Storia della FotoCinematografia Subacquea Italiana
ASSOCIATO HISTORICAL DIVING SOCIETY ITALIA

 

LINO PELLEGRINI



Non è un fotocinesub "puro" ma, insieme a Gianni Roghi (scomparso prematuramente in un safari in Africa negli anni '60) può essere considerato l'antesignano del giornalista - scrittore - viaggiatore - documentarista subacqueo italiano. Ha viaggiato moltissimo (specialmente considerando il periodo in cui lo ha fatto) e si è interessato dei più vari argomenti: dall'archeologia alla etnografia, dalla storia dell'arte alla ricerca sul campo di relitti di navi famose, dalla biologia alle immersioni sotto i ghiacci; inoltre ha aggiunto alla attività di fotogiornalista quella di cineasta.
Figlio di uno scrittore, Battista, che era anche fotografo, è nato a Paese in provincia di Treviso il 12 agosto del 1915; ha studiato a Venezia, Milano, Como, Bolzano, Genova ove si è laureato in Legge e questa città, culla della subacquea, gli ha dato l'imput per iniziare l'avventura sottomarina.
Tenente di complemento carrista, è stato corrispondente di guerra del "Popolo d'Italia" dall' Egeo, dall' Ucraina dalla Finlandia, da Leningrado, dalla Camelia, dalla Lapponia, dal Lago Ladoga (dove c'erano i famosi motoscafi anti- sommergibili M.A.S.), giornalista molto conosciuto nell'ambiente tanto che Curzio Malaparte parla di lui sia in " Kaputt" sia in "La Pelle".
Appassionato di montagna, ha praticato agonisticamente il salto con sci, è dotato di un carattere allegro e gioviale con umorismo nonsense ed amante delle "freddure", che non risparmia a nessuno; ama definirsi un S.S.S. cioè Sciatore-Sommozzatore-Scrittore
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Ritratto di Lino Pellegrini nel 1963 , nel pieno delle sue esplorazioni ed avventure


Ha cominciato ad immergersi nel 1947 con lo scafandro da palombaro avendo come istruttore il tenente di vascello Giorgio Baucer, famoso "uomo gamma", ma la sua prima fotosub l'ha fatta nel 1951 in apnea alla Canarie.


Una delle sue prime fotosub



Successivamente, per fare un servizio fotogiornalistico sullo sminamento del porto di La Spezia, ha cominciato ad immergersi con l' A.R.O. avendo come maestri addirittura Egidio Cressi e Duilio Marcante.


1951 Un lavoratore nel porto di La Spezia usa una maschera antigas modificata per l'uso subacqueo


Nel 1952 effettua un servizio fotogiornalistico sui mezzi d'assalto subacquei utilizzati durante la 2° guerra mondiale detti tecnicamente siluri a lenta corsa volgarmente chiamati "Maiali"


1952 I Maiali


Il suo carattere esuberante e coraggioso lo porta ad accettare l'incarico affidatogli da Roberto Galeazzi Jr. di effettuare nei primi anni '50, i collaudi del nuovo ma complesso "Respiratore Subacqueo" lo " SLIP", che funziona con una piccola pompa a mano messa in moto da un aiutante in superficie sulla barca appoggio, il quale pompa aria attraverso una manichetta in un serbatoio, aperto in basso e posto sulle spalle del subacqueo, come uno zaino, sospeso su giunti cardanici ed in comunicazione per mezzo di 2 corrugati con una maschera granfacciale.
Tale attrezzatura non ebbe molto successo tranne che fra i raccoglitori di molluschi in Liguria e Toscana.


1953 Autorespiratore Slip
Una delle rarissime fotosub del respiratore Slip GaleazziI
              
1953 - collaudo Slip Galeazzi-
Lino Pellegrini collauda il Respiratore Subacqueo SLIP GaleazziI

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Nel 1954, imparato l'uso dell' A.R.A., con erogatore Micro della Salvas, realizza un filmato per la RAI in occasione della posa del Cristo degli Abissi a San Fruttuoso.

Foto effettuata nel 1954 per la posa del
Cristo degli Abissi a San Fruttuoso,
notare la enorme custodia per la cinepresa

  
 
1951 - Custodia autocostruita per Rolleiflex

Per le sue foto inizialmente ha usato custodie autocostruite, per la Rolleiflex 6x6 biottica, per la Leica 35 mm. e per la cinepresa Paillard 16 mm.; poi quelle del mitico Bicchiarelli di Milano, successivamente la Rolleimarin ed infine la Nikonos II.


1965 - Lino Pellegrini usa la mitica custodia
Rolleimarin progettata da Hans Hass


    
      1952 - Custodia autocostruita per Leica  
 

1952 - custodia autocostruita per cinepresa Paillard 16 mm.