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| LA PAROLA AGLI ESPERTI - FOTOSUB | |
LE PELLICOLE DEL FOTOSUB
di Alberto Romeo
LA SENSIBILITA'
La sensibilità (o velocità o rapidità) di una pellicola può essere definita come la
sua capacità a registrare la luce in misura maggiore o minore.
Quanto maggiore è la sensibilità, tanto minore è la quantità di luce necessaria ad
impressionare la pellicola ( e viceversa).
Le pellicole più sensibili danno una maggiore grana ( granulosità della pellicola) ed
una diminuzione dei contrasti rispetto a quelle meno sensibili.
La sensibiltà delle pellicole veniva misurata fino a non molti anni fa con due diversi ed
indipendenti sistemi il D.I.N. ( Deutche Industrie Normen) sistema
tedesco e lo statunitense A.S.A. (American Standard Association); ma in
questi ultimi anni il sistema A.S.A. ha avuto il sopravvento sul più complesso sistema
DIN per cui è universalmente usato su tutte le pellicole infatti la scala ASA raddoppia
la sensibilità ogni volta che raddoppia il suo valore rendendo quindi intuitivo il suo
uso.
Le pellicole più utilizzate dai fotosub sono quelle invertibili (diapositive) con una
sensibilità comprese tra 50 e 100 ASA. in quanto in questa fascia si ha un buon
compromesso fra sensibilità , grana e contrasto, di solito si preferisce usare le
sensibilità più basse per la macro e quelle più alte per il campo lungo.
La scelta delle diapositive rispetto al negativo e quindi alle stampe ha vari motivi :
1) Le stampe da negativi difficilmente possono essere cromaticamente così fedeli alla
realtà come le diapositive.
2) Dalle diapositive si possono ottenere ottime stampe
3) Dalle diapositive si possono ottenere per duplicazione un numero illimitato di copie
4) Le diapositive sono più economiche
5) Per la pubblicazione su libri o riviste sono richieste le diapositive
6) Mai una stampa potrà eguagliare una diapositiva proiettata sia per brillantezza di
colori che per tridimensionalità
7) Con le diapositive si possono realizzare diaporami e multivisioni
A questo punto non aspettatevi che io vi consigli questa o quella marca ma vi ripeto
quello che mi disse una volta il grande Victor Aldo De Sanctis : " La migliore
pellicola è quella che si conosce meglio, della quale si è imparato col tempo a
conoscere pregi e difetti ".
Scegliete quindi una pellicola invertibile tra le marche più diffuse e cominciate a
conoscerne i segreti.
LATITUDINE DI POSA
Per una buona fotografia bisogna esporre la pellicola ad una determinata quantità di luce
che può essere variata di poco per ottenere una foto correttamente esposta, questa
tolleranza dipende dalla latitudine di posa che è appunto la qualità di una pellicola a
sopportare errori di esposizione.
Maggiore sarà la sensibilità della pellicola, più grande sarà la sua latitudine di
posa ( e viceversa).
ESPOSIZIONE
Per variare l'esposizione e cioè la quantità di luce che giunge alla pellicola, possiamo
agire in due modi :
1) VARIARE IL TEMPO DI ESPOSIZIONE
2) VARIARE L'APERTURA DEL DIAFRAMMA
L'apertura del diaframma ( f / ) che controlla, per mezzo di un foro di diametro
variabile, la quantità di luce che passa attraverso l'ottica, è indicata sull'obiettivo
da una serie di numeri che di solito sono : 22-16-11-8-5,6-4-2,5 (possono comunque esserci
variazioni ai due estremi della scala).
E' invece la velocità di chiusura della tendina ( T ) che regola la quantità di luce
che, passata attraverso l'ottica, giunge sulla pellicola.; essa è riportata su
un'apposita ghiera dei tempi sulla quale sono scritti alcuni valori : 30-60-125-250-500
(con le solite varianti ai due estremi della scala). Questi numeri rappresentano il
denominatore di una frazione, nel senso che 30 significa che la velocità di chiusura è
di 1/30 di secondo (e così via).
LEGGE DELLA RECIPROCITA'
Se vogliamo fare giungere sulla pellicola sempre la giusta quantità di luce, chiudendo di
uno stop il diaframma (passare cioè da un numero più basso come f/ 5,6, ad uno più alto
f/8) dobbiamo aumentare il tempo di esposizione di un valore : da 60 a 30.
Ciascun valore di diaframma (f / ) fa passare (attraverso l'obiettivo) rispetto al
precedente
(a valore numerico più grande) una quantità di luce doppia a prescindere dalla lunghezza
focale dell'obiettivo : nel linguaggio fotografico si dice che f / 5,6 è una apertura
maggiore di uno stop rispetto a f / 8 ; analogamente accade per la scala dei tempi i quali
, passando da un valore più basso T 125 , ad uno piu' alto T 60, fanno passare sulla
pellicola una quantità di luce doppia ( infatti non dobbiamo dimenticare che questi
valori rappresentano delle frazioni 1/125 ; 1/ 60).
IN PRATICA, SECONDO LA TABELLA DI SOTTO RIPORTATA, L' ESPOSIZIONE RIMARRA' INALTERATA
QUALUNQUE COPPIA DI TEMPO DIAFRAMMA USEREMO :
T 1/30 f /22
T 1/60 f/16
T 1/125 f/11
T 1/250 f/8
T 1/500 f/5,6
Starà a noi scegliere la coppia migliore per quella determinata foto. Se per esempio
dobbiamo fotografare soggetti in rapido movimento sceglieremo tempi veloci , se altrimenti
vogliamo privilegiare le profondità di campo sceglieremo diaframmi piu' chiusi così come
se vogliamo escludere la luce ambiente usando il flash.
IL MIO MARE: sito fotosub di Alberto Romeo
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