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| L'ANGOLO TECNICO | |
| AVVISO : le informazioni riportate in queste pagine sono sviluppate al fine di soddisfare la curiosità e l'interesse sugli argomenti trattati. IN NESSUN CASO le informazioni qui riportate possono essere utilizzate per programmare e realizzare immersioni. Uno specifico addestramento con un istruttore qualificato e certificato è richiesto per programmare e realizzare immersioni che prevedano l'uso di attrezzature subacquee di qualsivoglia tipo. |
MUTE IN NEOPRENE
COIBENZA TERMICA - ABBIGLIAMENTO TECNICO
La dispersione termica in acqua è da sempre un fattore
cardine dell'immersione subacquea, sottovalutare quest'aspetto significa purtroppo
incorrere in eventi di difficile gestione, quale l'ipotermia, lo stress, l'irrigidimento
muscolare etc.etc. -
Le valutazioni al proposito, peraltro medico-scientifiche, quali il personale adattamento
al freddo , la costituzione diversa di ognuno (masse grasse - masse magre),
l'alimentazione pre/immersione, e tutti quei diversi fattori che incidono nella personale
resistenza al freddo, non vogliono trovare una collocazione in questo articolo, ma
semplicemente introdurci nella sempre più complessa scelta della muta subacquea che
andiamo ad usare in occasione delle nostre immersioni .-
I precursori di questo sport, ricorderanno le prime mute realizzate con gomma PIRELLI, certo di tempo n'è passato e il materiale che ha
sostituito più egregiamente quella indimenticabile muta è il Neoprene;
tecnicamente chiamato POLICLOROPRENE, fu
scoperto nei laboratori DU PONT nel 1931 da Arnold
Collins, chimico e ricercatore meno conosciuto del suo collega Fallace Carrothers che
nello stesso anno inventò il NYLON.-
Il neoprene (questo è il suo nome
commerciale) è stato il primo elastomero di sintesi (una gomma) ad avere successo
commerciale, oggi utilizzato nelle più diverse applicazioni,
automobilistiche-mediche-industrali (nelle sue mille categorie) e sportive nel nostro
caso, si presenta come una gomma porosa, costituita da cellule gassose distribuite
uniformemente in tutta la sua massa (Fig.1)
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Quando parliamo di peculiarità del "neoprene" ci riferiamo,
nel nostro caso, alla sua elasticità, la sua resistenza allo schiacciamento e la sua
capacità "di scaldarci"..
La densità e perciò direttamente proporzionata ai vari tipi di "schiume" di
cui esso è composto, nelle schiume altamente "dense"(dure) troviamo
applicazioni prettamente industriali, in quelle mediamente dense (medio dure) cominciamo a
vedere il neoprene impiegato nella nostra vestizione (stagne in precompresso),in quelle
morbide (mute umide) troviamo l'applicazione più comune, quale per l'appunto le mute
umide in generale, in quelle morbidissime troveremo le applicazioni mediche (tutori ecc
ecc).
La sua coibenza termica è direttamente proporzionata al suo spessore, maggiore sarà
quest'ultimo e maggiore sarà la sua capacità di non farci perdere calore.- Per
concludere, maggiore sarà la densità (o durezza) minore sarà la sua elasticità.
In fase di lavorazione il neoprene si presenta come una massa da ridurre in fogli di
spessore diverso, in questa fase di "taglio" le cellule vengono conseguentemente
"aperte" (Fig.2), il neoprene allora viene identificato come "Neoprene a cellula aperta o spaccato",
diversamente viene scottato in superficie , diventando così "Neoprene
a cellula chiusa o liscio" (Fig.3).
