LE MEDUSE
Incontrare alcune specie di meduse sott'acqua è uno spettacolo che offre
immagini indimenticabili. Il lento movimento e il loro « palpitare» permettono
un'attenta osservazione e lasciano al subacqueo un velo di mistero e curiosità.
Le meduse appartengono al phylum zoologico forse più noto ai subacquei: i Celenterati o
Cnidari. In questo gruppo, che mostra una grande varietà di forme (pensate al Corallo, o
agli anemoni di mare), vengono comprese tre Classi; quella delle meduse è denominata
Scifozoi (lett. = animali a forma di tazza). Il nome Cnidari proviene da particolari
cellule, gli cnidoblasti che contengono al loro interno una struttura urticante, la
nematocisti. Essa comprende un filamento avvolto su se stesso che viene espulso sotto
stimolo meccanico o chimico.
Alcuni Celenterati hanno queste cellule sparse lungo tutto il corpo, così, appena
l'animale viene sfiorato, le nematocisti scaricano il filamento che va a
"conficcarsi" nella pelle. La sensazione di bruciore è immediata e molto forte,
paragonabile ad una ustione.
Il corpo di una medusa è costituito da una forma a campana, detta ombrella, e da una
struttura allungata al di sotto, detta manubrio, che spesso si divide in più braccia e
tentatcoli. Le nematocisti sono collocate soprattutto sui tentacoli, per catturare le
prede. Per questo toccandole sull'ombrella, alcune meduse, non sono urticanti. Questi
particolari animali sono costituiti dal 98% di acqua, per questo, tolti dall'elemento
liquido si afflosciano e perdono ogni forma. Nell'ombrella c'è una struttura gelatinosa
detta mesoglea che consente alla medusa un migliore galleggiamento. Lo spostamento in
acqua infine è dato da fasci muscolari disposti lungo il margine interno dell'ombrella.
Quando le contrazioni terminano, l'animale affonda lentamente.
Le meduse più comuni del Mediterraneo sono 3: la Pelagia noctiluca, la Cotylorhiza
tuberculata e la Rhizostoma pulmo.
La Rhizostoma pulmo è la medusa di cui parlavamo all'inizio, può superare i 50-60 cm. di
diametro e le sue braccia sono corte e tozze. La colorazione è bianco latte-azzurrognola.
mentre il margine dell'ombrella è violetto. La superficie esterna dell'ombrella non è
urticante, mentre possono esserlo i tentacoli (ma, come al solito, dipende dalla
sensibilità individuale).
La medusa viene anche chiamata volgarmente "polmone di mare" a causa del tessuto
frastagliato, simile a quello polmonare, che è presente nella parte centrale delle
braccia.
La Pelagia noctiluga detta medusa luminosa perché di notte è fosforescente, è la più
pericolosa. Le sue dimensioni sono molto ridotte (circa 10 cm. di diametro) e il colore è
rosa-marroncino. Spesso se ne vedono interi banchi che ricoprono alcuni tratti della
superficie marina. Possiede tentacoli esili e lunghissimi, tanto a volte da riuscire a
"colpire" senza essere vista.
La Cotylorhizav tuberculata è molto particolare, ha un'ombrella a forma di disco ed una
serie di tentacoli terminanti anche essi con dei dischetti. L'aspetto è quello di un
cespuglio fiorito.....sottosopra! Sotto l'ombrella spesso si nota un gruppo di pesciolini
al ....pascolo che aspettano gli avanzi del pasto della medusa. Non è comunque una specie
pericolosa e può raggiungere i 30 cm. di diametro.
Tutte le meduse fanno parte del plancton, cioè di quegli organismi che non riescono ad
opporsi in modo determinante alle onde o alle correnti marine. Più precisamente, le
meduse, rientrano nella categoria del "megaplancton", cioè specie di grandi
dinensioni. Infatti, è bene ricordare che esiste tutta un'altra parte di plancton,
invisibile, che è la più numerosa. Gli organismi del plancton hanno perciò sviluppato
una serie di adattamenti tali da permettere loro la massima galleggiabilità. Le meduse,
ad esempio, hanno la caratteristica "ombrella" a forma di paracadute! Mentre gli
altri organismi sono più piccoli, invisibili ad occhio nudo, e restano
"fluttuanti" più facilmente.
La
riproduzione delle meduse è piuttosto complicata, consistendo di due fasi: una sessuale
ed una asessuale. Nel primo tipo, la riproduzione sessuale, la medusa femmina emette le
uova che vengono poi fecondate dal maschio. Comincia così una nuova vita sotto forma di
una piccola larva ciliata, la planula, che nuota per un po' di tempo nel mare. La planula
poi scende sul fondo marino e vi si fissa; successivamente assume un'altra forma: il
polipo. Questo polipo viene chiamato scifostoma ed è simile ad una piccola attinia o ad
una medusa capovolta.
A questo punto inizia la riproduzione asessuale, cioè il polipo comincia a sezionarsi
trasversalmente prendendo l'aspetto di una pila di piattini. Ogni "piattino",
detto efira, si stacca dall'organismo centrale, si capovolge e diventa piano piano una
medusa adulta. E affascinante, non è vero ?!
Lia Contessini
GRUPPO DEL LEONE MARINO - Roma
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