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| VISTI DA VICINO | |
VISTI DA VICINO.... gli erogatori
| AVVISO : le informazioni riportate in queste pagine sono sviluppate al fine di soddisfare la curiosità e l'interesse sugli argomenti trattati. IN NESSUN CASO le informazioni qui riportate possono essere utilizzate per programmare e realizzare immersioni. Uno specifico addestramento con un istruttore qualificato e certificato è richiesto per programmare e realizzare immersioni che prevedano l'uso di attrezzature subacquee di qualsivoglia tipo. |
Lequipaggiamento per immersioni SCUBA (Self Contained
Undewater Breathing Apparatus)consiste in un apparato di respirazione in immersione ad
aria compressa con circuito aperto; per apparato si intende un sistema completo di scorta
daria, riduttore/erogatore che , indossato dal sub, gli permette di respirare in
immersione.
Lo scopo di un sistema di erogazione è quello di ridurre la pressione dellaria
compressa presente nel contenitore (bombole) alla pressione ambiente e di fornire aria
quando richiesta.
EROGATORI
(parte prima)
Parte fondamentale nellequipaggiamento di un
subacqueo la svolge lerogatore (non a caso in molti lo definiscono il
"fedelissimo compagno dimmersione") è quindi importante che esso sia
sempre mantenuto in costante efficienza al fine di garantirci tante immersioni sicure e
divertenti.
Solo un minimo di cura ed attenzione sono necessarie per mantenere la vostra unità scuba
in perfette condizioni. La manutenzione ordinaria consiste , dopo essersi assicurati che
lingresso daria al primo stadio sia stato chiuso dal relativo tappo di
protezione , nel tenere immerso lerogatore in acqua dolce leggermente tiepida per
circa 10 minuti senza premere il pulsante di erogazione, dopo ogni giornata di immersione.
Altri accorgimenti ci consentiranno di preservare il nostro erogatore da guasti o
malfunzionamenti:
1) Assicurarsi ,allatto del montaggio dellunità scuba, che non vi siano
residui di acqua nei rubinetti della bombola
2) Tenere premuto il pulsante di erogazione ogni volta che si dà pressione al sistema.
3) Vuotare da eventuali residui di acqua il tappo di protezione del 1° stadio.
Il lavoro di manutenzione , che vada oltre i semplici accorgimenti sopra descritti, va demandato ad un centro tecnico abilitato e dovrà essere effettuato con scadenza annuale o ogni 50 immersioni.
Tipologia e funzionamento degli erogatori
Come detto prima lerogatore consente di ridurre la
pressione dellaria contenuta nella bombola ad un valore corrispondente a quello
ambiente.
Se la riduzione avviene con un unico balzo di pressione lerogatore sarà detto
"Monostadio", se invece tale riduzione viene effettuata in due fasi
avremo lerogatore "Bistadio" . Inventato nel lontano 1942 da
Cousteau e Gagnan, lerogatore monostadio oggi non viene più prodotto, tralasceremo
quindi il suo funzionamento, per dare più spazio ai ben più innovativi Bistadio.
Lerogatore
Bistadio, lo dice anche il nome, si compone di due parti principali :
il primo stadio, più massiccio generalmente costruito in ottone cromato
o satinato ed il secondo stadio , collegato al primo tramite una frusta,
è una scatola in ottone cromato o fibre plastiche ad alta resistenza.
Il primo stadio riduce la pressione dellaria ad un valore 8/12 atmosfere rispetto
alla pressione ambiente, tale riduzione avviene mediante un pistone o una membrana
bilanciate da una molla pretarata : in sostanza , allinterno del corpo del primo
stadio, cè una camera detta di espansione dove appunto laria ad alta
pressione proveniente dalla bombola si espande riducendosi; quando questa raggiunge un
valore di 8/12 bar superiore alla pressione ambiente (che si somma alla pressione della
molla) agisce sul pistone o la membrana , spostandoli , fino a chiudere il foro stesso di
mandata.
I primi stadi si suddividono in due tipi : Non
Bilanciati e Bilanciati.
In un primo stadio non bilanciato lerogazione è
consentita dallazione dell'alta pressione sulla superficie P1 della
pastiglia.
Se la pressione della bombola diminuisce, si riduce la spinta esercitata su P1e
proporzionalmente diminuisce la pressione intermedia e lerogazione.
La pressione ambiente agisce sulla superficie P2 , un suo incremento determina un
aumento della pressione intermedia esercitata sulla faccia superiore della testa del
pistone P3. Questi incrementi sono uguali ma si esercitano su superfici di grandezza
differente (la superficie interna della testa del pistone P2 è più piccola di quella
esterna P3).
La pressione intermedia subisce così un aumento
proporzionalmente inferiore a quello della pressione ambiente, perchè la stessa forza
agisce su una superficie maggiore . Si avrà quindi una minore erogazione a profondità
maggiori.
Nel primo stadio bilanciato sono stati eliminati tali
problematiche staccando semplicemente la pastiglia dal pistone che ha il gambo a sezione
cava; di conseguenza la pressione della bombola non viene più esercitata su di una
superficie , ma laria scorre liberamente nel gambo del pistone; perciò
lerogazione è indipendente dalle variazioni dellalta pressione.
Le due superfici P2 e P3 sono pressochè uguali, ciò riduce al minimo la differenza tra
laumento della pressione ambiente e lincremento della pressione intermedia.
