L'ANGOLO TECNICO

 

AVVISO : le informazioni riportate in queste pagine sono sviluppate al fine di soddisfare la curiosità e l'interesse sugli argomenti trattati. IN NESSUN CASO le informazioni qui riportate possono essere utilizzate per programmare e realizzare immersioni. Uno specifico addestramento con un istruttore qualificato e certificato è richiesto per programmare e realizzare immersioni che prevedano l'uso di attrezzature subacquee di qualsivoglia tipo.

 

LA MUTA STAGNA - Parte Seconda

 

Nella prima parte abbiamo visto i tipi di muta stagna ed i materiali utilizzati per confezionarle.
Prossimo argomento, prima di addentrarci nella trattazione dell’uso e delle applicazioni, sarà quello di considerare qualità, posizione e funzionalità di accessori indispensabili quali il sottomuta, le cerniere, le valvole e le guarnizioni di tenuta.

 

SOTTOMUTA

Esistono quattro tipi base di sottomuta :
Il sottomuta costituito dal "mi metto tutto quello che ho " ( mutandoni del nonno, maglioni, calzamaglia della zia e, perche' no, il piumino da sci ). Ottima soluzione, sicuramente poco costosa , ma con alcune controindicazioni come , per esempio , un enorme volume interno ed un notevole impedimento nei movimenti a fronte di una protezione termica che, a parità di spessore con sottomuta specifici , risulta ridicola.
Sottomuta sintetico in pile ad alto spessore con raddoppio dello spessore nelle zone che necessitano di superiore protezione termica ( reni , spina dorsale , ecc ) . Tale sottomuta garantisce senz' altro una notevole protezione termica, ma, per contro, trattiene all'interno le goccioline di condensa dovute alla traspirazione corporea e ciò dopo qualche ora di immersione, comporta il sopravvenire di una sensazione diffusa di freddo. Inoltre questo tipo di sottomuta non è impermeabile, quindi bisogna prestare molta attenzione in barca, al momento della vestizione, per evitare di bagnarsi a causa di schizzi di acqua di mare.
Sottomuta termico in schiuma di pvc a cellule aperte bifoderato. Questo sottomuta in materiale sintetico garantisce, grazie all'incomprimibilita' del suo spessore ( 9mm. circa), una coibenza termica inalterata alle varie profondità ed anche il trasferimento della traspirazione corporea , attraverso le cellule aperte che lo costituiscono, verso la parete interna della muta che, essendo piu' fredda del corpo umano, ne provoca la condensa mantenendo perciò il corpo sempre perfettamente asciutto. Per contro, l’uso di questo sottomuta richiede una maggior zavorra e, all’esterno, non offre alcun tipo di protezione all’acqua e al vento. Inoltre è esteticamente carente.
Sottomuta termico in thinsulate. E’ probabilmente il migliore tipo di sottomuta attualmente disponibile per le sue doti di coibenza termica, idrorepellenza ed ottima estetica.Ne esistono praticamente tre tipi :
B100 (100gr/m²) : adatto all’uso sportivo tradizionale
B200 (200gr/m²) : per usi sportivi particolari
B400 (400gr/m²) : per uso prettamente professionale
Il thinsulate è solitamente rivestito da un materiale impermeabile all’esterno (nylon) ed un tessuto morbido e caldo all’interno.
Sottomuta per mute in neoprene espanso. Benché in questo tipo di mute è il materiale stesso ad esercitare una protezione termica, esistono dei sottomuta specifici in pile leggero o polartec da utilizzarsi in situazioni estreme.

 

CERNIERE STAGNE

Le cerniere stagne sono, in linea di massima, quasi tutte di buona qualità ed affidabilità.
In queste cerniere i denti, che sono fatti in bronzo, chiudono ermeticamente attraverso una compressione su gomma.
La posizione migliore della cerniera è quella che dà la migliore garanzia di vestibilità e di protezione da possibili danni. le posizioni più diffuse sono :
da spalla a spalla
anteriore trasversale
a marsupio
Per eventuali immersioni prolungate e per l'espletamento delle funzioni fisiologiche esistono cerniere stagne di 23 cm. di lunghezza da applicare nella posizione più adatta.

