![]() |
|
| LA PAROLA AGLI ESPERTI - FOTOSUB | |
FENOMENI OTTICI DINTERESSE
NELLE RIPRESE SUBACQUEE (2)
di Alberto Romeo
Continuiamo la trattazione dei fenomeni ottici che c'interessa conoscere per fotografare sott'acqua.
RIFLESSIONE
La luce solare, al suo impatto con la superficie
dell'acqua, perde il 30% della sua intensità e, nelle migliori condizioni, di essa ne
passa anche 98%; tutto ciò è dovuto al fenomeno della
riflessione :
in pratica la superficie dell'acqua si comporta come uno specchio, anzi come le lenti di
quegli occhiali a specchio i quali sì sono specchi ma lo sono solo per una determinata
percentuale di luce; infatti lasciano passare una certa quantità luce (altrimenti
sarebbero inutilizzabili !).
La quantità di luce che riesce a penetrare sotto la superficie dipende da vari fattori:
lo stato del mare, l'angolo che il raggio di luce forma con la superficie del mare e cioè
l'orario, se il sole è allo Zenit ne viene riflesso solo il 2 % , ma quando la sua
posizione è bassa sull'orizzonte ne puo' essere riflesso anche il 30 %.

Quando il raggio di luce A supera la supeficie
dell'acqua passa da un mezzo di minore
densità ad uno di maggiore densità, per cui a causa del fenomeno della
rifrazione
viene deviato dalla sua direzione nel punto di contatto aria/acqua e tende
ad avvicinarsi alla perpendicolare della linea di contatto tra i due elementi.
Se un raggio di luce B riflesso dal fondo verso la superficie la colpisce con un angolo
d'incidenza maggiore di 48,5° viene riflesso verso il fondo con un angolo uguale, questo
effetto viene chiamato fenomeno della riflessione; se l'angolo
d'incidenza è inferiore
a 48,5° il raggio fuoriesce dall'acqua e subisce il fenomeno della
rifrazione.
RIFRAZIONE
Cominciamo a seguire il nostro raggio di luce: superando la
superficie del mare esso passa da un mezzo meno denso quale è l'aria ad uno più denso
(l'acqua), per cui, sottostando al fenomeno della
rifrazione (figura n. 1) viene deviato dalla sua direzione proprio
nel punto di contatto aria/acqua e tende ad avvicinarsi alla perpendicolare della
superficie di contatto dei due elementi.
Questo fenomeno è di grande importanza per il fotosub e conoscerne i segreti aiuta a
capire molti fenomeni che c'interessano in pratica.
Ciò spiega per esempio il motivo per cui quando mettiamo i nostri occhi,
"progettati" per funzionare in aria, sott'acqua, vediamo tutto sfuocato : essi
si comportano come se fossero ipermetropi di circa 40 diottrie e quindi non riusciamo a
mettere a fuoco le immagini. Se invece mettiamo la maschera, se cioè frapponiamo tra
l'acqua ed i nostri occhi una bolla d'aria, i raggi di luce, sottostando al fenomeno della rifrazione, permettono al
nostro occhio di mettere a fuoco le immagini; in questo caso però il nostro soggetto ci
apparirà più' vicino di ¼ e più grande di 1/3. In pratica è come se mettessimo una
lente d'ingrandimento davanti gli occhi !

Tutto quanto sopra detto a proposito della rifrazione mi serve per puntualizzare un
concetto che spesso i principianti non hanno ben chiaro e cioè quello dalla messa a fuoco
con le macchine fotografiche subacquee tradizionali: essa rappresenta un problema nella
stessa misura in cui lo è per le foto "terrestri".
Tra l'obiettivo della nostra macchina fotografica subacquea e l'acqua c'è uno strato
(più o meno grande) di aria così come tra il nostro occhio e la maschera per cui
l'obiettivo "vede" con le stesse modalità e con gli stessi errori con cui vede
il nostro occhio, quindi se un pesce è posto ad 1 m. dal nostro occhio, noi lo stimiamo a
0,75 m., ma anche "l'occhio" della nostra fotocamera, cioè l'obiettivo lo vede
a 0,75 m. quindi sia il nostro occhio, sia l'obiettivo fanno lo stesso errore ! ! Per cui
non esiste problema di sorta, se non quello d'imparare a valutare la distanza ad occhio.