Il secondo stadio è composto di:
1) una scatola o corpo
2) un pistoncino
3) una molla pretarata
4) una leva
5) una membrana
6) una valvola di non ritorno
7) un boccaglio
Laria , proveniente dal primo stadio tramite la
frusta, arriva al secondo stadio con una pressione che va dagli 8 ai 12 bar (a seconda
degli erogatori) e si arresta in prossimità del pistoncino che , coadiuvato dalla spinta
di una molla pretarata, chiude il sistema . Il pistone è collegato alla leva posta sotto
la membrana , che come un coperchio chiude ermeticamente la scatola del secondo stadio .
Possiamo definire questo sistema a richiesta daria.
Lerogatore a richiesta daria , comunque congeniato , eroga aria soltanto a
richiamo e questo non solo allatto del distacco (cioè lallontanamento del
pistoncino dalla sede di chiusura) ma anche per lintera fase inspiratoria; in altre
parole, il sub deve esercitare un prolungato ed intenso sforzo polmonare che aumenta in
proporzione alla quantità daria richiesta ed alla profondità.
La spiegazione del fenomeno è semplice, se si schematizza latto inspiratorio nelle
due seguenti fasi.
Prima fase (Fig. 1): con latto inspiratorio si crea una leggera depressione
allinterno della scatola del secondo stadio e ciò fa introflettere la membrana che,
agendo sulla leva, provoca lapertura del pistoncino posto alla fine della frusta ,
laria affluisce nella scatola di equilibrio e può essere respirata.
Seconda fase (Fig. 2): laria erogata , oltre ad uscire dal boccaglio invade la scatola del
secondo stadio e, creando un controflusso, tende a provocare il sollevamento della
membrana e della leva, provocando larresto dellerogazione .
Per vincere questo effetto il sub deve continuare a "succhiare" aria, il che
provoca un lavoro polmonare intenso, prolungato, ed altamente faticoso.
Fig. 1
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Fig. 2
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Misurando al banco prova i valori dello sforzo
dinspirazione che sono necessari per ottenere le varie quantità daria, si
ottiene la curva caratteristica dellerogatore a richiamo (Fig. 3) che , ovviamente, varia secondo
la profondità di impiego.
Sullasse verticale sono indicati i valori della "Portata" cioè della
quantità daria fornita dallerogatore ; sullasse orizzontale i valori
dello sforzo dinspirazione.
Risulta chiaro che le curve saranno tanto più faticose e di scarsa portata, quanto più
risulteranno a destra ed in basso.
| Fig. 3
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Fig. 4
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Dal diagramma (Fig. 4) risulta che lo sforzo polmonare è tanto maggiore quanto più
grande è la quantità daria richiesta. In profondità le cose peggiorano perchè la
quantità di aria necessaria aumenta drasticamente e laccresciuta densità e
viscosità dell'aria stessa rende intollerabile lo sforzo inspiratorio.
Con il passare degli anni , le aziende costruttrici, nel tentativo di migliorare le
prestazioni, hanno cercato, con successo, di ridurre al minimo questo sforzo respiratorio
al fine di rendere le immersioni più sicure e divertenti.
Il sistema di erogazione ad offerta, più comunemente chiamato "iniezione", non
deve costringere il sub a succhiare laria, ma deve invece "offrirla"
secondo lesigenza e senza richiedere sforzo.
La respirazione ad offerta si ottiene mediante lo sfruttamento del principio Venturi (Fig. 5): allapertura del
pistoncino del 2 stadio il getto daria , a pressione ambiente, viene guidato
direttamente verso il boccaglio mediante un tubetto iniettore e, per leffetto
Venturi, provoca una depressione nella scatola del 2 stadio, questa depressione mantiene
abbassata la membrana ED ELIMINA OGNI SUCCESSIVO SFORZO INSPIRATORIO (Fig. 6).
| Fig. 5
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Fig. 6![]() Erogatore ad offeta : diagramma dello sforzo polmonare |
Per illustrare il sottostante diagramma (Fig. 7) dobbiamo precisare che
il leggero sforzo di inspirazione che figura a destra dello zero è quello necessario al
"distacco", cioè corrisponde allimpulso iniziale che "innesca"
lerogazione provocando lapertura del pistone. Successivamente subentra
liniezione e lerogatore fornisce aria senza sforzo e con un ottima
sensibilità.
Per raffigurare questa azione favorevole, è stato necessario estendere il diagramma a
sinistra dello "sforzo zero" e creare la nuova zona della "inspirazione
agevolata".
| Fig. 7
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Per arrestare lerogazione sarà sufficiente una leggera
contropressione, che in pratica si crea cessando linspirazione .
Un esempio di quanto essa sia minima si può avere avvicinando il pollice al boccaglio
durante la fase di innesco : qualche millimetro prima di toccarlo, leffetto
"Venturi" cessa a causa dellostacolo che fa subito equilibrare la
pressione, risollevare la membrana e cessare lerogazione.
Lelevata sensibilità dei secondi stadi ad iniezione ha portato, al fine di gestire
al meglio leffetto Venturi, alla creazione di "deflettori di flusso"
regolabili atti a consentirci una migliore "personalizzazione" di tale effetto.
Illustrazione tratte da : Manuale Federale d'Immersione (FIPSAS) e da Manuale Tecnico Manutenzione (Technisub)
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