LA PAROLA AGLI ESPERTI - FOTOSUB

 

FENOMENI OTTICI D’INTERESSE
NELLE RIPRESE SUBACQUEE   (1) 

di Alberto Romeo

 

 

Prima di entrare nel vivo dei problemi specificatamente inerenti le riprese subacquee è bene familiarizzare, anche se possono sembrare un po’ noiose, con alcune leggi di fisica che regolano il comportamento della luce sott’acqua e per far cio’ mi serviro’ di foto e di alcuni disegni realizzati all’uopo.

I principianti sono spesso convinti che sott’acqua la quantità di luce sia scarsa e che a causa di cio’ siano necessarie le sorgenti artificiali di illuminazione per potere effettuare le riprese ; ebbene le loro convinzioni non sono del tutto giuste: basti pensare che soltanto oltre i 400 metri vi è il buio totale !

Alle profondità operative del subacqueo sportivo quasi sempre di luce ce n’è a sufficienza !


Assorbimento selettivo: solo la luce del flash riesce a ridare i veri colori,
infatti il sub in secondo piano è illuminato dalla sola luce ambiente ed appare
monocromaticamente azzurro in questa foto scattata a circa -30 m.

ASSORBIMENTO SELETTIVO

E’ questo il fenomeno ottico che ci interessa maggiormente nella pratica in quanto i colori scompaiono selettivamente, uno ad uno, man mano che aumenta la profondità.

La luce bianca è formata dalla sintesi di alcuni colori : ROSSO, ARANCIO, GIALLO, VERDE, BLU, INDACO, VIOLETTO e cio’ puo’ essere facilmente dimostrato facendo passare un raggio di luce bianca attraverso un prisma o più semplicemente osservando un arcobaleno.

Da un punto di vista fisico la luce è un "treno" di onde elettromagnetiche con una lunghezza d’onda comprese tra 380 e 750 millimicron; le onde elettromagnetiche la cui lunghezza d’onda non è compresa fra questi valori non è visibile ai nostri occhi come per esempio l’infrarosso, l’ultravioletto o le onde radio.

L’acqua funge quindi da filtro cromatico fermando i vari colori ad una determinata profondità a secondo della loro lunghezza d’onda.

Il ROSSO, per esempio, è il colore che scompare per primo, infatti di esso a -5 m. non ne rimane che il 5% . ma il suo assorbimento inizia già ad -1 m. così come a -5 m. quello dell’ARANCIO ed a -10 m. quello del GIALLO e così via via seguendo la scala cromatica dello spettro.

E’ proprio a causa di questo fenomeno che da una certa profondità, circa -30 m., il paesaggio sottomarino ci appare monocromaticamente VERDE-AZZURRO per diventare sempre più schiettamente azzurro.

Ma di luce per fare le nostre riprese ne avremo a sufficienza con il "solo" handicap di fare immagini monocromatiche !

 

Ma l’assorbimento selettivo dei colori non dipende soltanto dalla profondità , ma essenzialmente dalla massa d’acqua che è posta tra la superficie ed il soggetto e fra questi ed il nostro obiettivo (o il nostro occhio).


L'assorbimento selettivo dei colori dipende non solo dalla profondità, ma anche dal percorso totale
della luce e cioè dalla somma delle distanze tra la superficie ed il soggetto e fra questo e l'obiettivo.
Per esempio, nei casi proposti in questo disegno il percorso totale della luce è sempre di 4 metri, quindi
l'assorbimento selettivo dei colori è uguale. Ai fini qualitativi però risulterà migliore la foto scattata ad
1 metro di distanza obiettivo-soggetto, anche se è fatta ad una profondità maggiore, e ciò perché c'è
una massa d'acqua notevolmente inferiore tra la macchina fotografica ed il soggetto per cui risulteranno
minori gli effetti dovuti al fenomeno della diffusione e la foto avrà un miglior contrasto ed una maggior
definizione rispetto a quella scattata a 3 metri di distanza obiettivo-soggetto

 

E’ quindi proprio a causa del fenomeno dell'assorbimento selettivo dei colori che è indispensabile (tranne alcuni casi ) utilizzare le fonti artificiali d’illuminazione come i flashes ed i fari i quali servono principalmente a ridare i veri colori ai nostri soggetti illuminandoli da una distanza tale da non essere influenzati dall’assorbimento selettivo.


Confrontando queste due foto, scattate ad una profondità di 10 metri, si può notare
come l'utilizzo del flash annulli gli effetti del fenomeno dell'assorbimento selettivo dei colori.
Nella Foto A, scattata a luce ambiente, gli unici colori integri sono il giallo della pinna, il
verde-giallo delle alghe e l'azzurro della muta e dello sfondo, poiché a questa profondità
non sono stati ancora assorbiti. I bianchi hanno una tonalità azzurra.
Nella Foto B, fatta a luce ambiente più flash, i rossi (della stella marina e dello snorkel)
sono visibili ed i bianchi sono più "puliti". Inoltre, la luce del flash ha contribuito anche a
schiarire le ombre e all'interno della maschera e  sono ben evidenti gli occhi del soggetto.
Le rocce sullo sfondo non hanno subito variazioni cromatiche poiché la luce del flash non
è riuscita ad illuminarle e in entrambe le foto esse sono a luce ambiente.

 

Noi comunque percepiamo la realtà in modo diverso dalla fotocamera o dalla videocamera e ciò perchè il nostro occhio non è come un obiettivo e costituisce un unicum indissolubile con il cervello che elabora le immagini, effettua una interpretazione della realtà con le informazioni che giungono dalla memoria e quindi costruisce un’immagine che non esiste realmente (basti pensare al cinema in cui trasformiamo un insieme d’immagini singole in immagini in movimento).

Si può quindi affermare che vedere è un fenomeno "culturale" in quanto è una delle manifestazioni della memoria .
A causa di questa nostra capacità spesso ci accade di "vedere" determinati colori ad una profondità alla quale non possono esistere e ciò accade specialmente per il ROSSO; bene, per questi motivi dobbiamo abituarci a "decerebrare" la nostra percezione visiva ed a vedere solo con l’obiettivo della nostra camera per non avere brutte delusioni nel rivedere le riprese che abbiamo effettuato.

 

IL MIO MARE: sito fotosub di Alberto Romeo


torna all' indice