DA SUB A SUB

 

 

Sensazioni nel blu

Da 0 a 100 metri e poi ancora più' giù, a precipizio negli abissi: le pulsazioni rallentano, il corpo svanisce, ogni sensazione galleggia dentro nuove forme. Resta soltanto l'anima. Un lungo tuffo nell'anima che sembra assorbire l'universo. Ogni volta risalire e' una scelta: sono io che torno ad appropriarmi della mia dimensione umana, metro dopo metro, per venire di nuovo alla luce. Spesso mi chiedono cosa c'e' da vedere laggiù'. Forse l'unica risposta possibile e' che non si scende in apnea per vedere, ma per guardarsi dentro. Negli abissi cerco il mio io. E' un'esperienza mistica, ai confini col divino. Sono immensamente solo con me stesso, ma e' come se mi portassi dentro tutta l'essenza dell'umanità'. E' il mio essere umano che supera il limite, che si cerca fondendosi col mare, che s'immerge in se stesso e si ritrova .

   Umberto Pellizzari      

 

Queste parole, tratte dal libro "Profondamente" di Umberto Pellizzari, mi sembrano l'introduzione migliore per parlare delle sensazioni che si possono provare scendendo negli abissi. Più' volte mi hanno chiesto come mi e' venuta la passione o (se chi faceva la domanda non amava particolarmente il mare o l'acqua in genere), quest'insana idea di fare immersioni.

A dire il vero non lo so nemmeno io... fin da bambino mi appiccicavo davanti alla televisione quando trasmettevano i filmati dei documentari di un grande subacqueo e uomo di mare come Jacques Cousteau ( un mito! ) e, una volta al mare, ho sempre messo la testa sott'acqua con maschera e pinne, spinto dalla curiosità di vedere cosa c'era sotto, anche se non avevo la minima cognizione di cosa ti succede quando t'immergi in apnea e nessuna tecnica per farlo in modo sicuro. Poi, una volta cresciuto, ed abbastanza indipendente economicamente (la subacquea non e' uno sport economico!!), ho cercato di apprendere come immergersi con le bombole, ottenendo i vari brevetti, fino ad entrare poi come istruttore nello staff della piscina che mi ha visto iniziare a nuotare ancora bambino e, in seguito, dare le prime pinneggiate e dove ora cerco di trasmettere quello che ho imparato in quasi 10 anni di immersioni, oltre che ad attingere ancora oggi dall'esperienza di chi ha insegnato a me.

Ma chi non ha mai provato a respirare sott'acqua, vuole sapere cosa si prova, che sensazioni ed emozioni si vivono..... ebbene, direi che le parole possono dare solo una vaga idea: il modo migliore sarebbe quello di provarlo direttamente, anche se solo in piscina, oppure al mare se si e' più' fortunati. A differenza dall'apnea, la prima cosa che subito colpisce e' l'assenza della sensazione tipica di fame d'aria che prova chi si immerge senza una preparazione specifica, che e' data più' da un limite mentale che da un'immediata e reale necessita' di respirare... ci troviamo in una dimensione totalmente differente e stiamo respirando quasi in modo normale !!

Incredibile... Viene da chiedersi se la pressione non ci schiaccerà come una scatola di latta: invece una volta bilanciata la pressione esercitata dall'acqua sui timpani, non si ha la percezione di ricevere particolari pressioni sul corpo fino a che non si raggiungono profondità' di rilievo. In immersione si prova una sensazione di tranquillità' e benessere: ci si sente quasi protetti dal rassicurante abbraccio dell'acqua, forse per l'inconscio ricordo di quando, nei primi nove mesi della nostra vita, eravamo esseri abituati a vivere immersi in un liquido.

A volte, pur essendo solo sul fondo di una piscina, capita di riuscire ad avere qualche attimo di tranquillità' e provare le stesse sensazioni di cui parla "Pelo": riuscire a pensare, a guardarsi dentro e sentirsi soli ed in pace con se stessi, pur senza cercare di raggiungere il record del mondo di profondità'. I rumori sono lontani ed ovattati, solo le bolle dell'aria che respiriamo rompono il silenzio che avvolge ogni subacqueo in immersione e ci ricordano che siamo solo ospiti di passaggio in questo mondo affascinante e meraviglioso. Il tempo passa sempre troppo in fretta e la superficie ci attende... Vivere e respirare sott'acqua: il desiderio di molti o forse solo il sogno di un bambino...

Posso dire di essere riuscito a realizzarlo questo sogno: vivere in prima persona le stesse emozioni che allora provavo davanti un video, viaggiare ed immergermi in mari del mondo che molti potranno solo immaginare, vedere con i miei occhi l'incredibile esplosione della natura e della vita marina, ricevendo nel contempo il confortante e piacevole abbraccio dell'acqua.

Se non vi hanno annoiato fino ad ora le mie parole ma hanno acceso in voi un pizzico di curiosità', cercate l'occasione per provare l'emozione e la sensazione di vivere, respirare e andare sott'acqua con le bombole... sarà stupendo!

Rinaldo istruttore Jolli Sub

 


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