveuni con la sua magia mi ha voluto lasciare un ultimo indelebile ricordo, forse per dirmi: se non ti dimentichi, allora un giorno ci rivedremo.
Già, un giorno, chissà...... .


 

 


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