Sharm El Sheikh:
Partiamo col piede giusto...
Dal 1989 Parco Nazionale, Sharm El Sheikh si
trova allestremità meridionale della penisola del Sinai, in territorio egiziano.
Circondata da un vasto ed arido deserto, si affaccia su uno dei mari tropicali più ricchi
del mondo per varietà e concentrazione di vita marina.
La molteplicità di specie e di forme dei coloratissimi abitanti del reef, la strabiliante
ricchezza della barriera corallina, con torrioni madreporici adorni di alcionarie, spugne,
anemoni, tra i quali troneggia il simbolo del Mar Rosso, il pacioso Napoleone, la presenza
di grossi pesci pelagici, gli incontri non infrequenti con lo squalo balena e la festosa
accoglienza di folti branchi di delfini, non cessano mai di stupire ed affascinare. Ovvio
quindi che innumerevoli siano gli articoli che ci descrivono Sharm El Sheikh e le sue più
famose immersioni e non passa mese, infatti, che su almeno una delle molteplici riviste
specializzate nel settore subacqueo non compaia un articolo dedicato a questa località.
A prima vista quindi potrebbe apparire
superfluo parlare ancora di Sharm e delle sue peculiarità subacquee, tuttavia abbiamo
constatato che il più delle volte vengono descritti i siti di immersione senza però
considerare le problematiche relative alle esperienze personali dei singoli subacquei ed
il periodo dellanno in cui ci si reca.
Lo spunto per queste note ci è venuto lavorando per un certo periodo con uno dei Diving
recentemente aperti a Sharm El Moja (la zona più vecchia e caratteristica di Sharm,
situata alle spalle del porto turistico e distante circa 5 km. dalla più attrezzata e
frequentata Naama Bay).
Lavorando a lungo "in situ" abbiamo avuto modo di constatare direttamente alcune
piccole difficoltà che è possibile incontrare allorquando ci si reca per la prima volta
in questo posto.
La pesata
A causa di alcune caratteristiche
intrinseche, infatti, per immergersi a Sharm è necessario modificare adeguatamente la
propria pesata: complici lelevata salinità dellacqua (oltre il 40 per mille)
ed il tipo di bombole generalmente in uso in tutta la zona (mono da 11 litri in alluminio)
è necessario gravarsi di almeno 2-3 chili di zavorra in più, soprattutto se si utilizza
una muta da 5 mm., rispetto alla nostra pesata abituale in Mediterraneo con i mono da 15
lt. in acciaio.
E consigliabile quindi effettuare la prima immersione della vacanza in un luogo
tranquillo, cioè privo di correnti e con la barca ormeggiata alla "shamandura"
(a Sharm sono state predisposte delle apposite cime di ancoraggio per non danneggiare il
Reef) in modo da poter controllare con comodo la giusta pesata in rapporto alla muta
indossata ed evitare di "tirare ad indovinare", con il rischio poi di non
riuscire a scendere al momento giusto o, viceversa, di risultare troppo negativi e
ritrovarsi poi a combattere con il GAV per tutto il tempo dellimmersione.
Il consumo daria
Leventuale mancanza di allenamento,
sommata allemozione trasmessa dalle immersioni letteralmente "mozzafiato"
per la ricchezza di colori e di vita ed alla ridotta capacità delle bombole (poco più di
2200 litri daria rispetto ai 3000 litri cui siamo abituati con il 15 litri) fanno
sì che il primo giorno le immersioni abbiano spesso una breve durata in quanto ci si può
ritrovare rapidamente in riserva.
Iniziare quindi con immersioni nello stretto di Tiran o a Ras Mohammed, dove è facile
talvolta incontrare mare un po mosso e, il più delle volte, discrete correnti,
potrebbe impedire soprattutto ai meno esperti ed a chi non si immerge da un po di
tempo di godersi pienamente lescursione e di ritrovarsi di conseguenza quanto meno a
disagio.
Per limitare al minimo questa problematica basta programmare le immersioni con una logica
di difficoltà crescente, effettuando quindi prima quelle più semplici e meno profonde
(ma non necessariamente meno belle) e poi via via quelle un po più impegnative.
Le immersioni in ordine
di difficoltà
Considerando questi fattori, quindi, non è
mai consigliabile programmare dallItalia le immersioni che si effettueranno giorno
per giorno in quanto poi le circostanze potrebbero comunque costringere a variazioni del
programma, mentre è invece preferibile prenotare il pacchetto di immersioni per evitare
di trovarsi in loco con problemi ad immergersi a causa del tutto esaurito.
In ogni caso, per fornire un orientamento allarea, riportiamo di seguito alcune
delle più belle immersioni suddivise in ordine di difficoltà:
Facili:
Ras Kathy, Temple, Far Garden, Shark Bay, White Night, Uadi Ghozlani,
The Quai e la zona ridossata di Marsha Bereika (queste ultime tre a Ras
Mohammed);
Medie:
Ras Umm
Sidd, Fiasco, Paradise, Near Garden, Amphoras, Tower e Ras Nasrani tra
le "locals", Eel Garden, Ras Zaatir, Jackfish Alley, Anemone
City, The Observatory nella zona di Ras Mohammed;
Impegnative: I Reefs di Tiran (Jackson, Woodhouse, Thomas e
Gordon), Shark Reef e Jolanda Reef a Ras Mohammed, il relitto del Thistlegorm.
Molto spesso sia le immersioni di media
difficoltà che quelle più impegnative vengono condotte con la barca non ancorata, ma che
segue i subacquei nel loro percorso raccogliendoli quindi alla fine dellimmersione a
causa delle correnti talvolta piuttosto impetuose.
In ogni caso un buon assetto eviterà, oltre a spiacevoli discussioni con le guide locali,
tenute a controllare che il comportamento dei subacquei non danneggi la barriera, anche
eventuali dolorosi contatti con i molti organismi urticanti (corallo di fuoco, anemoni),
velenosi (pesce scorpione, pesce pietra, trigone maculato) e le escoriazioni dovute al
tagliente reef; permetterà inoltre, grazie alla migliore acquaticità, di ridurre la
fatica e con essa il consumo daria così da prolungare i magici momenti in questo
splendido angolo di Paradiso.
Testo e Foto a cura di Sergio Discepolo
& Manuela Bonacina
Atmosphera Diving
Camping Village Il Veliero - Argentario.
E-Mail: sdiscep@tin.it
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