Salto di Tappa!
By Eric Schinazi and Joel Dovenbarger
Alert Diver Nov/Dec 96, p. 30
Tornare in acqua dopo un salto di tappa o quando si hanno i primi ed iniziali sintomi di
PDD?
La risposta è NO!
Omessa Decompressione.
L'omessa decompressione non significa sempre sintomi di PDD, ma il rischio è più
elevato.
La quantità di azoto disciolto nei tessuti _tensione di azoto - è misurata in termini di
"pressione parziale". Durante l'immersione, la maggior pressione ambiente fa
aumentare la tensione di azoto nei tessuti. Ogni gruppo di tessuti può sopportare una
determinata tensione di azoto senza formare bolle e sviluppare sintomi. Durante la
risalita, la pressione ambiente cala e la differenza di pressione fra la pressione
parziale di azoto ambientale e quella nei tessuti aumenta.
Se in un gruppo di tessuti (compartimento) c'è più azoto di quanto esso ne possa
tollerare, si possono formare delle bolle. Poiché la tensione di azoto nel tessuto è
elevata, dopo un'immersione, l'azoto diffonde nel flusso sanguigno, nei tessuti adiacenti
e nelle bolle gassose, se queste sono presenti. L'elevata pressione parziale di azoto nel
sangue giunge fino ai polmoni, dove si scarica nell'aria ambiente. Anche i tessuti
adiacenti assorbono azoto, fino a che non viene reaggiunto un equilibrio.
Alla fine l'azoto diffonderà anche dentro le bolle gassose, poiché si trova a pressione
parziale elevata, mentre la bolla gassosa è, per effetto delle leggi fisiche - Boyle
Mariotte - in equilibrio di pressione con l'ambiente esterno. L'effetto finale sarà
l'aumento del volume della bolla e l'insorgenza di sintomi.
Si potrebbe sostenere che se è la riduzione della pressione a provocare la formazione di
bolle, la reimmersione ne può, invece, causare la riduzione o la scomparsa.
Anche se ciò sembra così semplice ed efficace, in realtà il rischio è di aggiungere
altri problemi a quelli già esitenti. Anche se i sintomi, inizialmente, possono
regredire, essi tendono a ritornare, frequentemente assai peggiorati, e ad intensificarsi
ad ogni successiva reimmersione.
Reimmergendosi, infatti, più azoto penetra nelle bolle, anche dai tessuti adiacenti, e
con pressione parziale elevata.
A mali estremi .....
Procedure d'emergenza basate sulla respirazione subacquea di ossigeno al 100% sono state
sviluppate in Australia. Logisticamente, però, la procedura è complicata e richiede
speciali attrezzature ed adeguata specializzazione.
A maggior complicazione, inoltre, vanno considerati fattori quali le condizioni
metereologiche, la protezione termica, la necessità di scorte di gas per la vittima e per
gli assistenti. Peggio ancora, in caso di sospensione forzata del trettamento, i sintomi
del subacqueo possono gravemente peggiorare ed anche gli assistenti possono essere a
rischio di PDD.
La cosa migliore: OSSIGENO SUBITO!
L'immediata somministrazione di ossigeno serve a:
- aumentare l'eliminazione di azoto dai tessuti
- ridurre il volume delle bolle gassose
- aumentare l'ossigenazione dei tessuti sofferenti a causa delle bolle.
I vantaggi dell'ossigeno al 100% - IN SUPERFICIE! - superano di gran lunga quelli di
qualsiasi tentativo di ricompressione in acqua.

per saperne di più visita il sito del DAN Europe
torna alla pagina DAN