ZANZIBAR:
cultura, natura e immersioni
Il
comunemente detto "Arcipelago di Zanzibar" è costituito
dalle isole di Unguja (Zanzibar appunto), Pemba, Latham
e molte altre isole minori.
Situata a soli 36 chilometri dalle coste della Tanzania, nazione a cui
appartiene, Zanzibar si trova a sei gradi a sud dell'Equatore, è
lunga 86 chilometri e larga 36 nel punto in cui si allarga maggiormente.
Dista 5.989 km da Roma e 6.468 km da Milano. L'isola presenta due aree
climatiche e morfologiche molto differenti. La zona centro-occidentale
è ricca di vegetazione tropicale e di piantagioni di chiodi di
garofano, di palme da cocco, di canne da zucchero ed è la più
piovosa; la zona orientale è molto più secca, pianeggiante,
presenta un sottosuolo corallino che non consente la crescita di piante
ad alto fusto, se si escludono i maestosi baobab e gli alti palmizi che
orlano le spiagge.
Escludendo la zona di Kiwenga dove gli hotel si susseguono senza
avere, fortunatamente, un grande impatto ambientale, tutte le altre zone,
da nord a sud, rimangono deserte e faticosamente raggiungibili. Zanzibar
è un vero paradiso sotto molti aspetti e rappresenta la classica
immagine da cartolina, con spiagge bianche a perdita d'occhio che delimitano
acque dai colori indescrivibili. Dove non vi sono spiagge, abbondano le
mangrovie.
Anche Stone
Town, la città principale, presenta un mare che ha colori
mozzafiato e, a poche miglia da essa, vi sono isole con tanto di reef,
anch'esse ricche di storia e bellezze naturali.
Per questo soggiorno ci siamo avvalsi di Veratour il cui resort è
situato sulla sulla costa orientale a Kiwenga. Le costruzioni,
con il tetto
in makuti, ovvero in foglie di palma, ben si integrano nella
vegetazione lussureggiante. La spiaggia corallina presenta un candore
abbagliante ed è caratterizzata da un evidente fenomeno di marea
con escursioni notevoli che permettono di arrivare a piedi fino alla barriera
corallina situata a circa 800 metri dalla riva.
Per quanto riguarda le immersioni ci siamo affidati al Zanzibar Dive
Centre One Ocean all’interno del Blue Bay Beach Resort
situato a circa 100 metri dal villaggio. Gestito da Elsa e Sasha si avvale
di una comoda imbarcazione di 10 metri spinto da due potenti motori fuoribordo.
La partenza
è di fronte alla spiaggia così come l’arrivo, salvo
bassa marea, altrimenti presso il pontile situato circa 300 metri più
a sud. Si utilizzano bombole in acciaio da 12 litri biattacco e ogni uscita
prevede 2 immersioni. La destinazione è l’atollo di Mnemba,
parco nazionale, che presenta una decina di siti di immersione, West
Garden e Wattabomi sono eccellenti anche per chi pratica
snorkelling. Pesci angelo imperatore, pesci pappagallo, moorish idols,
lionfishes, pesci pagliaccio nei loro anemoni, nudibranchi, carangidi,
azzannatori striati, barracuda, ma anche tante tartarughe e, con un po’
di fortuna i delfini. La profondità massima è di circa 27
metri e si trova sempre una lieve corrente per nulla fastidiosa. Tra un’immersione
e l’altra frutta a volontà – banane e manghi –.
Ma Zanzibar rappresenta un lembo d’Africa ricco anche di altre meraviglie.
La
foresta di Jozani è una riserva naturale situata a sud-est di Stone
Town visitabile nelle sue parti più interessanti in circa
due ore. È ricca di eucalipti secolari, allori alessandrini, palme
giganti (screw palms) e tra gli animali visibili vi e una specie
endemica dell'isola di scimmia, il Red Colubus, riconoscibile
dal curioso dorso rosso che girovaga nella zona in gruppi di numerosi
elementi e facilmente avvicinabili.
Zanzibar nel passato venne conosciuta come "L'Isola delle Spezie",
per le numerose varietà che ne venivano coltivate. È doveroso
passare una giornata per fare un tour volto a conoscere ed apprezzare
queste coltivazioni. Il tour inizia nella zona di Kizimbani qui
iniziano le coltivazioni delle spezie. Esse sono un vero paradiso dell'olfatto
ed è meraviglioso passeggiare attraverso piantagioni di cannella,
cardamomo, chiodi di garofano, cumino, curcuma, henné, noce moscata,
pepe, peperoncino, tamarindo, vaniglia, zafferano e zenzero.
Stone Town, città dichiarata patrimonio dell'umanità
e tutelata dalla Fondazione Karim Agha Khan come memoria culturale dei
musulmani ismaeliti, è soprattutto costituita dai vecchi palazzi
di solito disposti su tre piani, con bellissimi cortili interni e dagli
antichi portoni di legno intagliato e con l'immancabile elemento architettonico
e sociale: la "baraza", una tradizionale panca in muratura.
Indispensabile, poi, una visita al palazzo del vecchio dispensario, edificio
costruito con la pietra corallina madreporica, caratterizzato da splendide
balconate riccamente lavorate ed intarsiate. Era un antico centro di consultazione
per i mercanti di spezie, avorio e schiavi.
Sono
da visitare anche gli antichi Bagni Persiani, nel cuore della città,
abbandonati, ma in ottimo stato di conservazione, il Forte Portoghese,
possente, ed il Palazzo delle Meraviglie (House of Wonders) edificato
per volere del Sultano Bargash, che vi conduceva una vita divenuta leggenda
per gli occidentali a causa delle sue cento concubine, amate cinque alla
volta ogni notte.
Al tramonto si raggiunge il lungomare per ammirare le barche locali, i
"dhow", dirigersi a vela spiegata verso la riva.
Prison Island, localmente chiamata Changuu, è
situata di fronte a Stone Town, una volta luogo di segregazione
degli schiavi ed in seguito prigione inglese, accoglie le grosse tartarughe
terresti originarie delle Seychelles.
Insomma “KARIBUNI”
– che, in kiswahili, significa benvenuti - a Zanzibar e
, soprattutto, “AKUNA MATATA” – nessun problema
-.
Se volete contattarci: ugogaggeri@hotmail.com
Barbara & Ugo Gaggeri
|