Cellula aperta![]() Fig.2 |
Cellula chiusa![]() Fig.3 |
In una seconda fase di lavorazione il neoprene viene rivestito su una o entrambe le sue superfici diventato così monofoderato (Fig.4) o bifoderato (Fig.5), anche in questo caso potrà essere in cellula chiusa o cellula aperta (Fig.6) (Fig.7)
| Monofoderato a cellula chiusa Fig.4 |
Bifoderato a cellula chiusa Fig.5 |
| Monofoderato a cellula aperta Fig.6 |
Bifoderato a cellula aperta Fig.7 |
La sostanziale differenza tra un cellula
aperta e un cellula chiusa, sta nella straordinaria elasticità del primo, (pari a 2 o 3
volte al cellula chiusa); tuttavia, la fragilità del cellula aperta trova una piccola
applicazione nel monofoderato, quello che per intenderci viene comunemente usato per la
tenuta del polsi, delle caviglie e del collo della nostra muta .- Ragione vorrebbe, che
per elasticità e aderenza, la cellula aperta sarebbe il più indicata per quest'utilizzo,
ma la delicatezza e la forte aderenza di questo tipo di neoprene, lo farebbe diventare
presto "antipatico", non a caso è frequente notare gli apneisti, fare largo uso
di talco o acqua saponata per indossare le loro mute che altrimenti diventerebbero davvero
scomodissime da indossare perché non "scivolose".-( quasi sempre realizzate in
cellula aperta interna).-
Quando andiamo a parlare dei "foderati", andiamo a trattare una
parte del neoprene subacqueo davvero poco conosciuta e troppo spesso confusa in ordine ai
numerosissimi termini commerciali che le aziende usano per identificare i loro prodotti,
cominciamo a dire che l'80% del neoprene comunemente usato nella subacquea è foderato in Nylon, mentre una parte minore è foderata con
materiali più particolari.
Il neoprene "morbido" allo stato puro, (senza fodere) è una gomma
particolarmente fragile, basta una leggera trazione per romperlo, strapparlo e
danneggiarlo seriamente, la sua forza, la sua resistenza,è data appunto dalle fodere .-
Come già detto il neoprene piu comunemente usato è il bifoderato nylon/pusch,
nylon all'esterno e push all'interno, il push
è un tessuto sintetico molto simile ad una spugna che rende più scivoloso e comodo
l'indossare la nostra muta, contestualmente trattiene il velo d'acqua che scaldandosi
contribuirà a rendere la nostra immersione più piacevole.
Questa combinazione, nel rispetto di una gomma neoprenica d'alta qualità, prevalentemente
orientale, ci fornisce in base agli spessori impiegati un'ottima elasticità e morbidezza,
quando però andiamo ad impiegare fodere più particolari quali gli ultrastrech,
questa elasticità aumenta proporzionalmente alla bontà delle fodere impiegate . Il
motivo del largo uso del nylon sta nei costi contenuti di quest'ultimo, mentre per gli
ultrastrech o le likre i costi sono assai piu elevati perciò meno
concorrenziali.
A parità di gomma le fodere usate possono in base al colore, ispessire o irrigidire il
neoprene, una fodera nera per esempio è solitamente molto sottile, proprio in
considerazione di un'eventuale trasparenza causata dal contatto con l'acqua , mentre al
suo opposto una fodera bianca, per non far trasparire il nero della gomma sarà molto più
spessa, a scapito dell'elasticità del neoprene sul quale verrà posizionata, ecco perché
a volte uno stesso modello provato con colori diversi ci darà la sensazione di essere piu
o meno morbido del precedente.
Mute umide, semistagne,
stagne
Cominciando a discutere quali e quante sono le mute piu
comunemente usate nella subacquea và sottolineata l'importanza della compressione di
questo materiale dovuta alla pressione cui è sottoposto in fase di immersione.
Inutile citare leggi e fisiologia d'immersione, che vi sarà stata certamente e
abbondantemente spiegata dai vostri istruttori, ma vale la pena illustrare cosa succede al
nostro neoprene mentre scendiamo nel blu che tanto amiamo.
Così come il nostro corpo anche il neoprene subisce uno schiacciamento proporzionale alla
profondità che andiamo a raggiungere, così se all'esterno avrà quest'aspetto (Fig.8) a
-10 / -20/ -30 ne avrà altri ( Fig.9-10-11)
Fig.8 |
||
- 10 m![]() |
- 20 m![]() |
- 30 m |
| Fig.9 | Fig.10 | Fig.11 |
Ecco spiegato, peraltro in modo molto semplice il perché molti spessori...
