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| VISTI DA VICINO | |
VISTI DA VICINO.... gli erogatori
| AVVISO : le informazioni riportate in queste pagine sono sviluppate al fine di soddisfare la curiosità e l'interesse sugli argomenti trattati. IN NESSUN CASO le informazioni qui riportate possono essere utilizzate per programmare e realizzare immersioni. Uno specifico addestramento con un istruttore qualificato e certificato è richiesto per programmare e realizzare immersioni che prevedano l'uso di attrezzature subacquee di qualsivoglia tipo. |
EROGATORI
(parte seconda)
Limportanza di una periodica revisione
delle attrezzature scuba, è fondamentale per chi pratica limmersione subacquea
sia essa ricreativa, tecnica o commerciale .
Il malfunzionamento o peggio ancora la rottura, dellapparato scuba, potrebbe
mandare a monte la giornata, magari dopo esserci imposti una levataccia ed aver
percorso svariati chilometri per arrivare al luogo dimmersione.Ma il guaio
peggiore sarebbe quello di avere unimprovvisa rottura del sistema magari
mentre stiamo tranquillamente osservando una parete a - 33 mt.Anche se le conseguenze
fossero ridotte al solo spavento, nessun subacqueo vorrebbe vivere una tale
esperienza; ed è per questo motivo che un sub coscienzioso, che pratichi lattività
con frequenza costante per tutto larco dellanno, faccia controllare
e/o revisionare il suo erogatore presso un centro di assistenza tecnica specializzato,
di sua fiducia, almeno una volta lanno. La tendenza, purtroppo,
è quella di portare lerogatore non a revisionare, ma a riparare, una buona
percentuale di subacquei affida i propri erogatori ad un tecnico, quando ormai
la loro condizione di utilizzo è ridotta ad un bel fiorire di ossido e concrezioni,
ed il loro impiego risulta impossibile.
Allinterno degli erogatori vi sono delle parti in movimento, generalmente in ottone o acciaio, la cui tenuta alla pressione interna ed esterna, è demandata a delle guarnizioni di tipo"O-RING", la formazione di incrostazioni dovuta allingresso accidentale di acqua salmastra, lusura stessa delle guarnizioni o-ring, la scarsa lubrificazione delle parti di scorrimento, una errata manutenzione, un lungo periodo di inattività, sono tutte condizioni che possono contribuire al malfunzionamento dellerogatore.
Lerogatore, come una macchina, deve
essere calibrato su determinati valori dati dal costruttore stesso, quindi portare
lerogatore ad un centro specializzato, ci garantirà la competenza e lausilio
di una strumentazione adatta per una taratura ottimale del sistema.

Inoltriamoci ora in una officina , la prima cosa che ci colpisce è una macchina
cromata con acclusa una rubinetteria tipo bibombola, e quattro strumenti che
indicano: pressione di alimentazione, pressione minima di alimentazione (20
bar), pressione di taratura del 1 stadio e indicatore di sforzo di inspirazione.
Notiamo poi una serie di chiavi "dedicate" per lo smontaggio
dei più svariati modelli di erogatori.
Un tecnico al lavoro ci illustra come viene
effettuata una revisione:
come prima operazione si scollega il primo stadio dal secondo, vengono tolte eventuali fruste (jacket, manometro, octopus, etc.) e si comincia lo smontaggio del corpo del primo stadio (in questo caso un "pistone bilanciato") togliendo tutti i tappi delle uscite ausiliarie, viene poi posizionata una chiave alla presa di alta pressione che consente di : bloccare il corpo dellerogatore in morsa senza danneggiarlo, svitare il cappuccio dove ha sede la camera di bilanciamento ed estrarre il pistone; poi il trattenitore della brida da cui si estrae il filtro sinterizzato, ed infine il tappo portapastiglia.
![]() pezzi componenti il primo stadio |
![]() pezzi componenti il secondo stadio |
Tolte tutte le guarnizioni O-ring dalle loro sedi, lerogatore
(a pezzi) finisce dentro una vasca ad ultrasuoni con una soluzione disincrostante
atta a neutralizzare lazione salina; lo stesso procedimento lo subisce
il secondo stadio dopo essere stato separato da tutto le parti in gomma, che
verranno lavate con un semplice detergente.
Terminato il lavaggio, tutte le parti componenti lerogatore vengono immerse in acqua e poi asciugate, le guarnizioni vengono sostituite con delle nuove (tassativamente originali) ,e si inizia il procedimento di assemblaggio delle parti (un primo stadio a pistone è composto da ben 42 tra pezzi e guarnizioni).
Terminato il montaggio inizia la fase più delicata dellintera operazione: la taratura del primo e del secondo stadio.

Lerogatore viene collegato alla macchina, il primo stadio viene portato
alla pressione di esercizio ottimale (data dal costruttore), poi è la volta
del secondo stadio, qui con lausilio di "Dime" di regolazione
e di un sensibilissimo indicatore di sforzo inspiratorio/espiratorio, chiamato
MAGNHELIC, si regola lo sforzo ottimale di innesco del sistema di respirazione,
viene provata lalimentazione minima a 20 bar, poi il tutto viene lasciato
in pressione per circa 30 minuti, allo scopo di verificare se nel sistema ci
sia una perdita.
Tutti gli erogatori sottoposti a revisione
dovrebbero essere accompagnati da una scheda che, oltre a funzionare da garanzia,
indichi : il tipo e la matricola dellerogatore, il lavoro effettuato ed
eventuali parti sostituite, pressione di taratura, sforzo respiratorio, data
di presa in carico, giorni di lavorazione, data di resa, sede nella quale viene
effettuata la revisione ed infine nome e firma del tecnico.
Questa scheda seguirà passo passo lerogatore, come una cartella clinica
e consentirà di sapere il tipo di interventi effettuati, le parti sostituite,
e lultima revisione effettuata.
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