 

VALVOLE

valvoleLe valvole sono un elemento fondamentale delle mute stagne e devono avere ottime caratteristiche tecniche che solo pochi produttori riescono a garantire.
Importante è la posizione delle valvole che non è casuale, ma dettata da specifiche esigenze d'uso e di praticità , nonché di sicurezza.
Soprattutto la valvola di scarico deve essere posizionata in modo tale da consentire lo scarico completo di tutta l' aria contenuta nella muta senza la necessità di assurdi contorsionismi.
Secondariamente, ma forse al primo posto per motivi di sicurezza , la valvola di scarico deve consentire, qualora (ipotesi rara) la valvola di mandata dovesse bloccarsi in erogazione continua , l'estinzione di tutta la sovrapressione immessa nella muta, quindi è importante che ci sia compatibilità di rapporto carico/scarico tra le rispettive valvole.
Esistono due tipi di valvole di scarico: quelle automatiche e quelle manuali. Le prime consentono di esser tarate per scaricare automaticamente quando la pressione interna dell’aria aumenta a causa di una diminuzione di profondità o di un eccessivo gonfiaggio. Le altre richiedono invece sempre l’intervento manuale del subacqueo. Questo tipo di valvole viene comunemente impiegato nelle mute di neoprene espanso dove, a causa dell’elasticità stessa del neoprene, la valvola automatica non sarebbe in grado di rilevare la sovrappressione.
In ogni caso una cosa è certa : pochissime sono le valvole presenti sul mercato, soprattutto quelle di scarico , di sicura funzionalità ed affidabilità.

 

GUARNIZIONI DI TENUTA

Le guarnizioni di tenuta (polsini, collarini e cappucci ) sono generalmente in neoprene monofoderato per le mute stagne in neoprene ed in lattice di gomma negli altri tipi di mute.
Entrambi, se di forma e di qualità adeguate, sono da considerarsi affidabili; probabilmente certe guarnizioni in neoprene sono piu' delicate delle equivalenti guarnizioni fatte in buon latex naturale.

 

DIFFERENZE NELL'USO E NELLE APPLICAZIONI DEI VARI TIPI DI MUTE STAGNE

Nelle considerazioni che si faranno vengono prese a paragone stagne dei vari tipi che rispondono per intero alle caratteristiche di qualità e sicurezza che il mercato professionale ed il mercato costituito da sportivi seri e competenti richiede.
Considereremo in successione i punti favorevoli e sfavorevoli di ogni muta: sia per quanto riguarda l'uso che per la diversità di applicazioni. 

stagnaCOIBENZA TERMICA
Una muta stagna in neoprene , a parità di sottomuta usato garantisce senz'altro una più favorevole protezione termica almeno fino ad una profondità di immersione di circa 20 metri.
Dopo tale profondità la protezione termica tenderà a diventare pari o sfavorevole rispetto ad una muta in tessuto gommato e/o trilaminato con lo stesso sottomuta; questo perché è stato accertato che un eccesso di aria nell'intercapedine tra muta ed il corpo umano diminuisce la protezione termica passiva in quanto necessita di un maggior numero di calorie per il riscaldamento ed il mantenimento della temperatura del volume d'aria interno, ciò a scapito del corpo umano. D'altronde, usando una muta stagna in neoprene, sarà necessario incrementare il volume interno di aria , proporzionalmente al diminuire del volume del neoprene, al fine di mantenere il giusto equilibrio idrostatico.
Per contro una muta stagna in tessuto, pur non garantendo di per sé alcuna protezione termica , tuttavia se usata con un sottomuta qualitativamente e quantitativamente corretto, creerà un sistema stagno-coibente assolutamente invariabile ed indipendente dalla profondità di immersione raggiunta.

SICUREZZA
Bisogna innanzitutto puntualizzare che la sicurezza dipende per il 70% dalla perizia dell'operatore e per il rimanente 30% dalla scelta della muta stagna usata.
Tuttavia esistono degli indiscutibili "fattori di rischio'' che è indispensabile conoscere e prendere in considerazione per fronteggiarli adeguatamente.
Li analizziamo di seguito uno per uno confrontandoli immediatamente tra le due soluzioni possibili:

 

OPERAZIONI DI ZAVORRAMENTO

Zavorrarsi correttamente è fondamentale per un buon utilizzo della muta stagna. In generale bisognerà aggiungere dai 3 ai 6 chili in più rispetto alla muta umida. Tale quantità varierà a seconda dell’assetto individuale, del tipo di muta stagna usata, dalla giusta misura della muta stessa, dal tipo di bombola, ma soprattutto dal tipo di sottomuta.

 

MANUTENZIONE E RIPARAZIONI

La manutenzione di una muta stagna non richiede particolari attenzioni, ma delle semplici operazioni, attenedoci alle quali eviteremo deterioramenti precoci.

Le riparazioni sono più semplici nelle mute stagne in tessuto, infatti il neoprene bifoderato non consente una rapida riparazione in quanto bisogna attendere che la muta sia perfettamente asciutta; e ciò significa ore di attesa. Nel tessuto l'individuazione visiva è praticamente immediata e la conseguente riparazione è fattibile anche a muta indossata, dopo pochi minuti e con estrema semplicità.
Anche la sostituzione della cerniera e delle guarnizioni di tenuta risulta estremamente più pratica e veloce nelle mute in tessuto con un evidente risparmio nei costi di manutenzione.

 

A cura dello Staff di Aquatica


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