Muta |
Spessore |
Tipo |
Cerniere |
Uso |
Materiale |
Mute umide |
3mm bifoderate senza push |
Monopezzo |
Cerniere presso fuse plastica |
Tropicali |
Neoprene schiuma media |
5mm bifoderate con push |
Mono o doppio pezzo |
Cerniere presso fuse plastica |
Acque temperate |
Neoprene schiuma media |
|
6 o 7 mm bifoderate con push |
Mono o doppio pezzo |
Cerniere presso fuse plastica |
Acque fredde |
Neoprene schiuma media |
|
Mute semistagne |
5mm bifoderate con push |
Monopezzo |
Cerniera stagna |
Acque temperate |
Neoprene schiuma media |
6.5 o 7 mm bifoderate con push |
Monopezzo |
Cerniera stagna |
Acque fredde |
Neoprene schiuma media |
|
Mute stagne |
2 o 4mm monofoderato |
Monopezzo |
Cerniera stagna + valvole |
Acque fredde |
Neoprene precompresso schiuma alta densità |
7 / 8 / 9 / 10 mm monofoderato |
Monopezzo |
Cerniera stagna + valvole |
Acque fredde |
Neoprene schiuma media |
|
1 o 2 mm |
Monopezzo |
Cerniera stagna + valvole |
Acque fredde |
Trilaminato-poldura-pvc- tessuti gommati ecc ecc |
Mute Umide -
realizzate in due pezzi o monopezzo costituiscono il primo acquisto della nostra
attrezzatura, utilizzate in tutti gli spessori hanno il vantaggio di essere economicamente
non molto impegnative. Definite "umide" perché provviste quasi sempre di
cerniere in plastica che permettono modesti ingressi d'acqua, o perché se sprovviste di
cerniere plastiche andranno opportunamente "allagate". Quest'acqua come prima
spiegato costituirà una sottile intercapedine tra la nostra pelle e l'indumento stesso;
in questo modo questo velo umido si scalderà grazie alla nostra temperatura corporea e
rallenterà la cessione termica cui sott'acqua siamo tutti sottoposti. La vestibilità
delle mute umide è notevolmente aderente, per far sì che quest'intercapedine sia il più
sottile possibile.
Mute Semistagne - Realizzate in monopezzo
generalmente negli spessori da 5 o 6.5 mm sono prevalentemente dedicate all'immersione in
acque fredde, a differenza delle Umide, sono dotate di una cerniera "stagna"
(cerniera con catena metallica) che non permette l'ingresso d'acqua. Questa cerniera è
nella stragrande maggioranza dei casi posta "gomito/gomito. La vestibilità della
Semistagna è leggermente più generosa delle mute umide, questo perché l'ingresso
d'acqua è assai più contenuto, o tutto sommato minimo.
La muta semistagna è di fatto la regina delle mute in neoprene, per comodità, utilizzo e
robustezza, presenta l'asserito inconveniente di essere poco pratica per la poca comodità
della cerniera, che siccome posta sulle spalle và sempre aperta e chiusa da un compagno/a
d'acqua. Il posizionamento della cerniera stagna sulle mute è sempre motivo di grandi
discussioni, per comodità e praticità, in tutta sincerità posso dire che il posizionare
la cerniera in quel modo significa garantirgli una "vita" più lunga, proprio
perché per conformazione si adatta meglio sulle spalle. Il fatto che poi ci costringa ad
essere aiutati non toglie il piacere di gestire con il compagno/a d'acqua tutte le
operazioni di preparazione all'immersione.
Spero di essere riuscito a trasmettervi quanto la vostra muta, straordinario elemento
della vostra attrezzatura, sia da oggi qualcosa in più di un semplice indumento sportivo,
ma un elemento tecnico non comune, che se ben gestito vi accompagnerà davvero in questa
straordinaria e comune esperienza qual è l'immersione subacquea. Le informazioni
concernenti il neoprene ed al suo uso sono davvero tante, così come sono davvero molti i
processi di lavorazione, diversi per tipo di prodotto e di materiale, e non si possono
davvero affrontare in una sola occasione, quindi alla prossima...e buon mare.
A cura di
Riky ZORZI
TEKNOSEA BOLZANO
www.teknosea.it
teknosea@interfree.it
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