IL REGALO DI MARCO; UN ESTATE
A 18 METRI
Si avvicina il compleanno di Marco, e come sempre ho difficoltà nel regalargli
qualcosa di originale. Poi ad un certo punto la mia mente si ricorda di
alcune sue parole alle quali non avevo mai dato troppa importanza; "Vorrei
fare un corso di sub, prima o poi lo devo fare!!!!".
Ecco, ho trovato; gli regalerò un corso di sub!!!! Così mi comincio ad
informarmi su questo mondo. Non è facile, in particolare all'inizio, visto
che le mie conoscenze su questa attività sono praticamente inesistenti.
L'aiuto mi è stato dato da alcuni amici che hanno già provato questa attività.
"Cerca su internet centri Diving", mi ha detto qualcuno. Inserisco su
google la parola Diving, e internet mi offre così l'opportunità di conoscere
l'attività subacquea; corsi di primo livello, corsi di specializzazione,
battesimo del mare. Il mio regalo prendeva forma. Avevo deciso di regalargli
una prima immersione come prova, poi Marco avrebbe deciso se fare un corso
vero e proprio.
Comincio così a chiamare i centri diving che si trovano lungo il litorale
laziale (abito a Roma), e mi ritrovo a parlare con il responsabile e istruttore
del centro Orca Diving a San Felice
Circeo (Gianluca Pietroni). E' molto gentile con me, ascolta le mie
valanghe di domande, gli spiego che voglio fare un regalo ad una persona
che non ha mai fatto sub. Gianluca è molto carino e disponibile, mi spiega
che tipo di immersione si può fare. E' una prima prova che si chiama discovery,
dura circa 30 minuti e si và ad una profondità di circa 5 metri accompagnati
da un istruttore. Le sue spiegazioni e le sue parole mi convincono immediatamente.
E' fatta, ho il regalo per Marco che cercavo e non solo. Infatti decido
che quel regalo sarà anche per me, ormai mi sono fatta coinvolgere e voglio
provare anch'io. In fondo il mio compleanno è passato da pochi giorni
e comunque non ho nessuna intenzione di aspettare Marco sulla spiaggia.
Arriva il grande giorno, arriviamo al centro Orca Diving dove ci attendono,
Dario e Yuri, le nostre guide. Saranno loro ad accompagnarci in questa
nostra prima immersione. Ci danno alcune informazioni, rispondono pazientemente
alle nostre domande ( e alle mie paure) e ci preparano la nostra attrezzatura.
Siamo pronti, si parte. Il gommone ci porta al largo. Io mi finisco di
preparare, pesi, maschera, pinne, GAV, ormai sembro Diabolick. Dario mi
spiega come mi devo buttare in acqua (proprio come si vede nei film) e
lì c'è Yuri che mi aspetta per prendermi sotto la sua ala protettrice.
Così mi ritrovo in acqua, Yuri mi aiuta a scendere lungo la catena, devo
compensare, inizio a respirare dall'erogatore, e dopo un po' di respiri
agitati mi accorgo che respiro sott'acqua e che mi trovo in fondo al mare.
Yuri mi tiene per mano, nuove sensazioni mi invadono. Il rumore del mio
respiro mi accompagna. Vedo le stelle marine, branchetti di pesci, quel
mondo mi sembra fantastico. Marco è con Dario, ogni tanto ci incontriamo
e cerchiamo di scambiarci le nostra sensazioni attraverso i nostri sguardi.
Ogni tanto con un po' di timore guardo in alto e vedo il mare sopra la
mia testa. Il tempo vola ed è già ora di tornare in superficie.
In poco tempo, io e Marco decidiamo che la nostra vacanza estiva sarà
dedica alla conquista dei 18 metri; il Circeo ci attende per prendere
il primo brevetto.
Il corso "Open Water Diver" inizia i primi giorni di Agosto, Dario è il
nostro istruttore. Le prime giornate sono scandite dalle lezioni di teoria
(anche perché il mare non ci consente di uscire) e dalla lettura sotto
l'ombrellone del manuale che ci è stato consegnato. Finalmente iniziamo
ad andare in acqua. Ho un po' di paura, l'idea che dovrò raggiungere i
18 metri di profondità mi spaventa.
Dario sembra leggerlo sul mio volto e, ogni volta è pronto con un gesto
o una parola a sostenermi e a darmi coraggio e tranquillità.
