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Colpo di ventosa della maschera

Che cos'Ŕ il colpo di ventosa della maschera?
Proprio come per gli spazi d'aria presenti nei seni e nelle orecchie, anche lo spazio d'aria nella maschera deve essere compensato man mano che si scende in profonditÓ. Durante la discesa bisogna ricordarsi di compensare o di aggiungere aria all'interno della maschera, espirando attraverso il naso. La mancata compensazione potrÓ creare uno squilibrio di pressione fra lo spazio d'aria all'interno della maschera e la pressione vascolare all'interno di vasi sanguigni facciali.
I delicati vasi sanguigni vicino all'occhio possono infatti rompersi e causare un livido. Tale rottura pu˛ inoltre causare un edema periorbitale o un gonfiore intorno all'occhio. Ne risulterÓ un ristagno di sangue sottocongiuntivale, ossia al di sotto della mucosa che ricopre la parte bianca dell'occhio (sclera) e le superfici interne delle palpebre. Tale sangue (ematoma) si raccoglie infatti fra gli strati della congiuntiva e normalmente si riassorbirÓ dopo un certo periodo di tempo.
Come intervenire?
A meno che non vi sia la compresenza di dolore all'occhio o di problemi visivi, non esiste nessuna terapia per il barotrauma facciale, se non il tempo. Trattandosi di un livido, l'effetto del colpo di ventosa della maschera sarÓ gradualmente riassorbito dall'organismo. Dolore all'occhio o disturbi alla vista, quali visione sfuocata oppure perdita di parte del campo visivo, dovrebbero essere immediatamente segnalati al proprio medico o a un oculista.
I segni e i sintomi del colpo di ventosa della maschera potrebbero richiedere fino a due settimane e oltre prima di risolversi.


 

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