LA PAROLA AGLI ESPERTI - FOTOSUB

 

FENOMENI OTTICI D’INTERESSE
NELLE RIPRESE SUBACQUEE   (3) 

di Alberto Romeo

 

 

Nelle associazioni in cui ci si occupa di riprese subacquee spesso si sente dire : " Per fare buone riprese sub bisogna avere un grandangolo ! "

Vediamo quali sono i motivi di questa affermazione :
1) I grandangoli permettono di avvicinarsi di piu' al soggetto da riprendere e quindi consentono di interporre la minor quantità di acqua per fare foto piu' nitide , piu' incise con colori più vivi, più saturi, più reali, in pratica contrasteremo più agevolmente il fenomeno della diffusione e dell'assorbimento selettivo, inoltre permettono di fotografare anche grandi soggetti come relitti o grossi pesci e mammiferi marini.
Usando il flash si possono usare diaframmi piu' chiusi e quindi avere una maggiore profondità di campo .
Sfruttando il fenomeno della distorsione prospettica possono essere utilizzati per evidenziare o minimizzare parti dello stesso soggetto o un soggetto rispetto ad un altro, in parole povere ci aiutano nella composizione della immagine e nella creatività.
2) I grandangoli danno una maggiore profondità di campo e quindi diminuiscono i rischi di foto con soggetti sfuocati.

Vediamo ora quali possono essere gli svantaggi dell'uso dei grandangoli :
1) La distorsione prospettica sopra accennata può essere indesiderata e quindi dannosa all'armonia dell'immagine per cui il suo sfruttamento esige una certa esperienza.
2) L'aumento della profondità di campo può essere non desiderato quando per esempio c'interessa "isolare" un soggetto dagli altri piani di messa a fuoco.
3) Non è adatto a fotografare i pesci in quanto bisognerà avvicinarsi maggiormente rispetto ai grandangoli per avere una riproduzione di eguali dimensioni, con maggiori possibilità quindi di spaventare il pesce.

Vediamo di approfondirne il significato di queste affermazioni specialmente da un punto di vista ottico.
Gli obiettivi sono considerati : grandangoli, normali, tele, in rapporto alla quantità di "informazioni" che, passate da quel tipo di ottica , viene "intercettata" dalla pellicola posta sul suo piano focale.
E' questo il motivo per cui l'obiettivo "normale" di una macchina di formato 24x36 (es. NIKONOS) ha una lunghezza focale (cioè la distanza fra il piano della pellicola ed il centro ottico dell'obiettivo) di circa 45 mm, mentre lo stesso obiettivo è considerato un grandangolo per una macchina di formato 6x6 ( Hasselblad, Rollei ) in quanto questo formato alla sua distanza focale, essendo più grande del 24x36, riesce ad "intercettare" una maggiore quantità d'informazioni (di immagine). Quindi le proprietà di queste informazioni e quelle dei vari tipi di obiettivo non determinano in assoluto la profondità di campo né l'angolo di campo né quale prospettiva avrà un obiettivo ma tutto cio' soltanto relativamente al formato di pellicola utilizzato.
Per capire la relazione fra profondità di campo e distanza dal soggetto, è necessario parlare prima della prospettiva che può essere definita come la relazione spaziale tra i vari oggetti presenti nella immagine e che si trovano a differente distanza dal punto in cui è posto l'obiettivo.
In pratica una foto fatta con un grandangolo includerà più campo di una fatta con un tele alla stessa distanza obiettivo/soggetto.


In una foto esisteun solo piano di messa a fuoco in quanto tutti i punti che si trovano davanti e dietro a questo
piano diventano progressivamente sfuocati e siccome queste informazioni tridimensionali vengono riportate
su di un paino a due dimensioni esse ci vengono rese come dei cerchi chiamati "cerchi di confusione".
In pratica man mano che i punti si allontanano dal piano di messa a fuoco si trasformano in cerchi che,
superato un certo diametro, ci danno l'impressione dell'immagine sfocata.
Supponiamo di fotografare con un grandangolo 3 pesci di uguali dimensioni, ma posti su piani diversi, con
il piano di messa a fuoco posto sul secondo pesce. Osservando il FOTOGRAMMA NON INGRANDITO tutti
e tre i pesci appariranno a fuoco perché i cerchi di confusione sono entro limiti accettabili per i nostri occhi;
osservando invece il FOTOGRAMMA MOLTO INGRANDITO il primo ed il terzo pesce appariranno sfocati
perché con l'ingrandimento si saranno ingranditi anche i cerchi di confusione.

 

Altro punto interessante, ma ostico a comprendere a riguardo, è che considerando delle uguali aree di copertura del fotogramma la profondità di campo risulterà la stessa sia che si usi un grandangolo che un teleobiettivo anche se ciò può sembrare contrario a quanto detto prima.
Vediamo perché : consideriamo che un obiettivo altro non è se non un punto di raccolta di raggi luminosi che da una parte "trasforma" una grande immagine tridimensionale (uno squalo) in una piccola immagine bidimensionale virtuale e che dall'altra la proietta sul piano della pellicola (la foto dello squalo ).
La lunghezza focale della lente (sia che si tratta di tele o grandangolo) non ha importanza visto che tutte le informazioni che si trovano da una parte (lo squalo) verranno trasmesse dall'altra (la foto dello squalo); la sola differenza è che nella praticagli obiettivi a lunghezza focale più lunga (tele) trasmettono un immagine più stretta rispetto a quelli a lunghezza focale piu' corta (grandangolari).

15 mm.           28 mm.           35 mm.

Con questa simulazione viene mostrata la diversa ampiezza del campo
inquadrato con obiettivi a diversa lunghezza focale a distanza costante.
La prima a sinistra è ripresa con un 15 mm. le altre, rispettivamente,
con un 28 mm., un 35 mm., un 50 mm. e un 110 mm.
Da notare come è significativa la differenza di campo inquadrato tra un
15 mm., con cui si riesce a riprendere la scena per intero, ed il 110 mm.,
con cui riusciamo ad inquadrare la sola testa del subacqueo.  

50 mm.            110 mm.

 

 

IL MIO MARE: sito fotosub di Alberto Romeo


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