Siamo in fondo al mare e Dario ci mostra gli esercizi che dobbiamo fare
e ripetere, ci fa vedere che dobbiamo togliere l'erogatore, lasciarlo
andare e riprenderlo con il braccio. Beh, io penso "per te è facile, ma
io sicuramente morirò!!!!!". Ho vinto la paura e ora non mi fa più così
paura non avere l'erogatore in bocca per pochi secondi.
I nostri esercizi proseguono e poco per volta imparo a svuotare la maschera
e a trovare il controllo dell'assetto con il GAV. Le prove di assetto
sono le più divertenti. Imparo che i miei polmoni, mi possono far salire
e scendere nell'acqua. Sembra quasi di poter volare come un uccellino.
Ed eccoci pronti per la nostra immersione finale, la prova a 18 metri.
Il luogo d'immersione che darà il inizio a questa avventura sono le grotticelle.
Siamo in acqua, Dario ci dà il via, il nostro GAV viene svuotato, e piano
piano scompariamo dalla superficie dell'acqua. Compenso, e scendo lungo
la catena fino a toccare il fondo. Magicamente mi sento tranquilla, riesco
a trovare il mio assetto e comincio a pinneggiare nell'acqua. Marco è
vicino a me, cerchiamo di vederci e controllarci uno con l'altro (la coppia
è importante), ma per l'affinità di coppia bisogna lavorare ancora. Dario,
è davanti a noi, ci indica le cose da vedere. Piccole spaccature di roccia
dove sono nascosti alcuni pesci, una torcia li illumina ma loro rimangono
fermi, sembra quasi un presepe subacqueo, mentre poco più avanti uno scorfano
tenta di mimetizzarsi.
Ogni tanto mi ricordo che devo controllare il mio compagno, ma non vedo
Marco, poi mi accorgo che è un po' sopra di me, allora gonfio leggermente
il GAV e sono nuovamente in linea con lui. Il mio respiro accompagna qui
momenti di scoperta e stupore. Dario ci fa segno se tutto OK e noi rispondiamo
al suo gesto.
Attraversiamo un branco di pesci, sembra che siano abituati alla nostra
presenza. E' fantastico sembra di essere in un mondo fiabesco.
Sono trascorsi 50 minuti è tempo di risalire. Dario ci guida nella risalita,
fino a quando ci indica che dobbiamo fare la nostra tappa di sicurezza.
Cinque minuti, sospesi nell'acqua, dove le bolle del respiro sembrano
disegnare fantastiche stelle. Quelle bolle sembrano catturare i miei pensieri,
un senso di leggerezza mi invade il cuore. Guardo Marco per cercare sul
suo volto lo stesso stupore. Le nostre bolle di aria si uniscono e si
disperdono svanendo nell'acqua. E' un esperienza da provare in due, non
sarei stata mai capace di raccontargli quello che si prova in fondo al
mare. Alcune emozioni sono indescrivibili, si possono solamente vivere.
Poi cerco con lo sguardo Dario, cercando di mostrare anche a lui la mia
contentezza e la mia tranquillità. In fondo lo devo a lui se sono riuscita
a vincere le mie paure!!!!! I miei occhi ricercano quel fondale che ora
sembra così lontano, ma più amico e che custodisce una parte di me stessa.
Poi guardo in alto, vedo le onde del mare e lo scafo del gommone. Tra
poco tornerò nel mio mondo, ma risalgo sapendo che il mondo blu non svanirà
nell'aria del cielo. Andare sott'acqua è come ritrovare un po' di se stessi,
trovare quella parte di noi che spesso dimentichiamo e non conosciamo
perché circondati dalla fretta della vita quotidiana.
Sono tornata al lavoro e alla vita di tutti i giorni, ma mi sento diversa.
Mi sento ancora persa in fondo al mare a volte ho la sensazione che no
potrò più fare a meno di immergermi. Sento che ormai la mia aria è diventata
anche un po' il mare. Il mare e il suo abisso rappresenta un mondo completamente
diverso da quello che sono. La calma, la tranquillità, il silenzio e lo
stupore sono i suoi elementi ed è forse anche per questo che sono certa
che ogni volta che potro tornerò nel magico mondo blu.
Ancora uno speciale ringraziamento a tutto il gruppo del Orca Diving.
Rita Fioravanti
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