E' chiaro che con le macchine reflex ed a
maggior ragione autofocus non si pone neanche questo problema .
Un altro importante problema dovuto al fenomeno della
rifrazione è quello della riduzione del campo visivo provocato
dall'aumento della lunghezza focale dell'obiettivo
Un obiettivo di 35mm. (che ha un campo visivo di 63°) diventerà un 47mm. con un campo di
50°.
Un obiettivo normale da 50 mm. (che ha un campo di 47°) diventerà un 67 mm. (con un
campo di 36°).
Ciò spiega la necessità di usare sott'acqua ottiche a corta focale in quanto si cerca di
avvicinarsi sempre al massimo al soggetto per interporre la minor massa d'acqua possibile.
Questa regola ha la sua eccezione comunque nell'uso di ottiche medio tele-macro per la
caccia fotosub.
Anche l'uso di oblò a cupola risolve questo problema ma ne parleremo nel capitolo
specifico.
ESTINZIONE
Avevamo lasciato il nostro raggio di luce subito dopo
l'attraversamento della superficie e c'eravamo addentrati sui problemi inerenti il
fenomeno della rifrazione.
Vediamo un po' cosa avviene successivamente al nostro raggio: esso diminuisce gradatamente
d'intensità man mano che attraversa l'acqua dando luogo al fenomeno
dell'estinzione infatti, l'energia luminosa viene in parte convertita
in calore (l'acqua si riscalda) ed in parte assorbita.
Rispetto all'intensità della luce presente al di sopra della superficie, ad 1 m. essa è
mediamente ridotta ad ½ ; a 10 m. ad ¼ ; a 20 m. ad 1/8 ; e così via fino al buio
assoluto che si ha oltre i 400 m.
e diffusa (fenomeno della diffusione)
in tutte le direzioni dalla miriade di particelle presenti in sospensione.
DIFFUSIONE
Il nostro raggio di luce incontra nel suo cammino
attraverso l'acqua una miriade di particelle (plancton, sabbia, etc.) in sospensione; ciò
comporta sia un generale indebolimento dell'intensità luminosa sia, cosa più importante,
una diffusione dell'illuminazione con conseguente attenuazione dei contrasti, per cui si
attenuano le ombre e la demarcazione tra le zone chiare e scure tende a scomparire.
Ma questi indebolimementi della intensità della luce non creano grandi problemi poiché
la quantità di luce è sufficiente ad impressionare la pellicola con il "solo"
problema di fare immagini monocromatiche, come abbiamo visto nel capitolo dedicato all' assorbimento
selettivo.

RIEPILOGO DEI FENOMENI OTTICI
Una parte del raggio di luce solare viene riflessa dalla superficie dell'acqua (fenomeno
della
riflessione), superata la superficie il raggio di luce viene deviato a causa
del fenomeno della
rifrazione, contemporaneamente inizia il fenomeno della
diffusione provocato dalle particelle
in sospensione che diffondono la luce in tutte le direzioni; man mano che il raggio di
luce scende in
profondità inizia il fenomeno dell'estinzione che porta alla
progressiva diminuzione dell'intensità
luminosa fino al buio assoluto. In concomitanza a questi fenomeni, che interessano
essenzialmente
la quantità di luce, si manifesta anche il fenomeno dell'assorbimento
selettivo dei colori per
cui l'acqua funge da filtro cromatico fermando i vari colori ad una determinata
profondità a secondo
della loro lunghezza d'onda, sino a raggiungere una tonalità monocromatica azzurro-verde
IL MIO MARE: sito fotosub di Alberto Romeo
torna all' indice